Bookmaker italiani 2026 — la guida che guarda alle conseguenze, non alle promesse
Sul mercato italiano un bookmaker esiste per legge soltanto se qualcuno gli ha dato una concessione. Tutto il resto — la quota più alta, il bonus al 100 %, l’app rifatta da poco — è pubblicità costruita sopra quel permesso. E il permesso non è della marca: è di un sito.

Dati verificati al 31 Ottobre 2026, confrontati con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e con le condizioni contrattuali di ciascun operatore.
Perché in Italia non si sceglie un bookmaker, si sceglie un sito autorizzato
Prima di paragonare qualsiasi cosa conviene chiarire un malinteso che circola da anni. Un bookmaker che accetta giocate dall’Italia deve avere una concessione per il gioco a distanza rilasciata da ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, quella che il mercato continua a chiamare AAMS. La concessione non si compra al banco e non si rinnova per inerzia: si vince con una gara pubblica.

Il quadro è fissato dal Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il testo si chiama «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza» e riscrive le regole di un mercato che fino a poco prima viveva di proroghe. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo.
L’elenco dice una cosa che quasi nessuno legge fino in fondo. La concessione copre una o più di quelle voci, in qualsiasi combinazione. Chi la ottiene può gestirle per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico, come stabilisce l’art. 6, comma 3. Gara di settembre 2025: 52 concessioni assegnate a 46 società su 93 domande, circa 7 milioni di euro per nove anni, nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Le cifre raccontano da sole quanto sia chiuso il club.
Il punto pratico per chi legge è un altro, ed è quello che il marketing non dice mai: la concessione è per sito, non per azienda. L’elenco «Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», consultato il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un solo indirizzo «.it». Una stessa società può tenerne diversi: Eurobet Italia S.r.l. gestisce le piattaforme Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Chi pensa di scegliere «il bookmaker» sta in realtà scegliendo una piattaforma, e domani la stessa società può presentargli una piattaforma diversa con condizioni diversa.
E poi c’è la colonna che manca. L’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra di per sé che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito dell’operatore, il suo palinsesto, la sua app. Un concessionario può avere diritto a scommesse, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione, oppure a una sola di queste cose. Chi legge l’elenco come se fosse una classifica di bookmaker sta leggendo la pagina sbagliata.
Terza conseguenza, la più scomoda. Comparire in una lista di confronto non è una concessione. Le guide, questa compresa, mettono insieme operatori che hanno un titolo; l’elenco vero è quello di ADM, ed è l’unico che decide se un sito può prendere una giocata in Italia.
Concessione, licenza, autorizzazione: le tre parole che il mercato usa per la stessa cosa
La confusione nasce dal vocabolario, quindi vale la pena fissarlo prima di andare avanti. ADM scrive «concessione». Gli operatori scrivono «licenza» quando parlano in inglese ai partner internazionali. I comparatori scrivono «autorizzato». Sostanza: un atto amministrativo ottenuto per gara, legato a un sito, verificabile da chiunque in un elenco pubblico.
Il problema è che la parola «licenza» viene usata anche per un’altra cosa, completamente diversa. Un sito con licenza maltese, cipriota o di Curaçao ha un permesso valido nel paese che gliel’ha dato. In Italia quel permesso non vale nulla, perché l’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi offeribili a distanza solo a chi ha una concessione italiana. Da qui nasce la distinzione che il pubblico rende con «bookmaker non AAMS» o «bookmaker stranieri»: sono brand che accettano giocate dall’Italia appoggiandosi a un titolo estero.
Perché questo conta più di quanto sembri? Perché la concessione italiana porta con sé un pacchetto di obblighi che il sito estero non ha. I requisiti della gara includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la sua durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3): tradotto, un operatore autorizzato non può alzarti le regole di mezzo in corsa per ripianare i conti. Chi gioca su un sito senza concessione queste garanzie le guarda da fuori.
Un dettaglio che vale come promemoria: le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note. Il testo del 2024 è quello su cui si ragiona, e un lettore che trova una regola diversa in una pagina di operatore dovrebbe chiedersi da quando è in vigore.
Cosa è cambiato con il riordino del 2024
Il riordino non è un restyling. Ha sostituito un sistema di proroghe con un sistema a scadenza, e ha fissato che le condizioni valgano per tutto l’arco della concessione. Per il giocatore la conseguenza si vede in due posti: nell’impossibilità, per l’operatore, di riscrivere unilateralmente il regime fiscale o le condizioni, e nella data di scadenza, che nove anni dopo arriva per tutti.
La partita non è tra marchi, è tra due elenchi
Qui arriva la parte che quasi nessuna guida scrive per intero. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 organizza il mercato su due elenchi pubblici, tenuti da ADM con la Guardia di Finanza e Sogei: quello dei siti legali, legati ai concessionari, e quello dei siti la cui accessibilità è inibita. Entrambi consultabili sui siti di ADM e della Guardia di Finanza.
Il secondo elenco è un numero che cresce. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini inibiti (ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore); gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola tecnica è «oscurati». Il blocco lavora a livello DNS, e qualche fornitore di accesso è più lento di altri ad applicarlo.
La conseguenza pratica è semplice e va detta senza girarci intorno: un sito inibito non è un sito che ha smesso di esistere, è un sito che l’Italia ha deciso di non rendere raggiungibile. Se il lettore lo trova comunque, il fatto che ci sia arrivato non lo rende legale.
E qui non si tratta di un fastidio tecnologico. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero» e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Non è una clausola di stile: è la regola lato giocatore, scritta dal regolatore. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non sono noti; quello che è noto è la fattispecie.
Sul fronte degli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando vengono accettate all’estero. E i fornitori di accesso e di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Il confronto onesto tra le due strade, allora, non è «brand simpatico contro brand antipatico». Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano per qualunque contestazione. Un brand «.com» senza concessione non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, per come ADM scrive la norma, espone il giocatore a una sanzione di natura penale.
Perché un marchio noto non è automaticamente autorizzato
Le domande di chi cerca alternative partono spesso da nomi grossi, sentiti in altri paesi. Sul punto il quadro è asciutto: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano tra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026. Non è un giudizio sull’onestà di quelle aziende: è la fotografia di un titolo che in Italia non c’è. E senza titolo non c’è RUA, non c’è limite scelto in registrazione, non c’è foro italiano.
Il rovescio della medaglia, per completezza: l’elenco non è l’intero mercato. Esistono altri concessionari oltre ai dieci esaminati qui, e l’assenza di un brand da un confronto non significa che sia privo di concessione. Le 52 righe sono pubbliche, e leggerle è un gesto da trenta secondi che risolve una domanda su cui si scrivono pagine intere.
Che cosa ti costò, in concreto, la scelta del sito sbagliato
Vale la pena metterlo in fila una volta sola. Su un concessionario ADM hai: conto di gioco identificato, limite di deposito scelto in registrazione, RUA che ti blocca su tutte le piattaforme autorizzate, importo delle vincite che ti arriva al netto dell’imposta pagata dall’operatore, e un reclamo che si porta davanti a un’autorità italiana. Su un sito estero non autorizzato hai: le regole di casa di chi lo gestisce, un’autorità di un altro paese, e nessuno dei quattro strumenti precedenti. Le quote possono sembrare identiche. Non lo sono, una volta che qualcosa va storto.
Giocare con un limite: cosa cambia quando il tetto lo scegli tu
La parola «limiti» fa scattare l’antifona sbagliata. Chi la sente pensa a un concessionario che gli mette i bastoni tra le ruote. In Italia funziona al contrario: il limite lo decide il giocatore, e l’operatore è obbligato a offrirgli lo strumento prima ancora di farlo giocare.
L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca le tutele che i concessionari devono predisporre: limiti di autodeterminazione su tempo, spesa e perdita; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa del gioco; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Il momento decisivo è la registrazione. Lì il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e il meccanismo ha una asimmetria che vale la pena capire bene: abbassare un limite ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. È la regola più intelligente del sistema, perché mette una pausa obbligatoria esattamente nel momento in cui la testa chiede di più. Le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di registrazione, e la riduzione che si applica subito.
La cifra del limite di deposito che ADM fissa nel bando non è nota. Quello che conta, però, non è il numero di ADM: è quello che scrivi tu nel campo, e il fatto che per cambiarlo in su dovrai aspettare una settimana.
Poi c’è il momento in cui il gioco smette di essere una questione di soldi e diventa una questione di tempo. La legge chiede al concessionario di mandarti messaggi automatici su quanto hai giocato e quanto hai speso. Sono noiosi. Sono anche l’unico posto dove il conto te lo dice qualcun altro invece del tuo estratto conto.
L’autoesclusione non è una promessa, è un blocco tecnico
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e ha una proprietà che nessun «mi prendo una pausa» improvvisato può replicare: blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e anche le sale fisiche. Non è un’impostazione che si aggira aprendo un secondo conto da un altro operatore, perché il registro è unico.
L’art. 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che imposta il giocatore. Un sito di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e periodi e forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina di ADM indicano.
Il punto che salta la maggior parte delle guide: un sito senza concessione non è collegato al RUA. Chi si autoesclude lì non è protetto da nulla, perché quel sito non ha nessun obbligo di leggere il registro. È l’esempio più pulito di quello che la concessione compra.
Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due regimi dentro lo stesso documento, e una data che sposta l’asticella: chi legge le condizioni vecchie trova una scala che non è più quella in vigore.
Gli strumenti concreti di un operatore autorizzato
Il RUA è il fondo del sistema, non l’unico pezzo. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Tre grandezze diverse — ricarica, spesa, tempo — e tre orizzonti. Vale la pena notare che «ricarica» e «spesa» non sono la stessa cosa: la prima è quanto entra nel conto, la seconda quanto ne esce verso il palinsesto.
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero va scritto così com’è, ed è l’unica riga di questa pagina che nessuno dovrebbe aver bisogno di leggere, ed è quella che va letta per prima quando serve.
C’è anche un obbligo informativo che riguarda gli operatori e non il giocatore: l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Detta senza giri di parole: una quota del margine che l’operatore trattiene torna indietro come messaggio di prevenzione. È poco, ma è scolpito in una norma.
Bonus di benvenuto: la parola «bonus» non dice quanto costa
Il bonus di benvenuto è il pezzo di questa pagina dove il linguaggio del marketing e il linguaggio del contratto si allontanano di più. Il primo parla di denaro regalato; il secondo parla di requisiti di puntata o rigioco, di quote minime, di scadenze e di tetti alla vincita. Il decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Quindi il bonus resta, e con lui tutto il suo contorno di condizioni.
Prima di guardare le cifre, un punto strutturale. Non esiste un tetto di legge al bonus né un tetto di legge al rigioco. Tutto quello che riguarda importi, requisiti di puntata e quote minime viene dalle condizioni contrattuali del singolo operatore. Questo significa una sola cosa per chi legge: due offerte con lo stesso numero sopra — «fino a 5.000 €» — possono costare al giocatore due fatiche completamente diverse, e l’unico posto dove scoprirlo è la pagina delle condizioni, non la pagina della promo.
Un’ultima distinzione, che quasi tutti saltano. Il bonus senza deposito non è il bonus di benvenuto. Il primo arriva senza mettere soldi, il secondo ne presuppone. Confondere i due fa nascere aspettative che nessun operatore italiano soddisfa nella forma in cui il giocatore le ha in mente.
Il caso BetFlag: 100 % fino a 5.000 € sul primo deposito
Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100% del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Tre informazioni in una riga: è un bonus sul deposito, non un bonus senza deposito; è accreditato come saldo, non come gettone separato; ha un tetto di 5.000 €.
Che cosa significa per il lettore? che il valore reale dell’offerta dipende da quanto deposita: chi mette 50 € ottiene 50 €, chi mette 5.000 € tocca il massimo. Il resto delle condizioni — requisiti di puntata, quote minime, scadenza — viene dalle condizioni dell’operatore, e va letto lì. Un’accortezza: un bonus accreditato su saldo è più flessibile di un gettone, perché si mescola al saldo, ma è anche vero il contrario, cioè che diventa più difficile tenere separato quanto è tuo da quanto è vincolato.
Il caso William Hill: 10 € subito, 5 € dopo i documenti
Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. È l’offerta più interessante della lista per un motivo che non è la cifra, ma la struttura a due binari.
Chi ha SPID prende 10 € senza fare nient’altro. Chi registra a mano prende 5 € e solo dopo aver mandato i documenti, con una finestra di 96 ore per farlo. La differenza tra le due strade è esattamente il valore dello SPID in questo mercato: cinque euro in più e nessuna attesa. Aggiungiamo un dettaglio che molti lettori non hanno presente: senza SPID il conto va comunque validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. La registrazione manuale, quindi, ha una scadenza incorporata che non è solo quella del bonus.
Perché il bonus più grande è raramente il bonus migliore
Un’offerta da 5.000 € fa più rumore di una da 10 €, e su questo il marketing costruisce tutto. Ma il numero in vetrina è il tetto, non il valore atteso. Un tetto alto premia chi deposita tanto: se il tuo deposito è 50 €, il 100 % di BetFlag vale 50 €, non 5.000 €. Il tetto, per chi gioca piccolo, è una cifra che non toccherà mai.
Il caso William Hill lo dimostra al contrario. Dieci euro accreditati subito, senza deposito da calibrare e senza attesa, sono un importo che si porta a casa una volta sola e che non richiede di decidere in anticipo quanto mettere. Per un lettore che vuole provare la piattaforma, la differenza tra «100 % fino a 5.000 €» e «10 € subito» non è di scala: è di tipo.
C’è poi la questione della seconda scadenza, quella che nessuno legge. Un bonus di verifica legato all’invio dei documenti entro 96 ore è un’offerta che richiede un’azione amministrativa entro un termine stretto. Chi si registra la domenica sera e si ricorda dei documenti il sabato successivo ha già perso. Il marketing non lo dice; la condizione sì.
Quote più alte, margine più basso: come si legge la differenza
Tutti gli operatori dicono di avere le quote più alte. Nessuno lo dice per iscritto in modo verificabile, perché la quota cambia ogni minuto e la stessa partita ha prezzi diversi a seconda del mercato. La domanda giusta, allora, non è «chi ha la quota più alta», ma «quanto trattiene questo operatore su questo mercato».
Il margine del bookmaker — quello che le piattaforme chiamano anche payout, la quota di tutte le puntate di un mercato che torna indietro — si legge dalle quote stesse, e non serve nessuno strumento. Su un mercato a due esiti, la quota di ritorno si calcola come 1 diviso la somma degli inversi delle quote. Il margine è il 100 % meno quella cifra.
Il calcolo, su un esempio illustrativo. Prendiamo un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90: non è un prezzo quotato da un operatore, è un esempio per far vedere come funziona il conto. La somma degli inversi è 1/1,90 + 1/1,90, che vale 1,053 circa. La quota di ritorno è quindi 1 diviso 1,053, cioè circa il 95 %. Il margine è il restante, circa il 5 %. Detto in modo utile: su ogni 100 € puntati su quel mercato, l’operatore ne trattiene in media circa 5 € in un caso e circa il 5 % della somma degli esiti nell’altro, e questa è una stima statistica su molti mercati dello stesso tipo, non un esito garantito su una singola giocata.
Da qui la regola che vale la pena portarsi via. Quanto più il margine si stringe, tanto più la banda di oscillazione utile si allarga: due operatori che espongono lo stesso mercato a 1,85/1,95 e a 1,90/1,90 non sono la stessa cosa, e un confronto di quote fatto solo sulla voce «1» non distingue i due. Un esempio: la stessa partita quotata 1,85/1,95 ha una somma di inversi attorno a 1,053, quindi un ritorno vicino al 95 %, mentre a 1,90/1,90 il conto porta vicino al 95 % con un profilo simmetrico. il margine è una percentuale, non un euro; cambia con il mercato e con il tipo di giocata, e va ricalcolato ogni volta che si cambia mercato.
Dove il margine si allarga senza che tu te ne accorga
Il confronto tra operatori si fa quasi sempre sul mercato principale, il 1X2, dove le case tengono i prezzi più affilati perché è lì che si guarda. La conseguenza è che il margine peggiore ti aspetta altrove: nel numero di goal, nei tiri in porta, nei cartellini, nei mercati combinati. Sono i mercati che si giocano quando il 1X2 sembra già letto, cioè esattamente quando il giocatore smette di controllare.
Il secondo posto dove il margine si allarga è la combinazione. Il prezzo di una multipla non è la media delle sue parti: le quote si moltiplicano, e così anche i margini. Una doppia ragionevole su due mercati da 5 % di margine non costa il 5 %, e chi gioca multiple, sistemi e combo lo fa ogni settimana senza fare il conto. Non c’è un numero unico da dare qui, e diffida di chi te lo dà: dipende dal mercato, dal numero di gambe e dall’operatore.
Il terzo posto è meno intuitivo, e riguarda il tempo. Le quote cambiano mentre la partita si gioca, e con esse il margine: la stessa partita che in pre-match sta in una banda stretta la ritrovi live con un margine più largo, perché l’operatore prezza l’incertezza minuto per minuto. Chi scommette live paga quella velocità, e la paga tre volte: nel margine più largo, nella quota che scivola tra il momento in cui la vedi e quello in cui confermi, e nella pressione a decidere adesso.
Confrontare le quote senza farsi ingannare
Un comparatore di quote è uno strumento, non un verdetto. Serve a una cosa sola: guardare lo stesso mercato, nello stesso momento, su più operatori. Se i due prezzi arrivano da momenti diversi, il confronto non esiste. E se i due prezzi arrivano da mercati diversi — uno 1X2 e uno doppia chance — il confronto è peggio che inutile, perché fa sembrare migliore un’offerta che non lo è.
La conseguenza pratica per chi legge questa pagina: la quota più alta su un singolo mercato dice poco da sola. Quello che dice qualcosa è la combinazione tra il margine di quel mercato e la copertura che l’operatore offre intorno. Un operatore con un 1X2 affilatissimo e trenta mercati in croce non è più conveniente di uno con un 1X2 leggermente più largo e trecento mercati, se la tua giocata sta in uno dei trecento.
Terzo inganno, il più banale: la quota in vetrina. Spesso è un prezzo «maggiorato» su un mercato specifico, per una fascia di importo, per un periodo. Leggere la quota di testata e non quella del mercato che ti interessa è il modo più rapido per costruire un confronto falso.
Calcio, Mondiali e mercati: cosa offre davvero il palinsesto italiano
Il palinsesto, in Italia, non è solo la lista delle partite: è il programma di eventi e tipi di giocata che il concessionario predispone e che ADM approva. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 lo definisce così, e la conseguenza è diretta: si può giocare solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato. ADM aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.
Il calcio resta il prodotto intorno a cui è costruito tutto il resto. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Serie C dentro il palinsesto è il dettaglio che distingue una copertura costruita da una copertura dichiarata: è il campionato che i grandi internazionali tendono a lasciare fuori.
La Champions League ha un peso che va oltre i mercati. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La partnership è un fatto commerciale, non una garanzia di quota migliore, e vale la pena ricordarlo: essere partner non significa prezzare meglio.
Il Mondiale 2026 e le competizioni che muovono il palinsesto
I grandi tornei spostano il palinsesto in modo visibile. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il calcio, la Formula 1 e la MotoGP nello stesso elenco raccontano un palinsesto pensato per il pubblico italiano, dove il motociclismo vale quanto una partita di metà classifica.
Il quadro cambia quando si allarga lo sguardo. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Gli scacchi e le elezioni nello stesso paniere delle scommesse sportive sono la cosa più italiana di questa pagina. Un marchio che quota le elezioni non sta facendo sport: sta vendendo un prodotto diverso, con un margine diverso, e va trattato come tale.
Un torneo internazionale come il Mondiale non crea un bookmaker nuovo, allarga il traffico su quelli che ci sono già. E allarga anche la parte di palinsesto che il giocatore non controlla: le quote si muovono più in fretta, il live diventa il centro dell’offerta, e la propensione a giocare il mercato esotico cresce proprio quando il margine su quel mercato è più largo.
Virtuali, ippica e streaming: le tre sezioni che nessuno legge
La sezione «Virtuali» è dentro la concessione per le scommesse sportive, e l’art. 2, lett. v) definisce le scommesse su eventi simulati come eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato. Non è un caso che tutti i grandi operatori la offrano: è un prodotto a margine largo, disponibile anche di notte, quando il calcio non c’è.
I numeri, dove ci sono, sono grandi. L’app Lottomatica: i Virtuali dell’app comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Trecento eventi al giorno non si guardano: si giocano in serie. Ed è esattamente questo il modello.
L’ippica in Italia è due cose diverse nella legge: le scommesse su corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a); e i giochi di ippica nazionale (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h), con giocate tipo vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, che richiedono una concessione propria. Se un marchio offra il totalizzatore di ippica nazionale online non è noto. Sul versante simulato, SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito.
Lo streaming merita una riga a parte, perché è la parte di prodotto che gli operatori usano come argomento di vendita e che il giocatore valuta meno. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. La diretta non è un regalo: è il modo per farti restare nella piattaforma mentre la partita si gioca, cioè nel momento in cui la probabilità di piazzare una seconda giocata sale.
Bookmaker nuovi e app rifatte: cosa cambia davvero quando «arriva» un marchio
L’arrivo di un nuovo bookmaker in Italia non assomiglia al lancio di un’app. Assomiglia a una gara pubblica, perché la strada per offrire giocate è la concessione, e le concessioni si assegnano per bando. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Il numero che conta è il rapporto: 46 società su 93 domande.
Quindi, quando un lettore cerca «nuovi bookmaker», la domanda vera non è chi è appena comparso online. È chi ha vinto una concessione nell’ultima tornata e sta aprendo la sua piattaforma. Ed è una domanda a cui si risponde con un elenco, non con un sondaggio.
Il secondo malinteso riguarda le app. Un’app rifatta è un investimento, non un titolo: la concessione sta dietro al sito, e l’app è solo un’interfaccia verso quel conto di gioco. Il rinnovo grafico non cambia il margine, non cambia i requisiti del bonus e non cambia la protezione. Vale però come segnale di qualcos’altro, ed è il segnale più utile di questa sezione: gli operatori che hanno rifatto le app negli ultimi anni sono quelli che hanno investito su mobile come canale principale, e questo si vede nei prodotti che offrono.
La registrazione è il posto dove «nuovo» si sente. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Due strade di identificazione accanto a quella storica, e la stessa logica vista con William Hill: lo SPID è diventato la corsia veloce del mercato italiano, perché il conto si valida subito e non ha bisogno di mandare documenti.
Un conto di gioco richiede l’identificazione completa, e le regole sono chiare: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi sono bloccati. Un lettore che apre tre conti «per provarli» e non completa la verifica su uno di essi scopre la cosa nel modo peggiore: al momento del prelievo.
Un’app nuova non è un’offerta nuova
Vale la pena smontare un’idea che circola nei forum. Un operatore che rifà l’app non rinnova automaticamente il bonus, non alza le quote e non cambia i requisiti. Le condizioni di bonus sono contrattuali e restano quelle del momento in cui il conto è stato aperto. Le condizioni della concessione e il regime fiscale, del resto, restano fissi per tutta la durata della concessione (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3): è il quadro a essere stabile, non il marketing.
Il segnale vero dell’arrivo di un marchio, quindi, sta in tre posti diversi: la riga dell’elenco di ADM con il suo codice, il codice nel contratto, e la sezione delle condizioni dell’operatore. Chi cerca «nuovi bookmaker» per trovare un’occasione d’oro sbaglia il bersaglio. Chi cerca per capire quali piattaforme esistono sul mercato italiano e con quali regole trova quello che serve.
Un’ultima nota per chi arriva da fuori. Un marchio internazionale che decide di entrare in Italia non porta con sé le condizioni di casa: apre un sito «.it» con una concessione italiana, condizioni italiane, limiti italiani e imposta italiana. Le regole del mercato di partenza non viaggiano con il marchio. È una buona notizia e una cattiva notizia insieme, secondo cosa ci si aspettava.
I fondamenti: conto di gioco, deposito, prelievo e cosa serve per iniziare
Mettiamo in fila la procedura reale, perché è lì che si accumulano gli attriti. Prima cosa, il conto di gioco: un conto intestato con identificazione completa, perché un concessionario non può accettare giocate da un conto anonimo. Il conto di gioco si apre sul sito o dall’app del concessionario, e resta legato al codice fiscale della persona.

Secondo passaggio, la ricarica. In Italia esiste una via che non ha equivalenti in molti mercati: i punti vendita ricariche, regolati dall’art. 13, D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online soltanto su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Due limiti da tenere fermi: non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Terzo passaggio, i metodi di pagamento. Quelli che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco proprio di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Il caso Lottomatica è quello meglio documentato: il conto gioco Lottomatica accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password.
Quarto punto, e riguarda il futuro del mercato più che il presente: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai fornitori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione. L’entrata in vigore non è confermata. Quando arriverà, la conseguenza sarà la più concreta di tutte: non un sito bloccato a livello DNS, ma una carta che non passa. Il crypto presso i concessionari ADM resta una questione aperta, e non è nota alcuna norma che nomini circuiti approvati.
Sul prelievo, infine, l’accortezza che vale più di ogni classifica: il prelievo è il momento in cui tutto quello che è stato trascurato in registrazione torna a galla. Un conto non validato, un metodo di pagamento non intestato al titolare, un documento non inviato: sono tutte cose che si scoprono qui.
La classifica: dieci concessionari, letti sulle loro condizioni
I dieci operatori che seguono hanno tutti una concessione ADM con un codice e una società concessionaria, e ciascuno ha un sito «.it» proprio. Non è una classifica di qualità in senso assoluto, e vale la pena spiegare perché: l’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi, quindi un nome sull’elenco non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive. Quella la dimostra il sito dell’operatore. E l’elenco non è esaustivo del mercato: esistono altri concessionari, e un brand assente da queste pagine non è per questo privo di licenza.
Il criterio con cui sono ordinati è quindi dichiarato: prima il titolo, poi quello che le condizioni e le schede di ciascun operatore dicono della sua offerta sportiva. La domanda che ogni scheda prova a rispondere non è «conviene?», ma «a chi conviene, e a quali condizioni».
| Marchio | Numero di concessione e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore sulla materia |
|---|---|---|
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Benvenuto Sport al 100 % del primo deposito, su saldo, fino a 5.000 €; apertura conto anche con SPID e CIE |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Benvenuto Sport da 10 € con registrazione SPID; bonus di verifica da 5 € con registrazione manuale e documenti entro 96 ore |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Copertura dei principali campionati nazionali ed europei fino alla Serie C, più di 20 tipi di sport con risultati in diretta |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto alle slot e al Live Casinò |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | In registrazione limiti di ricarica, spesa e tempo; autoesclusione 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 live, Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Cash Out |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; Official Global Betting Partner della UEFA Champions League |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con streaming; depositi e prelievi con PostePay e PayPal |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport |
Due cose che la tabella non dice e che il lettore deve sapere. La prima: due righe hanno lo stesso concessionario. Lottomatica e Goldbet fanno capo alla stessa società, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., e hanno due concessioni distinte con due codici. Chi pensa di distribuire il budget su «due operatori indipendenti» per ridurre il rischio di controparte sta in realtà guardando la stessa azienda. La seconda: la concessione è legata al sito, e i codici vicini non significano parentela.
Il resto — quote, margine, requisiti di bonus, strumenti di pagamento — non vive in questa tabella, vive nelle schede che seguono e nelle condizioni di ciascun operatore.
Le dieci piattaforme, una per una
BetFlag: il bonus che si misura sul deposito, non sul tetto
Il titolo di BetFlag è la concessione ADM n. 16008, in capo a Betflag S.p.a., con sito proprio BetFlag. L’offerta che la identifica è il Welcome Bonus Sport, pari al 100% del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. L’apertura del conto passa anche per SPID e CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
La struttura del bonus è quella del credito proporzionale, e per chi deposita molto è la più generosa della lista. Per chi deposita poco, il tetto di 5.000 € non entra mai in gioco. Il fatto che l’accredito vada su saldo — e non su un gettone separato — è una comodità nelle giocate miste e una complicazione per chi vuole tenere il conto di quanto ha veramente di suo. Il vero costo dell’offerta sta nei requisiti di puntata e nel ritmo richiesto, che vivono nelle condizioni dell’operatore. Per un lettore che ha già deciso l’importo del primo deposito, questa scheda si risolve in una proporzione: il valore del bonus è esattamente quel numero.
William Hill: due porte d’ingresso, due bonus diversi
William Hill opera con la concessione ADM n. 16044, in capo a William Hill Malta Plc, sul sito proprio William Hill. L’offerta d’ingresso ha una forma che non si vede spesso: il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
La differenza tra i due binari è di cinque euro e di una procedura, e la procedura è la parte che pesa. Chi passa dallo SPID incassa e gioca; chi registra a mano deve ricordarsi di mandare i documenti dentro le 96 ore, e se non lo fa il bonus di verifica non arriva. Aggiungiamo il contorno: senza SPID il conto va comunque validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Quindi la registrazione manuale ha due scadenze, una per il bonus e una per il conto, e sono la stessa formalità amministrativa.
È l’operatore più adatto a chi vuole provare il prodotto con una cifra minima, senza impegnare un deposito. Per chi invece punta a un capitale di gioco consistente, dieci euro sono un assaggio, non un’offerta.
Planetwin365: palinsesto costruito fino alla Serie C
Planetwin365 ha la concessione ADM n. 16007, in capo a Pwo S.p.a., sul sito proprio Planetwin365. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Il dettaglio che sposta la scheda è la Serie C. È il campionato che i grandi operatori internazionali tendono a non coprire in profondità, perché il volume non giustifica il lavoro di prezzatura. Un palinsesto che arriva fin lì è costruito da qualcuno che conosce il pubblico italiano, non ereditato da un listino globale. Chi segue il campionato cadetto o la terza serie trova qui quello che altrove manca; chi guarda solo le grandi competizioni trova un’offerta ordinaria.
Betfair: il prodotto che esiste solo per concessione
Betfair opera con la concessione ADM n. 16028, in capo a Betfair Italia S.r.l., su Betfair. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
C’è un motivo per cui questa scheda non si legge come le altre. Il betting exchange è un gioco a sé nella legge italiana: l’art. 6, comma 1, lett. e) lo ammette come scommessa a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, e l’art. 2, lett. u) chiarisce che il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La conseguenza è che l’exchange non è un mercato in più dentro un bookmaker: è un prodotto che richiede il titolo giusto. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto.
Per il lettore, la scheda si traduce in una domanda secca: gli serve il modello punta e banca, o gli basta un bookmaker con più mercati? Se la risposta è la seconda, l’exchange è complessità inutile.
StarCasinò: il calcio accanto alle slot, e il problema della testa
StarCasinò ha la concessione ADM n. 16026, in capo ad Azzurri Limited, sul sito proprio StarCasinò. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
La scheda è breve perché il prodotto è breve, e questo è già un’informazione per il lettore. Chi cerca un bookmaker puro trova un’offerta sportiva che convive con la parte casinò, che è la vocazione dell’operatore. Qui il problema non è tecnico, è di abitudine: il conto di gioco è uno solo, il portafoglio pure, e lo sport e le slot stanno nello stesso posto con lo stesso saldo. Per chi riconosce in sé una difficoltà a tenere separate le due cose, la vicinanza dei due prodotti è un costo che non compare in nessun confronto di quote.
AdmiralBet: i limiti come parte della registrazione, non come rimedio
AdmiralBet è il marchio di Admiral Bet S.r.l. con la concessione ADM n. 16048, sul sito proprio AdmiralBet. È l’operatore di questa lista su cui le condizioni sono più esplicite in materia di limiti, e per questo merita di essere letto per primo da chi ha il problema e non da chi cerca il prezzo.
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Tre grandezze e tre orizzonti: è un’impostazione più fine di quella che la maggior parte degli operatori chiede, e l’asimmetria tra riduzione immediata e aumento differito è la parte che conta davvero. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Due regimi dentro lo stesso documento. Chi legge le condizioni e trova la scala 30/60/90 sta leggendo una versione che non è più quella in vigore dal 1° febbraio 2026: la scala nuova parte da 7 giorni e arriva a 270, e l’opzione indeterminata ha una revoca possibile dopo 9 mesi. Per un lettore che ha bisogno dello strumento adesso, la differenza tra una scala che comincia a 30 giorni e una che comincia a 7 è la differenza tra aspettare un mese e aspettare una settimana.
Sisal: il prodotto più largo, e quanto costa in attenzione
Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16020, sul sito proprio Sisal. La sua app è la più ricca di funzioni di questa lista, e vale la pena elencarle per capire di che tipo di prodotto si tratta.
Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
C’è anche una parte fisica che pochi concorrenti possono replicare: con l’app Sisal si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e SNAI indica un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7.
Sul bonus, Sisal resta sul generico: per ricevere il bonus di benvenuto occorre essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Nessun importo, nessun requisito: chi vuole i numeri li trova nelle condizioni.
Il costo del prodotto largo sta nell’attenzione che chiede. Quindicimila eventi live e tremila virtuali al giorno non sono un’offerta da esaurire: sono un ambiente in cui è facile giocare più di quanto si era deciso. Cash Out, Supercombo e prenotazione delle scommesse sono strumenti eccellenti per chi sa già cosa vuole, e un moltiplicatore di giocate per chi non lo sa.
bet365: il marchio globale con i limiti scritti in chiaro
bet365 opera in Italia con la concessione ADM n. 16030, in capo a Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito proprio bet365. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
Sul versante delle tutele, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È l’unico operatore di questa lista a nominare esplicitamente il numero verde nazionale, e per quanto il resto della scheda sia ordinario, quella riga dice qualcosa su come l’operatore costruisce la pagina.
La partnership con la Champions League va letta per quello che è: un accordo commerciale, non una promessa di quota. Il marchio globale ha il vantaggio di un palinsesto internazionale ampio — ippica, freccette, boxe, golf — e lo svantaggio di un’offerta italiana meno specializzata del concorrente che copre la Serie C. Per chi gioca molto su sport non calcistici, la varietà conta più di un decimo di margine sui mercati principali.
Lottomatica: due concessioni in famiglia e una comodità nei pagamenti
Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010, in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito proprio Lottomatica. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La funzione Bet Scanner dell’app permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita.
Sul fronte dei pagamenti è la scheda più documentata: il conto gioco Lottomatica accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. Per molti lettori italiani PostePay e PayPal sono i due strumenti che hanno già, e il fatto che siano citati per entrambe le operazioni — deposito e prelievo — conta più di una lista lunga di alternative. I Virtuali dell’app comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali.
La cosa da sapere su questa scheda, però, non è un prodotto: è una parentela. Lottomatica e Goldbet hanno la stessa concessionaria, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., con due codici diversi. Aprire conti su entrambe le piattaforme non diversifica nulla.
Goldbet: la concessionaria in comune e le schedine di sempre
Goldbet ha la concessione ADM n. 16009, in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito proprio Goldbet. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
La scheda di Goldbet è quella che dice meno, e questo va detto senza girarci intorno: un palinsesto completo sui campionati di calcio, le cinque forme di giocata classiche, e un bonus di benvenuto la cui entità sta nelle condizioni dell’operatore. Manca il dettaglio che altrove distingue: nessuno streaming citato, nessun numero di eventi, nessuna funzione proprietaria.
Però Goldbet è l’altra faccia di un fatto che l’intera pagina porta con sé: la concessione è per sito, e lo stesso gruppo può tenerne due. Goldbet e Lottomatica sono la medesima concessionaria. Per un lettore che ha già un conto Lottomatica, un conto Goldbet è un secondo conto sullo stesso soggetto, non un’alternativa. Per chi cerca la piattaforma più spartana, con le forme di giocata storiche e nessun fronzolo, la scheda ha un suo pubblico.
Come finisce, di solito, questa scelta
Un lettore che arriva cercando «bookmaker italiani» di solito parte dal bonus e finisce per decidere su altro. Il bonus è la cosa più visibile e la meno determinante: BetFlag lo lega al deposito, William Hill lo lega a come ti registri, Sisal lo lascia alle condizioni, Goldbet e Lottomatica lo citano senza numeri. Nessuno di questi è il criterio che conta tra sei mesi.
Quello che conta ha una forma meno appariscente. La concessione è per sito e resta valida nove anni senza rinnovo: un operatore autorizzato non può cambiare in corsa le condizioni della concessione e il regime fiscale. Il limite di deposito si scegli in registrazione, e alzarlo costa sette giorni di attesa. L’autoesclusione al RUA blocca tutte le piattaforme autorizzate insieme, e da un sito senza concessione non è leggibile. Le vincite pagate da un concessionario arrivano al netto dell’imposta che l’operatore versa.
C’è una nota che va aggiunta con onestà, perché riguarda soldi e regole insieme. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: è quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, con la formula «tassate alla fonte», e il giocatore riceve la somma netta. Non è una pagina dell’amministrazione finanziaria a dirlo, quindi la riga giusta è un’altra: su questo punto conviene consultare un commercialista.
E se il conto è su un sito senza concessione, la posizione si ribalta. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione si enuncia così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Il quadro legale che regge tutto questo è il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (conv. L. 96/2018), ancora in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’autorità che lo fa rispettare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). E ADM aggiunge che la pubblicità di operatori non autorizzati può attirare provvedimenti AGCOM sui mezzi che la ospitano.
Il seguito giudiziario merita una riga, perché è la parte viva di questa storia. La stampa di settore riporta che AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. Il suo esito non è stato trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore. È la notizia da seguire, e non perché riguardi i bookmaker: riguarda la filiera dello sport che oggi non può portare il loro nome sulle maglie.
Sul fisco la struttura è chiara. L’operatore versa l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, come riporta la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima erano 43 % e 47 %); le scommesse virtuali pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Vale la pena fermarsi un istante su un numero. Il 24,5 % sulla raccolta a distanza non è una tassa che il giocatore paga, ma è il motivo per cui ogni quota che vedi è più bassa di quella che il mercato esprimerebbe senza di essa. La parte che l’operatore versa allo Stato e la parte che trattiene come margine escono dallo stesso posto. Chi confronta il mercato italiano con un listino estero non sta confrontando due efficienze: sta confrontando due regimi fiscali, e uno dei due prende dalla raccolta a distanza circa un quarto della differenza tra puntate e vincite.
Resta il giudizio, che è il motivo per cui si scrive una pagina così. La scelta tra i dieci operatori esaminati qui non si decide sul bonus, e nemmeno sulla quota. Si decide su due domande: la prima è se vuoi il RUA, la vigilanza di ADM, i limiti scelti da te e un foro italiano; la seconda è quanto peso dai alla copertura, alla comodità di pagamento e alla vicinanza degli strumenti di controllo. BetFlag e William Hill sono le porte d’ingresso più semplici, con logiche di bonus opposte. AdmiralBet è la scelta di chi vuole impostare i propri limiti in modo fine. bet365 e Sisal sono le scelte di chi gioca spesso e vuole un ambiente largo. Planetwin365 è la scelta di chi segue il calcio minore. Lottomatica e Goldbet sono una cosa sola dal punto di vista societario. StarCasinò e Betfair sono due prodotti specifici, per due lettori che sanno già cosa cercano.
Chi si autoesclude ha un solo modo corretto di farlo, ed è il RUA. Chi apre un conto lo identifichi subito, perché il prelievo non perdona. Chi sceglie un sito senza concessione lo faccia sapendo il quadro dell’art. 4 della Legge 401 del 1989 come ADM lo enuncia, e sapendo che il RUA non lo coprirà.
Domande frequenti sui bookmaker italiani
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM è il test completo: indica per ogni riga il codice e il sito «.it» collegato. L’operatore dichiara numero di concessione e società concessionaria nelle proprie condizioni. Attenzione a due cose: l’elenco non ha una colonna per i giochi, e la concessione è legata al sito, non alla marca.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Puntando 10 € a quota 1,90 il ritorno è 19 € e il profitto 9 €. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano tra loro e formano una quota unica, quindi il conto si fa sul prodotto finale.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si guarda un solo mercato e tutte le sue quote. La quota di ritorno è 1 diviso la somma degli inversi delle quote; il margine è il 100 % meno quella cifra. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 il ritorno è circa il 95 % e il margine circa il 5 %. È una stima, e cambia da mercato a mercato.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone al concessionario di offrire limiti di autodeterminazione su tempo, spesa e perdita, oltre a limiti sugli importi depositati in un periodo definito. La regola che conta: ridurre un limite ha effetto immediato, aumentarlo richiede sette giorni.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta cade sul concessionario: è quanto riporta la stampa di settore, con la formula «tassate alla fonte». Per le vincite da siti senza concessione vale invece la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010. Non è consulenza fiscale: consulta un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuno degli strumenti italiani ti copre: niente RUA, niente limiti obbligatori, niente vigilanza di ADM, nessun foro italiano per i reclami. Il sito è esposto al blocco DNS e ai mirror che ricompaiono, e ADM enuncia la regola dell’art. 4 della Legge 401 del 1989, che sanziona anche il partecipante. Le vincite, infine, ricadono nella disciplina dei redditi diversi.
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