Siti di scommesse affidabili, cioè concessionari ADM: come si verifica e cosa cambia per chi gioca
Sulla parola «affidabile» si gioca la partita più grossa di questo mercato, e non è una partita fra opinioni. Un sito che accetta scommesse da un giocatore italiano con vincite in denaro deve avere una concessione dell’ADM (ex AAMS), rilasciata per quel singolo sito e gestita su un dominio .it. Non esistono scorciatoie: la lista dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicata dall’Agenzia è l’intero esame, e chi non c’è dentro non è autorizzato, per quanto elegante sia la sua pagina di benvenuto.

Il che non rende automaticamente autorizzati tutti quelli che ci sono. La lista ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, e non ha una colonna per i giochi: un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostra il sito stesso, nella sua sezione scommesse e nelle condizioni del conto di gioco. Questa è la differenza che separa una verifica fatta bene da una fatta di fretta, ed è la ragione per cui questa pagina non si limita a dire «controlla l’elenco»: spiega cosa cercare quando ci arrivi.
Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e sulle condizioni d’uso dei singoli operatori.
La classifica dei siti di scommesse affidabili: dieci concessionari a confronto
Mettiamo subito le carte in tavola su cosa significa questa lista. Non è una graduatoria di bontà, non è un podio e non è un invito ad aprire un conto: sono dieci marchi presenti con una concessione ADM propria, ordinati secondo la struttura di questa pagina, con quello che le loro condizioni e le loro schede descrivono sul prodotto scommesse. La parola «affidabile» qui ha un contenuto tecnico preciso — concessione, sito .it, conto di gioco identificato, strumenti di tutela — e tutto il resto è valutazione, che faccio io e che il lettore è libero di ribaltare.
Vale la pena vedere la forma del gruppo prima di entrare nei dettagli. Betsson porta 16027 con Azzurri Limited, Eurobet il 16012 con Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, StarCasinò il 16026, anch’esso con Azzurri Limited, NetWin il 16035 con Netwin Italia S.p.a., AdmiralBet il 16048 con Admiral Bet S.r.l., William Hill il 16044 con William Hill Malta Plc, bet365 il 16030 con Hillside (New Media Malta) Plc, SNAI il 16032 con Snaitech Spa, Betfair il 16028 con Betfair Italia S.r.l. e Goldbet il 16009 con Goldbet Better Organization Italy S.p.a.
Due dettagli saltano all’occhio e dicono più di qualunque slogan. Il primo: una società può tenere più concessioni. Azzurri Limited compare due volte in questa lista con due siti diversi, e questo da solo smonta l’idea che la concessione sia una sorta di marchio di qualità del gruppo — è un titolo legato a un sito, e il sito è quello che ADM ha autorizzato. Il secondo: il nome del concessionario quasi mai coincide con il marchio che il giocatore vede. Goldbet gira su Goldbet Better Organization Italy, StarCasinò su Azzurri Limited, e chi cerca «Goldbet» nella lista troverà una ragione sociale che non si aspettava. Non è un problema: è la prova che il numero di concessione va letto per intero, non cercato a occhio.
Concessione e condizioni d’uso: cosa dichiara ciascun marchio
Qui sotto sta il cuore della verifica, quello che nessuno mette in home page. Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo dentro i termini del conto di gioco, e non sempre lo fa con le stesse parole. AdmiralBet, per esempio, scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio attraverso il proprio sito. È la formula da cercare: il numero, l’Agenzia che l’ha rilasciato, il sito su cui il servizio viene erogato.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni e le schede dell’operatore |
|---|---|---|
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | L’app Sport copre calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | L’app consente di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Il conto si apre con registrazione classica caricando fronte e retro di un documento in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Il Benvenuto Sport accredita un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID; con registrazione manuale un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | L’app offre singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e la funzione Cash Out |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | L’app propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo e mercati unici a quote maggiorate |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | L’app permette schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
La tabella dice una cosa che il lettore attento coglie subito: le tre colonne non hanno lo stesso peso. La concessione è l’unico dato uniforme, e questa uniformità è il punto — è l’unica informazione che rende i dieci confrontabili su un piano giuridico identico. La terza colonna contiene invece dieci cose diverse fra loro, e non per pigrizia di chi scrive: Betsson racconta i mercati, William Hill racconta come si verifica il conto, NetWin racconta un bonus. Non esiste un insieme di categorie comuni che li tenga insieme senza forzare la realtà.
E questa asimmetria è la lezione della sezione. Chi cerca un criterio unico per decidere si sta chiedendo la cosa sbagliata: la concessione non distingue i dieci, li accomuna. A distinguerli è tutto ciò che sta fuori dalla prima colonna — quali mercati, quale processo di apertura, quale promozione, quale trasparenza. Il confronto serio comincia dove finisce l’elenco.
Siti di scommesse affidabili: i fondamenti di una verifica che regge
La prima domanda da farsi non è «questo sito è affidabile?», ma «affidabile per quale motivo, e verificabile come?». Sono due cose distinte, e separarle è il lavoro che nessuna pagina promozionale farà al posto del lettore.

Un operatore con concessione svolge un’attività autorizzata dallo Stato italiano, con un titolo rilasciato per un sito specifico, un conto di gioco identificato alle spalle del giocatore, strumenti di limitazione obbligatori e un registro di autoesclusione che vale su tutte le piattaforme autorizzate. Un sito senza concessione che accetta giocatori italiani non ha niente di tutto questo. La differenza non sta nel colore del pulsante di registrazione: sta in chi risponde, e a chi, quando qualcosa non funziona.
L’elenco dell’ADM e i due elenchi che contano
L’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige la lista dei siti di offerta legale di gioco a distanza riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Tradotto: esistono due elenchi, non uno, e servono a due gesti diversi. Il primo dice chi può, il secondo dice chi non può e viene bloccato.
La verifica si fa in un minuto e vale per dieci brand alla volta. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, si cerca il marchio o la ragione sociale, si legge il numero di concessione e il dominio .it a cui quel numero è legato. Poi si passa dal sito dell’operatore e si controlla che quel numero compaia nei termini del conto di gioco. Due letture incrociate, e la questione «è affidabile» smette di essere una questione di fiducia e diventa una questione di fatto.
La parte che quasi tutti saltano è la terza: la lista non ha una colonna per i giochi. Una concessione può coprire, in qualunque combinazione, scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo. Essere sull’elenco non dice nulla su cosa si può giocare lì dentro. Per questo il passaggio dal sito dell’operatore non è una formalità: la sezione scommesse, il palinsesto, le quote, i mercati — è lì che si scopre se quel concessionario fa davvero il bookmaker o se fa soprattutto altro.
Marchio, società e sito: tre nomi per la stessa cosa
Chi si avvicina a questo mercato si perde su un dettaglio che sembra marginale e non lo è. Il marchio non è la società. Il sito non è il gruppo. La concessione non è del brand.
Un esempio vale più di dieci righe di spiegazione: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, ma anche Bwin e giocodigitale. Una società, più concessioni, più siti. Chi cerca «bwin» nella lista dei concessionari deve sapere in anticipo che il nome che troverà è un altro. Chi apre un conto su uno dei tre siti apre un conto su quel sito, con quel numero di concessione, e non eredita nulla dagli altri due.
Per il giocatore la conseguenza pratica è semplice: il nome commerciale serve a cercare, non a verificare. La verifica si fa sulla ragione sociale e sul numero. Chi si ferma al logo non ha verificato niente.
Che cosa cambia, in concreto, fra un concessionario e un .com
Vale la pena essere espliciti su cosa si compra, in senso non economico, restando dentro il perimetro autorizzato. Tre cose, e nessuna è un gadget.
La prima è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi. Un giocatore che si autoesclude su una piattaforma ADM si trova bloccato su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e non solo su quella dove ha fatto la richiesta. Su un sito senza concessione quel blocco semplicemente non esiste, perché quel sito non è collegato al registro. Chi ha un problema con il gioco e sceglie un operatore non autorizzato resta senza la rete di sicurezza che lo Stato ha costruito proprio per lui.
La seconda è la vigilanza: c’è un’autorità italiana che controlla, e ci sono strumenti di limitazione che il concessionario deve offrire. La terza è la sede: la partita si gioca dentro un ordinamento, non in una giurisdizione che il giocatore non conosce.
Dall’altra parte, un sito senza concessione non è semplicemente «un’opzione in meno». È un’opzione che ADM inibisce: il dominio viene oscurato, l’accesso viene bloccato a livello DNS. E c’è un passaggio che merita di essere letto due volte, perché è l’Agenzia stessa a scriverlo: la Legge 401 del 13 dicembre 1989 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. La sanzione, insomma, non è solo per chi vende: è anche per chi compra. Non è un dettaglio da nota a piè di pagina.
Perché la concessione italiana non è un bollino, è un contratto
C’è un modo di raccontare questo mercato che fa sorridere: la concessione presentata come una medaglia, un premio alla serietà. Non funziona così, e la legge lo dice in modo piuttosto brutale.
Le concessioni sono assegnate con gara pubblica, non rilasciate a chi apre una pratica. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 (Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024) riordina il settore, e all’art. 6, comma 3, fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Nove anni e poi si partecipa di nuovo, se si è ancora in gara.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. I requisiti non sono ornamentali: serve una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la sua durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).
Il punto per il lettore è questo: 7 milioni di euro e nove anni rendono il concessionario un soggetto che ha molto da perdere. È un incentivo migliore di qualunque promessa di serietà.
Il quadro normativo: concessioni, gare e cosa dice la legge
Arriviamo alla parte che di solito si liquida con una riga e che invece decide tutto il resto. Se la domanda è da chi è gestito il gioco a distanza in Italia e con quali regole, la risposta sta in un decreto, in una gara e in un elenco.
Un operatore con concessione è un soggetto che ha vinto una gara pubblica, ha versato una somma importante, ha accettato un pacchetto di obblighi e ha ottenuto il diritto di offrire determinati giochi per un periodo definito. Non è un licenziatario qualsiasi. È un contraente dello Stato.
Quali giochi si possono offrire con una concessione
L’art. 6, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi offribili a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; e bingo.
Fermarsi qui, però, è l’errore che rovina la verifica. La concessione è per sito, e un concessionario può tenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo. Il titolo non dice cosa troverai.
Un secondo passaggio, meno noto e più utile, riguarda cosa si può scommettere. L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, incluse le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. E la scommessa si può prendere solo su eventi che stanno in quel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno; a settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.
Il palinsesto è quindi un elenco amministrato, non una vetrina libera. Il che spiega anche una differenza che il giocatore nota senza saperne la ragione: eventi che si trovano su un operatore e non su un altro.
Virtuali, ippica ed exchange: tre prodotti, tre regimi
Tre prodotti meritano un chiarimento, perché vengono confusi regolarmente.
Le scommesse su eventi simulati sono una cosa precisa: l’art. 2, lett. v) le definisce come scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer, mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato. Stanno dentro la concessione per le scommesse sportive e sui siti degli operatori compaiono sotto l’etichetta «Virtuali». Non sono eventi reali, e questo cambia il ragionamento sulla quota.
L’ippica, invece, è due cose separate nella legge. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a). I giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili, secondo l’art. 2, lett. h) — stanno nella lett. c) e richiedono una concessione propria.
Il betting exchange, infine, è ammesso come gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco, e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. La documentazione di Betfair è indicata come riportante regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in favore di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Betfair è descritto come il primo operatore con concessione 16028 su questo prodotto.
Il Decreto Dignità e la pubblicità: perché questo mercato non fa pubblicità
C’è un motivo, e non è il pudore. Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 — il cosiddetto Decreto Dignità — vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, culturali o artistiche, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, affissioni e internet. L’AGCOM vigila, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il quadro non è statico. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; pendono due rinvii alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica della norma). Il divieto, alla data di verifica, è in vigore.
L’effetto collaterale è interessante e vale la pena dirlo: un mercato che non può farsi pubblicità tradisce i propri punti debolii nei propri termini, non negli spot. Per chi legge le condizioni, è un vantaggio inatteso.
Un ulteriore passaggio riguarda le promozioni, e qui serve precisione: il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus di benvenuto. Non è noto alcun tetto statutario né all’importo del bonus né ai requisiti di puntata, quindi ammontare, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Il che riporta ogni valutazione al punto di partenza: si legge il regolamento, non il banner.
Quello che l’Agenzia delle Entrate dice delle vincite
Questa è la domanda che arriva prima di ogni altra, e la risposta va data con due frasi separate, perché i casi sono due.
Per le vincite pagate da un concessionario ADM la posizione riferita dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 è che l’imposta sia applicata alla fonte sul concessionario, che il giocatore riceva la somma netta e non debba dichiarare nulla: sono «tassate alla fonte». È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione onesta è: vale la pena consultare un commercialista per la propria situazione.
Per le vincite su siti non autorizzati o esteri la posizione è diversa e più scomoda. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione, in una riga: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
L’imposta unica, nel frattempo, la paga l’operatore. Per le scommesse sportive a quota fissa è del 20,5 % se raccolta in rete fisica e del 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite; le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. La proposta del «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Siti non AAMS: cosa si perde davvero
Il nome che il mercato usa ancora è «non AAMS», e vale la pena conservarlo perché è quello che il giocatore digita. L’ADM lo chiama diversamente: siti inibiti, oscurati.
Il meccanismo è nell’art. 22 del D.Lgs. 41/2024. ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti di cui viene inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. I fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione.
Nella pratica, poi, funziona con qualche crepa: ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso, il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta. I mirror riappaiono in poche ore: il verbo che il settore usa è «oscurati», e dice bene l’idea di un lavoro che ricomincia.
C’è anche un progetto regolatorio che va nella stessa direzione, ma non è ancora operativo: l’art. 22, comma 1, prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per conto di operatori senza concessione. L’entrata in vigore è non confermata, ed è una di quelle cose che vale la pena verificare prima di fidarsi di un metodo di pagamento come garanzia.
E poi c’è la parte che riguarda il giocatore in prima persona, già citata e che qui si chiude: la Legge 401/1989, art. 4, prevede, come ADM stessa scrive, l’ammenda e l’arresto fino a tre mesi anche per il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un giocatore non sono noti.
Un’ultima nota, sui pagamenti ai punti vendita. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — iscritti in un registro ADM: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e previa identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né erogare prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Sui binari di pagamento più in generale, quelli che le pagine di comparazione mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney. L’elenco di ciascun operatore sta nelle sue condizioni; sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta e non è nota alcuna norma che indichi binari approvati.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che un concessionario deve offrire
Un concessionario non è solo un venditore autorizzato. È un soggetto con obblighi attivi verso il giocatore, e questi obblighi sono la parte del rapporto che il giocatore scopre per ultima, di solito quando ne ha bisogno.

L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti: autolimitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
C’è poi un obbligo di informazione che quasi nessuno conosce: l’art. 15, comma 2, prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa.
Il limite di deposito che si sceglie in registrazione
Il limite di deposito non è un numero imposto dall’alto e uguale per tutti: è una scelta che il giocatore fa in registrazione, su base settimanale o mensile. Le condizioni di AdmiralBet, per esempio, chiedono di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione.
Il dettaglio che conta è l’asimmetria: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Non è una regola vessatoria né un capriccio del singolo bookmaker: è il modo in cui la disciplina rende la decisione di proteggersi più facile della decisione di smettere di proteggersi. Chiedere di alzare il limite significa accettare un’attesa di una settimana. Sembra poco, ed è esattamente il tempo in cui una decisione presa a caldo si sgonfia.
La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota, e non è la cosa che serve sapere: il numero che conta è quello che il giocatore sceglie per sé.
Il RUA e come funziona davvero l’autoesclusione
Il RUA — Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018 — è il pezzo di sistema che quasi nessun operatore mette in vetrina e che vale più di tutto il resto messo insieme.
Prima cosa da capire: l’autoesclusione ha tre ampiezze possibili. Può essere trasversale, cioè valere su tutti i concessionari con blocco della possibilità di aprire nuovi conti; può riguardare un singolo concessionario; oppure una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Non è un pulsante unico, è un interruttore con più posizioni.
La durata: l’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi. Quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Le condizioni di AdmiralBet, dal canto loro, prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Seconda cosa: durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. È una distinzione importante e spesso fraintesa: il blocco impedisce di alimentare il gioco, non di recuperare quanto è rimasto sul conto.
Terza cosa, la più sottovalutata: un sito senza concessione non è collegato al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com non autorizzato non è protetto da nulla, e quel conto non è illegittimo per il solo fatto di aprirsi. Semplicemente, nessuno lo bloccherà.
Come si chiede l’autoesclusione
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Due strade, e vale la pena dire qual è la differenza pratica: la prima non richiede di passare da un operatore e non dipende dalla disponibilità di un servizio clienti; la seconda è più rapida per chi è già dentro un conto e magari in un momento in cui vuole chiudere tutto subito.
Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco. bet365, fra le proprie funzioni di gioco responsabile, indica per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.
Identificazione, SPID e i 30 giorni che contano
Il conto di gioco richiede un’identificazione piena, e le strade per arrivarci sono più di una. La registrazione classica si fa con un documento: AdmiralBet chiede il fronte e il retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure accetta lo SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Goldbet offre anch’esso la via CIE attraverso un fornitore SPID.
Il dettaglio da non perdere: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Chi si registra di fretta, magari da mobile, e rimanda l’invio dei documenti, rischia di trovarsi con un conto che funziona a metà nel momento peggiore — quello in cui vuole incassare.
SPID e CIE non sono solo una comodità. Sono il modo in cui l’identificazione smette di dipendere da un upload e diventa un dato verificato: nel caso di AdmiralBet i dati vengono importati automaticamente, il che riduce gli errori di battitura che sono una delle cause più banali di conti sospesi.
I dieci operatori: cosa offre ciascuno e a chi serve
Da qui in avanti si entra nei singoli. Ho ordinato le schede come la struttura di questa pagina le presenta, e ho tenuto il metro che conta: cosa dicono le condizioni e le schede dell’operatore sulla sua offerta di scommesse, lette insieme alla concessione che quell’operatore dichiara.
Prima una considerazione di metodo, perché rende leggibili le dieci schede. Due concessioni di questa lista appartengono alla stessa società, Azzurri Limited, per due siti diversi; questo significa che due dei dieci marchi condividono il titolare e non sono alternative l’uno all’altro nel senso in cui lo sono, per esempio, SNAI e Betfair. Il numero di concessione resta il metro, ma il gruppo è un fatto che il lettore ha diritto di conoscere.
E poi un secondo avvertimento, più importante: la concessione non è una graduatoria. Tutti e dieci i marchi hanno un titolo ADM, quindi tutti e dieci passano il test giuridico. Chi cerca qui il «più affidabile» sta cercando in realtà il più adatto a sé, che è una domanda diversa e ha una risposta diversa per ogni lettore.
Betsson: il catalogo più largo del gruppo
Betsson arriva con la concessione n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, e con un’app Sportsbook & Casinò che offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Il catalogo è la sua argomentazione principale, e non è una questione di quantità fine a se stessa: un palinsesto ampio cambia il modo di giocare, perché consente di costruire una multipla senza dover scendere su mercati marginali solo per riempire le caselle. Chi gioca combinazioni elaborate sa quanto pesa questa differenza. Chi gioca una singola sul risultato non la nota nemmeno.
Il nome Azzurri Limited, che il lettore distratto non collega a nulla, è invece un’informazione utile: è la stessa società dietro StarCasinò, con un’altra concessione e un altro sito. Chi volesse aprire conti su entrambi si troverebbe davanti a due piattaforme dello stesso titolare, cosa che non è un problema ma che rende l’idea di «diversificare» meno solida di quanto sembri.
La lettura complessiva è quella di un operatore costruito intorno alla profondità del palinsesto, con la parte casinò che convive con il book. Per chi cerca varietà di mercati e non si spaventa davanti a un’interfaccia densa, è la scelta naturale del lotto.
Eurobet: dal calcio alla Formula 1, passando per la politica
Eurobet presenta la concessione n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e un’app Sport con un palinsesto che va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.
Qui c’è una cosa che vale la pena dire senza girarci intorno: gli eventi di spettacolo e di politica non sono sport, e per molti giocatori sono la parte più interessante dell’offerta, perché sono i mercati su cui il giocatore medio ha un’informazione propria, non filtrata dalla preparazione atletica di una squadra. È un tipo di scommessa che divide: chi la considera rumore, chi la trova il motivo per aprire l’app.
Il concessionario è una società unipersonale del gruppo Eurobet, ed è anche l’esempio più chiaro di una cosa detta prima: la stessa Eurobet Italia gestisce Eurobet, Bwin e giocodigitale, tre siti con concessioni proprie. Il marchio che si cerca non è il nome che si trova nell’elenco.
La scheda vale soprattutto per una fascia: chi vuole uscire dal perimetro calcistico senza dover cambiare operatore. Per chi gioca solo serie A e Champions, il palinsesto esteso è una nota a margine.
StarCasinò: il book accanto al casinò
StarCasinò porta la concessione n. 16026, di nuovo Azzurri Limited, e un’app che permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il posizionamento è dichiarato dal prodotto stesso: il casinò è la parte principale, le scommesse sono una sezione ben fatta che vive dentro un’app costruita per altro. Non è un difetto e non è un mistero: diverse concessioni di questa lista sono intestate a marchi che il grande pubblico conosce soprattutto per il gioco da tavolo virtuale.
Per il lettore la domanda non è se il book sia buono, ma se vuole tenere il book e il casinò sullo stesso conto. Chi alterna le due cose trova comodo un unico saldo; chi vuole tenere le scommesse separate da tutto il resto, per ragioni di controllo personale, non troverà qui la separazione che cerca. Ed è una considerazione che in una lista di «siti affidabili» non c’entra con la concessione, ma con l’uso che se ne fa.
Il book, intanto, copre gli eventi principali italiani e internazionali: sufficiente per chi non vive di mercati esotici.
NetWin: il bonus dichiarato in cifre
NetWin ha la concessione n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., e l’offerta Sport-50: un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
Guardiamo il meccanismo senza entusiasmo e senza disprezzo. Un bonus del 100 % su un deposito fino a 50 € significa al massimo 50 € di bonus: un importo che, come ordine di grandezza, serve a fare qualche prova senza toccare il proprio saldo, non a finanziare un’attività. Il deposito minimo di 20 € mette una soglia bassa, che è probabilmente l’intenzione. Il requisito del conto verificato non è un cavillo: senza identificazione il bonus non si sblocca, quindi i tempi dell’identificazione diventano i tempi dell’offerta.
Vale però la pena mettere questa cifra in prospettiva con una regola che riguarda tutti, non solo NetWin: come precisa William Hill, per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €. Su un bonus da 50 € quel tetto non morde. Sui bonus più generosi di altri operatori sì, ed è il tipo di dettaglio che il regolamento contiene e il banner non dice.
Il profilo che ne esce è quello di un’offerta misurata e leggibile, adatta a chi vuole provare un operatore nuovo con una soglia di ingresso contenuta e senza illudersi sulle somme in gioco.
AdmiralBet: la concessione dichiarata e il documento caricato
AdmiralBet porta la concessione n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., ed è il marchio di questa lista che dichiara il proprio titolo nel modo più esplicito: nelle condizioni scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito. È il modello di quella dicitura che il lettore deve cercare nei termini di qualunque operatore.
L’apertura del conto segue due strade. La prima è la registrazione classica, che richiede di caricare fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png. La seconda è lo SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. La seconda è chiaramente più rapida, e per chi ce l’ha già attivo è la differenza fra tre minuti e mezz’ora, ma richiede di avere lo SPID, che non tutti hanno.
Le condizioni contengono anche la parte che riguarda i limiti e l’autoesclusione, e sono la fonte più dettagliata in questa lista su quel fronte: limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per la riduzione e sette giorni per l’aumento; autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 durata da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Il giudizio, per quello che i numeri mostrano: qui la trasparenza è il prodotto. La concessione scritta in chiaro e il pacchetto di limiti descritto per esteso fanno di questo marchio un buon punto di partenza per chi vuole capire come si legge un regolamento prima di scegliere dove giocare, più che un operatore da preferire per il palinsesto.
William Hill: SPID per il bonus immediato, documenti per quello di verifica
William Hill arriva con la concessione n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, e un Benvenuto Sport con due binari: chi si registra con SPID riceve subito un Bonus Sport da 10 €, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Guardiamo la struttura senza farci incantare dalla parola «bonus». Il canale veloce paga 10 € immediati; il canale lento paga 5 € con una finestra di 96 ore per l’invio dei documenti. La differenza fra i due importi non è una promozione, è un prezzo: il riconoscimento dell’identità tramite SPID vale 5 € di bonus in più e l’immediatezza. Chi non ha SPID prende la metà, con una condizione di tempo che va rispettata.
Significativo è anche il resto della dotazione: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e l’operatore precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. È una frase che vale per l’intero mercato e che il giocatore dovrebbe leggere due volte: «bonus» non significa denaro disponibile, significa denaro da giocare con regole.
L’offerta è quindi piccola ma onesta nella sua architettura, e il lettore che la sceglie per il bonus sta in realtà scegliendo se attivare o meno SPID. Chi ce l’ha trova il percorso più comodo di tutta la lista; chi non ce l’ha paga la differenza in euro e in giorni.
bet365: il partner globale con il problema del live
bet365 detiene la concessione n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
La scheda più forte è la reputazione internazionale e il presidio sulle competizioni maggiori: per chi gioca gli eventi di cartello, è il nome che si aspetta di trovare nell’elenco, e c’è. Le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste un elenco dei mercati live disponibili, quindi la profondità del live di ciascun operatore va vista direttamente nella piattaforma: è lì che si scopre se un book è largo o solo rumoroso.
C’è anche un dettaglio di sistema che riguarda questo operatore e vale come esempio di come funziona il palinsesto: a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Gli eventi entrano uno per uno, su approvazione, e chi arriva prima su un evento acquista un vantaggio temporale limitato e concreto.
Il profilo è quello di un operatore forte sulla visibilità e sul calcio internazionale. Per chi gioca le coppe e le grandi leghe, è dentro l’elenco con un titolo proprio; per chi cerca nicchie, l’appetibilità dipende da cosa contiene il palinsesto approvato, che cambia nel tempo.
SNAI: la schedina tradizionale con il Cash Out
SNAI porta la concessione n. 16032, intestata a Snaitech Spa, e un’app Sport con singole, multiple e sistemi, mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Il Cash Out merita più di una riga, perché è il tipo di funzione che cambia il comportamento del giocatore più di quanto cambi l’offerta. Consente di chiudere una schedina prima che l’evento finisca, incassando la valutazione corrente della giocata. Non è una vincita garantita e non è una polizza: il prezzo che viene offerto è deciso dal bookmaker, che ci mette dentro il proprio margine. Chi lo usa deve saperlo, e chi lo ignora rischia di incassare meno di quanto la posizione valesse. Non è un difetto dell’operatore, è la natura dello strumento.
Il resto è un catalogo classico, con i mercati sul gioco che il pubblico italiano conosce meglio — risultato esatto, goal, tiri, cartellini, rigori — e le tre forme di giocata storiche: singola, multipla, sistema.
La scheda si adatta a chi vuole un book generalista, con una funzione di gestione della giocata in corso e un’impostazione tradizionale del prodotto.
Betfair: il book con l’anima da exchange
Betfair porta la concessione n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., e un’app che propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.
C’è un pezzo di storia che riguarda proprio questo marchio e che vale la pena conoscere: Betfair è descritto come il primo operatore sull’exchange in Italia, il prodotto che l’art. 6, comma 1, lett. e) ammette come gioco a sé e in cui il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco, con il concessionario limitato a mettere in contatto anonimo le due parti. La sua documentazione è indicata come riportante regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in favore di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto.
Attenzione a un punto che riguarda la parola «quote maggiorate»: in una sezione chiamata Supercombo è un modo di presentare un pacchetto di mercati, non una riduzione strutturale del margine su tutto il listino. Le quote maggiorate vanno lette sul singolo mercato, e il confronto che conta è quello interno: quanto paga lo stesso esito altrove.
L’identità dell’operatore resta legata allo strumento che l’ha reso noto, ed è un profilo adatto a chi vuole capire come funziona il punta e banca più che a chi cerca una schedina semplice.
Goldbet: la rete dei punti vendita e le schedine di sempre
Goldbet ha la concessione n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota anche come GBO Italy, e un’app che permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport.
La ragione sociale è il caso più lampante di quanto detto sulla verifica: chi cerca «Goldbet» nell’elenco dei concessionari trova «Goldbet Better Organization Italy», e chi non lo sa può concludere che il marchio non ci sia. È esattamente il fraintendimento che questa pagina cerca di prevenire.
Sul prodotto, l’offerta è quella di un operatore generalista con una forte presenza di rete: le stesse tipologie di schedina che il giocatore trova nei punti vendita, portate nell’app. Chi ha un rapporto consolidato con la rete fisica trova continuità; chi cerca innovazione di formato non la troverà qui.
Un’ultima nota riguarda il bonus: l’operatore indica che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Le cifre e il requisito di giocata sono sempre dettagliati nelle condizioni, che vanno lette con attenzione prima di scaricare qualsiasi cosa.
Quanto costa davvero giocare: un conto in euro
E ora il passaggio che il giocatore deve fare una volta nella vita, perché cambia il modo di leggere ogni quota da lì in avanti. Il margine del bookmaker è la parte di ogni unità giocata che il mercato non restituisce. Non è un furto, è il prezzo del servizio, ed è giusto conoscerlo per poterlo valutare come si valuta un costo di gestione.
Partiamo da un esempio costruito, non da una quota reale. Un mercato a due esiti, quotato 1,90 e 1,90. Il payout del mercato è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, cioè 1 diviso 1,0526, ovvero circa 95,0 %. Il margine è la differenza rispetto a 100 %: circa 5,0 %. Detto in modo più diretto, su ogni 100 € giocati su quel mercato il bookmaker trattiene in media 5 € e ne restituisce 95 €, e lo fa attraverso la struttura delle due quote, non attraverso una trattenuta applicata al momento dell’incasso.
Il punto che molti lettori non fanno è che il margine viene pagato su ogni giocata, compresa quella vincente. Chi punta 10 € a quota 1,90 e vince riceve 19 €: 10 € di stake e 9 € di profitto. Se le due quote fossero 2,00 e 2,00 il payout sarebbe 100 % e il profitto sarebbe 10 €. Il margine non compare mai come voce in estratto conto, e per questo è facile dimenticarlo. Ed è anche il motivo per cui il valore di un bonus va misurato dopo averlo pagato.
Da lì si arriva al conto che il giocatore dovrebbe fare prima di accettare qualunque promozione. Immaginiamo un giocatore che sceglie in registrazione un limite di deposito settimanale di 100 €, li gioca una volta sola su quel mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90, e ripete la cosa settimana dopo settimana. Su 100 € di puntate, con un margine del 5,0 %, la perdita attesa è di 100 € per 5,0 %, cioè circa 5 € a settimana. Su un mese di quattro settimane siamo intorno ai 20 €, su un anno di 52 settimane intorno ai 260 €, sempre su 100 € di giocata settimanale che restano sempre gli stessi. Questa è la fascia: da circa 5 € a settimana fino a circa 260 € l’anno, e la condizione è una sola — che il margine del mercato su cui si gioca sia quello dell’esempio, e non più alto.
La condizione non è un dettaglio formale. È la differenza fra i mercati. Un mercato a due esiti con quote alte ha un margine contenuto; un mercato con molti esiti, come il risultato esatto, ne ha uno sensibilmente più alto; una multipla moltiplica le esposizioni al margine, perché ogni gamba porta il proprio. Ed è per questo che la stessa cifra settimanale può costare il doppio o il triplo, a seconda di dove viene puntata, senza che il giocatore cambi nulla del proprio comportamento.
Il conto non dice che giocare sia irrazionale. Dice che il prezzo esiste, che è quantificabile e che è l’unico modo serio di valutare se un bonus vale il disturbo. Un bonus da 50 € con un requisito di rigioco che costringe a passare centinaia di euro attraverso mercati con margine alto non è un regalo: è un prezzo pagato per un premio che vale meno del costo. Ed è una stima statistica, valida in media su molte giocate nelle condizioni descritte — non una previsione su una singola schedina, che può vincere o perdere per ragioni che nessun conto cattura.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM, si cerca il marchio o la ragione sociale e si legge il numero di concessione con il dominio .it collegato. Poi si controlla che quel numero compaia nei termini del conto di gioco dell’operatore, come fa AdmiralBet con la concessione n. 16048.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
Perché la concessione è rilasciata per un sito specifico e il titolare può offrire il gioco a distanza solo attraverso quel sito. Un nome presente nell’elenco senza un dominio .it corrispondente non offre il servizio in Italia: il dominio è la parte visibile del titolo, non una scelta di marketing.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è il registro che blocca il gioco su tutte le piattaforme ADM. L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore o essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non si revoca prima della scadenza. Durante il blocco non si depositano né si gioca, ma si può prelevare il saldo prelevabile.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il limite si sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile. AdmiralBet chiede limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco giornalieri, settimanali e mensili: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La cifra del limite che ADM fissa nella gara non è nota, e il numero che conta resta quello scelto dal giocatore.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuna delle tutele del sistema ADM: nessun collegamento al RUA, nessuna vigilanza italiana, nessun obbligo di limiti. Il dominio è soggetto a inibizione e blocco a livello DNS. ADM stessa ricorda che la Legge 401/1989 prevede ammenda e arresto fino a tre mesi anche per il partecipante a scommesse di operatori non concessionari.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Su un concessionario ADM l’imposta unica è a carico dell’operatore — 24,5 % a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite — e la stampa di settore riferisce che il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla: è una ricostruzione non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Su siti non autorizzati o esteri, secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate, le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi, per l’intero importo ricevuto senza deduzioni, nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota applicata non è nota. Non è consulenza fiscale.
Che differenza c’è fra il nome del marchio e quello del concessionario?
Il concessionario è la società titolare del titolo, il marchio è l’insegna che il giocatore vede. Goldbet gira su Goldbet Better Organization Italy, StarCasinò e Betsson su Azzurri Limited, e Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet insieme a Bwin e giocodigitale. Il numero di concessione si cerca sulla ragione sociale, non sul logo.
Licenza ADM e sicurezza – Scommesserugby-it.com
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