Scommesse fuori dal sistema AAMS: chi ha la concessione, chi no, e cosa cambia per chi punta

Updated Ottobre 2026
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Ogni bookmaker che accetta puntate sportive da un giocatore italiano ha bisogno di una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza, rilasciata sito per sito. Non è un’opinione da forum né una clausola da leggere in fondo ai termini: è la condizione che separa un operatore che risponde a un’autorità italiana da uno che risponde a sé stesso. Chi cerca un sito «non AAMS» cerca in realtà una cosa sola, e il modo in cui la cerca decide già quanto è esposto.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Quello che rende la questione interessante non è la morale, è l’aritmetica delle scelte. Lo stato italiano non ha abolito le scommesse: le ha chiuse dentro un numero preciso di concessioni, 52 righe su un elenco pubblico, e tutto quello che sta fuori da quelle righe è un’offerta senza nessuno che risponda. Da qui in avanti proviamo a capire quali strade esistono davvero per chi vuole giocare, chi ci guadagna e chi ci rimette.

Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026; le verifiche sulle concessioni sono state fatte sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.

La classifica: dieci concessionari ADM con un vero palinsesto sportivo

I dieci operatori che seguono hanno tutti una cosa in comune, ed è la sola che conti in questa pagina: sono tutti nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM, ognuno con un proprio sito .it e un proprio codice di concessione. Nessuno di loro è «raccomandato»: la concessione si ottiene per gara pubblica, non per merito, e la presenza in questa lista significa esattamente una cosa — che il nome compare su un elenco pubblico, non che l’offerta sia buona.

E non significa nemmeno, presa da sola, che l’operatore prenda scommesse sportive. L’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualunque combinazione i diritti su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo. Un nome sull’elenco, quindi, non dice nulla sul palinsesto. A dirlo sono il sito e l’app dell’operatore stesso, ed è lì che siamo andati a guardare per ciascuno dei dieci.

I criteri con cui li abbiamo messi in fila

Tre cose, e nessuna riguarda la simpatia.

La prima è la concessione: numero e concessionario, letti dalla riga di licenza di ciascun operatore. Serve a una verifica, non a un voto. Il concessionario quasi mai porta il nome del marchio — dietro Bwin c’è Eurobet Italia, dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy, dietro Betsson e Starcasino c’è Azzurri Limited — ed è esattamente il motivo per cui il controllo va fatto sull’elenco e non sul logo.

La seconda è cosa l’operatore dice di sé, con parole sue, sui termini e sulla propria app. Quello è l’unico posto dove un palinsesto sportivo esiste o non esiste

La terza è il peso relativo del calcio. Alcuni di questi marchi sono nati casinò e hanno aggiunto il bookmaker dopo; altri sono bookmaker prima di tutto. Chi cerca una singola su un anticipo di Serie C e chi cerca una combo su un mercato minore non finiscono sullo stesso sito, e la differenza non è di qualità, è di forma.

Marchio Numero di concessione e concessionario Che cosa dichiarano i termini dell’operatore sulla materia
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al Live Casinò
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più la funzione Cash Out
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; offerta su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga), Champions, Europa e Conference League, oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni

Due colonne di questa tabella dicono cose molto diverse. La prima è una riga di registro: o c’è o non c’è, e per questi dieci c’è. La terza è materiale di marketing e di prodotto, raccolto dove l’operatore parla di sé, e va letta per quello che è — nessuno di questi brand pubblica i propri numeri di margine, e nessuno ha motivo di farlo. La colonna interessante, semmai, è quella che il palinsesto non ce l’ha: nessuna delle dieci righe dice una parola sui requisiti di puntata di un eventuale bonus, perché quella materia vive nei termini promozionali e non nella presentazione dell’app.

StarCasinò: il casinò che ha imparato a prendere le schedine

StarCasinò entra in questa lista con l’app che permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò. Il baricentro del marchio resta il casinò, e si sente: chi arriva da una slot machine trova un bookmaker funzionante, chi arriva cercando profondità di mercato trova un bookmaker che fa il suo dovere e non di più. Il concessionario è Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026.

Vale la pena dire una cosa scomoda: un marchio casinò-first con un sportsbook decoroso è, per molti giocatori italiani, la porta d’ingresso sbagliata. Non perché il prodotto sia scadente, ma perché mette a un clic di distanza un catalogo di slot mentre il conto di gioco condivide il limite di deposito con le scommesse. Chi vuole solo calcio farà prima a scegliere un operatore la cui identità è il calcio.

Il verdetto è semplice e non entusiasta: StarCasinò serve chi alterna già casinò e scommesse e vuole un solo conto per entrambi, mentre chi punta solo sullo sport trova altrove un palinsesto raccontato con più cura.

Sisal: il palinsesto più profondo della lista, e il più affollato

Sisal è la riga che fa impressione. L’app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Concessione ADM n. 16020 a Sisal Italia S.p.a., e l’accesso al conto gioco possibile anche con Touch ID per piazzare la giocata da mobile.

La diretta streaming gratuita è il dettaglio che pesa più di quanto sembri. Un bookmaker che ti lascia guardare la partita mentre la quotazione si muove ti sta dando un’informazione che nessun palinsesto scritto può darti, e chi scommette live lo sa. È anche, però, il tipo di funzione che tiene incollati allo schermo più a lungo del previsto, e i limiti di tempo che si impostano in registrazione servono esattamente a questo.

Il catalogo dei mercati è fitto: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il rovescio è la densità stessa: tanti mercati significa tante occasioni di giocare qualcosa che non si era pianificato, e nessun Cash Out compensa una giocata fatta per noia.

Sisal è la soluzione per chi cerca un catalogo live sterminato e la diretta streaming integrata, al costo di una navigazione più densa.

Betsson: il catalogo internazionale con i mercati scritti in chiaro

Betsson arriva con scommesse pre-match e live su migliaia di eventi e con una lista di mercati che vale la pena leggere per intero: 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È l’elenco più esplicito dei dieci, e non è un dettaglio da poco per un giocatore che vuole capire in anticipo cosa troverà. Concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited — lo stesso concessionario di StarCasinò, il che è la dimostrazione più pulita che una concessione appartiene a un sito e non a un gruppo.

Il pregio di questa presentazione è la chiarezza. Il difetto è la mancanza di un’identità: un bookmaker internazionale che elenca i mercati standard fa bene il suo mestiere e non ti dà una ragione per preferirlo a un altro che fa la stessa cosa. Nessuna delle funzioni che i concorrenti mettono in vetrina — stream, Cash Out, mercati su cartellini — compare nella descrizione che Betsson fa di sé.

Verdetto: la scelta ragionevole per chi vuole un bookmaker internazionale prevedibile e i mercati pre-match classici, senza pagare in termini di complicazione.

SNAI: sistemi e Cash Out per chi non gioca solo la singola

SNAI mette sul tavolo una cosa che gli altri descrivono poco: singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Concessione ADM n. 16032 a Snaitech Spa, e la storia del marchio è una storia di ricevitorie prima che di app.

Il «sistema» è il formato che separa i giocatori. Chi gioca sistemi sa che sta comprando una copertura parziale, non un pronostico migliore, e sa anche che il costo di quella copertura è la moltiplicazione delle giocate. Un bookmaker che tiene in piedi il sistema come formato di prima classe, e non come voce nascosta in un menu, parla a un pubblico preciso.

SNAI punta tutto sulla varietà dei sistemi e sulla chiusura anticipata delle scommesse, ideale per chi costruisce giocate complesse.

Eurobet: il palinsesto più straniante, e per questo il più interessante

Eurobet dichiara un palinsesto che va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Leggere «elezioni» accanto a «scacchi» in un bookmaker è un promemoria di cosa sia davvero un palinsesto: un programma di eventi approvato da ADM, non una lista di partite. Concessione ADM n. 16012 a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la stessa società che sull’elenco compare su più siti.

Questo è il catalogo di chi scommette su tutto. Non è un complimento né un’accusa: è un profilo. Chi cerca la Premier League la trova, chi cerca il reality show trova anche quello, e la quota sull’evento non sportivo è la stessa cosa di una quota sul calcio — un prezzo su un esito incerto.

Verdetto: Eurobet è l’operatore per chi vuole tastare mercati che gli altri nemmeno elencano, mentre chi ha bisogno di un prodotto sportivo concentrato resterà disorientato dalla varietà.

bet365: il partner UEFA che porta anche l’ippica

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Concessione ADM n. 16030 a Hillside (New Media Malta) Plc — una società maltese, il che non è una contraddizione: la partecipazione alla gara per la concessione è aperta a una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo.

La parola «partner» in questa riga merita due secondi. Un accordo di sponsorizzazione è un fatto commerciale, non una certificazione di qualità delle quote, e la Champions League non garantisce che il margine sul mercato 1X2 sia più basso di quello del vicino. Il presidio reale di bet365 qui è un altro: l’ippica, che nella legge italiana è un capitolo con regole proprie, e le freccette, che pochi palinsesti italiani trattano con continuità.

Verdetto: bet365 è la scelta di chi vuole un bookmaker internazionale con l’ippica in evidenza e un’offerta live ampia, e non di chi cerca il mercato più esotico.

Goldbet: il bonus di benvenuto esiste, i suoi requisiti li decidono i termini

Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Concessione ADM n. 16009 a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., meglio nota come GBO Italy.

Fermiamoci sulla parola «bonus». «Bonus di benvenuto» è il termine che usano gli operatori, e il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus: uno può esistere benissimo senza che l’operatore possa farne pubblicità in televisione. Quello che conta per chi lo prende è ciò che sta fuori da questa riga — un tetto alle vincite, un requisito di rigioco, una quota minima sotto la quale le giocate non contano — e nessuno di questi tre numeri compare nella presentazione del prodotto. Vanno letti nei termini promozionali prima di accettare, o il «bonus» resta una parola.

Verdetto: Goldbet ha senso per chi conosce già come funziona un bonus e va a leggersi i requisiti, non per chi si iscrive perché l’ha visto scritto in grande.

Planetwin365: la copertura calcistica italiana più larga

Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Concessione ADM n. 16007 a Pwo S.p.a.

La voce che salta all’occhio è la Serie C. È il campionato in cui un bookmaker dimostra di voler coprire il calcio italiano fino in fondo, perché la Serie C non porta volume come la Serie A e costa in lavoro di palinsesto. Per chi segue la squadra di provincia, quella riga vale più di qualunque campagna promozionale.

Verdetto: Planetwin365 è la scelta di chi cerca continuità sul calcio italiano minore, e chi guarda solo i grandi campionati europei non troverà qui nulla che non trovi altrove.

AdmiralBet: gli strumenti di tutela scritti nei termini, non solo nella pubblicità

AdmiralBet è l’operatore su cui i termini dicono di più, e non a caso parla di tutele prima che di quote. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

In registrazione il conto chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Questa asimmetria è la parte più intelligente di tutto il sistema: rallentare sé stessi è gratis, accelerare costa una settimana di attesa, ed è l’unico modo in cui un limite autoimposto funziona davvero.

Il conto si apre con registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Concessione ADM n. 16048 ad Admiral Bet S.r.l.

Verdetto: AdmiralBet è l’operatore con la materia della tutela meglio documentata nei propri termini, e vale come punto di riferimento per chi vuole sapere in anticipo quali strumenti avrà a disposizione prima ancora di guardare una quota.

BetFlag: identificazione con SPID e CIE, e la porta d’ingresso più rapida

BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Concessione ADM n. 16008 a Betflag S.p.a.

Due metodi di identità digitale accanto al modulo tradizionale significa una cosa concreta: un conto che parte già verificato, e quindi un prelievo che non si blocca a metà strada. La regola generale è che senza SPID il conto di gioco va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Chi si iscrive con SPID non attraversa quella fase, chi compila il modulo sì, e i trenta giorni passano più in fretta di quanto si creda quando si aspetta solo la partita.

Verdetto: BetFlag è la scelta di chi vuole togliere di mezzo la verifica del documento il primo giorno, e per chi ha già SPID o CIE è la strada con meno attrito di questa lista.

Le fondamenta: cosa vuol dire davvero «non AAMS»

Il mercato continua a dire «AAMS», la sigla dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, che da anni non esiste più come soggetto separato: oggi il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e nei documenti ufficiali si legge «ADM (ex AAMS)». La lingua dei giocatori è rimasta indietro di un decennio, e va bene così — l’importante è sapere che «non AAMS» non descrive un tipo di licenza, descrive un’assenza.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Le concessioni non sono licenze aperte. Sono «concessioni» attribuite per gara pubblica, e il quadro attuale nasce dal decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Nove anni, senza rinnovo automatico: la concessione scade, e chi vuole continuare ripartecipa alla gara.

Che cosa contiene una concessione, e che cosa non contiene

L’articolo 6, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e bingo. Sotto l’articolo 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo, e tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara.

Il punto che sfugge a quasi tutti: la concessione è per sito, non per azienda. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne diverse — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e questo spiega perché il concessionario quasi mai coincide con il marchio.

E l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione. Stare sull’elenco, quindi, non dimostra che quel sito prenda scommesse sportive: lo dimostra il palinsesto sul sito dell’operatore. Il palinsesto, per l’articolo 2, lett. s), è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e si può giocare solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato, che ADM arricchisce evento per evento.

Perché un sito estero non è una scorciatoia

Una licenza straniera — Curaçao, Malta, Anjouan — non ha alcun valore in Italia. Non è una questione di buona fede del gestore: è che fuori dal sistema delle concessioni non c’è nessun soggetto che risponda a un’autorità italiana, e quindi non c’è nessun posto dove andare a chiedere conto di un prelievo che non arriva.

C’è poi la norma che non si trova quasi mai scritta nelle pagine che pubblicizzano i siti esteri. L’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come ADM stesso ha dichiarato il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda nei confronti di chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero — e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È ADM a dirlo, non un’interpretazione di parte. L’importo dell’ammenda non è noto, e non è noto nemmeno un caso concreto portato contro un giocatore: ma la regola esiste, è scritta e ha un destinatario preciso.

Chi offre la connessione ha un obbligo suo. Gli internet service provider sono tenuti a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti, e i fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto da ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. L’articolo 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 prevede inoltre una regolamentazione, concordata con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la data di entrata in vigore non è confermata.

Quello che resta al giocatore, in tutto questo, è la parte meno protetta della catena.

La normativa: come ADM blocca un sito e cosa già non poteva fare

ADM inibisce dal 2007 i siti web privi delle autorizzazioni previste, e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. L’inibizione si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126: il dominio viene reindirizzato verso una pagina con un’apposita avvertenza, che segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.

Il meccanismo è cambiato nell’ultimo anno. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti pubblicato da ADM è aggiornato al 13 ottobre 2026.

Perché i siti tornano, e perché è una partita che non finisce

Il blocco funziona a livello DNS, e qui sta la debolezza strutturale del sistema. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, e alcuni fornitori di connettività restano indietro rispetto all’aggiornamento. Soprattutto, un dominio bloccato non muore: il gestore ne apre un altro, e il mirror ricompare nel giro di ore.

Vale la pena fermarsi su questo, perché è il fatto centrale di tutta la pagina. Chi si affida all’elenco dei siti inibiti per decidere se un bookmaker è affidabile sta usando lo strumento sbagliato: quella lista è un’insegna che cambia indirizzo, non un documento di identità. L’unico test che regge nel tempo è la riga che l’operatore scrive nei propri termini e che si può confrontare con l’elenco dei concessionari autorizzati di ADM. È un controllo noioso, richiede due minuti e non ha alternative.

Il Decreto Dignità e il confine tra vietare un annuncio e vietare un gioco

L’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018 — il Decreto Dignità — è in vigore, e ADM lo cita nella sua comunicazione del 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. ADM aggiunge che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Il decreto, però, non è un divieto di giocare. Promuove anzi la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il proprio logo. La linea è tra il messaggio che vende una puntata e il messaggio che ricorda come si punta senza farsi male.

Lo stato dell’applicazione, al momento della verifica, è meno lineare di quanto il testo lasci intendere. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Ed è stata proposta, non approvata, una modifica della legge di bilancio per il 2026 che avrebbe eliminato il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni; l’esito non risulta. Alla data della verifica il divieto è in vigore.

La tassazione: chi paga, e chi non deve dichiarare nulla

Sulle scommesse sportive a quota fissa l’operatore paga l’imposta unica secondo il D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote — prima erano il 43 % e il 47 % — e le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per il giocatore la questione è diversa, ed è la notizia che quasi nessuno conosce. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la vincita è «tassata alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la pena consultare un commercialista prima di farci affidamento.

Il discorso cambia del tutto fuori dal sistema delle concessioni. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è questa: nessuna ritenuta alla fonte, e una dichiarazione da fare nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione, in breve: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. Un conto è ricevere una vincita netta senza aprire nulla, un altro è dover ricostruire un anno di movimenti su un sito estero.

Quali giochi esistono davvero, e con quali condizioni

La scommessa sportiva a quota fissa è il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore; se qualche marchio online offra totalizzatori sportivi non è dato sapere. I virtuali hanno una definizione propria: l’articolo 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» — eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer e mostrati con animazione o come evento reale preregistrato — ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori portano una sezione «Virtuali».

L’ippica in legge è due cose separate: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’articolo 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» dell’articolo 6, comma 1, lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — che richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere.

Il live è offerto da ogni operatore di grandi dimensioni, ma le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste qui un elenco di mercati live. Il betting exchange è ammesso come gioco a sé: l’articolo 6, comma 1, lett. e) e l’articolo 2, lett. u) prevedono che il giocatore possa fare la parte del puntatore o del banco e che il concessionario si limiti a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è dato sapere. Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028. Sui minori esiste una decisione di un direttore di ADM in materia di scommesse e minori che cita il DM 111/2006, di contenuto non noto. Se il palinsesto includa gli esports non è dato sapere.

E non esiste un tetto legale in euro alle puntate sportive. Gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

La prevenzione: limiti, RUA e le tutele che un sito estero non ha

Tutto il sistema di protezione italiano poggia su un principio semplice: il conto di gioco è intestato a una persona identificata, e quella persona decide in anticipo quanto può perdere. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il tutto dentro un principio che l’articolo 3, comma 1, lett. a) chiama «tutela dei minori di età», con l’età fissata a 18 anni dalla legge italiana.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Il limite di deposito: l’unico tetto che esiste davvero

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione; la figura del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota. La meccanica che conta è quella dei tempi: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. AdmiralBet chiede in registrazione anche un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e i suoi termini riportano la stessa regola — riduzione immediata, aumento dopo sette giorni.

Sette giorni sono una vita, se il sabato sera hai esaurito il limite e la partita è domenica. È esattamente il punto: il ritardo non è un dispetto, è l’unico modo per rendere credibile un limite autoimposto, perché nessun sistema che ti lascia alzare il tetto nello stesso minuto in cui lo raggiungi è un sistema.

Qui la matematica delle scelte diventa concreta. Su un’illustrativa quota di 100 € settimanali giocati in una sola puntata su un mercato a due esiti quotato 1,90 / 1,90 — un esempio, non un prezzo quotato da nessun operatore — la quota di ritorno del mercato si aggira intorno al 95 %, cioè un margine del bookmaker vicino al 5 %. Applicato al volume settimanale, quel margine lascia nelle casse dell’operatore circa 5 € a settimana, e significa una perdita attesa nell’ordine di 20-25 € al mese per chi gioca a quel ritmo sostenuto nel tempo. È una stima statistica, non un risultato: vale come media su molte puntate ripetute, non come previsione su una singola giocata, e chiunque abbia passato un mese in attivo sa quanto poco una media descriva una settimana. La conseguenza pratica, però, non cambia: se il tetto che scegli in registrazione è più basso del tuo volume abituale, quei 20-25 € al mese non si materializzano perché non hai di che puntarli. Il limite di deposito è l’unico strumento del sistema che agisce prima della perdita invece che dopo.

Il RUA: l’unico interruttore che funziona su tutto il mercato italiano

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e vale la pena capire cosa fa esattamente. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta. Non è un pulsante «pausa» sul sito dove l’hai premuto: è un interruttore che spegne ogni conto, su ogni operatore legale, in una volta sola.

Le formule sono due. AdmiralBet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La seconda parte della frase è quella da leggere due volte: nove mesi prima di poter chiedere di rientrare, se scegli la forma indeterminata, sono la differenza tra una pausa e una decisione. I periodi e le forme parziali di esclusione variano secondo quanto riportano i termini degli operatori e la pagina di ADM, e una forma parziale — che esclude una sola categoria di prodotto — risulta partire dal 1° febbraio 2026.

C’è un buco grande come una casa in tutto questo, ed è il motivo per cui il RUA compare in questa sezione e non altrove. I siti privi di concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso è completamente scoperto là fuori: il registro non li vede, non li blocca e non li avvisa. Chi si autoesclude e poi apre un conto su un .com ha firmato la propria esclusione solo nella metà del mercato che la rispetta.

L’informazione come obbligo di legge

C’è una parte del sistema che di solito non si nota, ed è l’articolo 15, comma 2: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra modesta in proporzione, ed è pur sempre denaro che il mercato legale mette in un messaggio che non vende nulla.

Per chi in Italia ha un problema di gioco, il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 è il canale indicato anche dagli operatori; bet365 lo segnala per i residenti in Italia accanto ai propri strumenti, che comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.

Pagare e farsi pagare: le vie che passano da un concessionario

I «punti vendita ricariche» dell’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 sono la parte più italiana di tutto il sistema: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario o con contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né rimborsare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.

Le vie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono le carte, PostePay e altre prepagate, i portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione è aperta, e non risulta una norma che elenchi i canali approvati.

C’è una differenza che vale più di ogni altra in questa sezione, e non è una questione di comodità. Ogni ricarica che passa da un punto vendita autorizzato lascia una traccia, è identificata e non si può cancellare; il canale di pagamento di un sito senza concessione, per definizione, non ha nessuno di questi vincoli. È la stessa asimmetria del RUA, applicata al denaro invece che al conto.

FAQ

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessuno degli strumenti che proteggono un conto italiano esiste là fuori: niente RUA, niente autoesclusione che valga su più piattaforme, niente supervisione di ADM sul palinsesto. In più, l’articolo 4 della legge 401/1989, come ADM ha dichiarato il 28 febbraio 2024, sanziona il partecipante alle scommesse di operatori non concessionari con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si confronta il numero di concessione e il concessionario, che l’operatore dichiara nei propri termini, con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM. L’elenco è l’unico test che conta, e non ha una colonna per i giochi: la presenza di un nome dimostra la concessione, non che quel sito offra scommesse sportive, che si controlla sul palinsesto.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia, più le sale fisiche, indipendentemente da dove è stata chiesta l’esclusione. I periodi variano: AdmiralBet prevede 30, 60 o 90 giorni o la forma indeterminata, e dal 1° febbraio 2026 durate da 7 a 270 giorni, con revoca possibile dopo 9 mesi se indeterminata.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

L’articolo 9 del D.L. 87/2018 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. AGCOM sanziona con il 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’articolo 15, comma 1 prevede anche autolimiti su tempo, spesa e perdita. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni, e AdmiralBet chiede in iscrizione limiti su ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario e la vincita arriva netta: è una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, quindi conviene consultare un commercialista. Sui siti esteri l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare.

La scelta, alla fine, è tra due cose diverse

Chi cerca un sito «non AAMS» di solito cerca una via più semplice, e si ritrova davanti a una scelta che ha un costo nascosto su entrambi i lati. Da una parte c’è un operatore con concessione: documenti, SPID o conto validato entro trenta giorni, un limite di deposito che ti imponi e che nessuno alza al posto tuo in cinque minuti, un registro che ti blocca davvero se decidi di fermarti, e un prelievo che ha un’autorità dietro. Dall’altra un dominio estero: nessun documento, nessun limite, nessun registro, e un dominio che dopo l’ennesimo aggiornamento dell’elenco dei siti inibiti non è più lo stesso di ieri. Il cosiddetto «non AAMS» è in realtà un «non ADM», e la sigla vecchia confonde più di quanto chiarisca.

Vale la pena dirlo senza girarci intorno: nessuno di questi svantaggi è una tassa sulla comodità, sono lo stesso fatto visto da quattro lati. Il conto verificato esiste perché il registro funziona, il limite di deposito esiste perché qualcuno ha deciso di proteggerti da un sabato sera, il blocco DNS esiste perché il dominio non ha mai avuto un’autorizzazione. Il prezzo di giocare fuori sistema non è un’interfaccia peggiore: è la rinuncia a tutto ciò che è stato costruito per rendere il gioco meno pericoloso, e l’articolo 4 della legge 401/1989, con l’ammenda e l’arresto fino a tre mesi che ADM applica anche al partecipante, è la misura di quanto il legislatore italiano consideri stretta questa porta.

Per chi vuole scommettere, la scelta ragionevole resta dentro l’elenco di ADM. Per chi alterna casinò e scommesse c’è StarCasinò; per chi vuole profondità di mercato e live con lo streaming c’è Sisal; per chi cerca un bookmaker internazionale prevedibile c’è Betsson; per chi ragiona per sistemi e vuole uscire prima della fine c’è SNAI; per chi vuole mercati che gli altri non elencano c’è Eurobet; per l’ippica e un’offerta live ampia c’è bet365; per chi legge i requisiti di un bonus prima di accettarlo c’è Goldbet; per il calcio italiano minore c’è Planetwin365; per gli strumenti di tutela meglio documentati c’è AdmiralBet; per l’iscrizione più rapida c’è BetFlag.

E se la curiosità per quello che sta fuori resta, la domanda da farsi non è quale sito non abbia la concessione, ma cosa ci si aspetta che succeda quando serve qualcuno a cui chiedere conto.

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