Scommesse sui cartellini: la classifica dei concessionari ADM e il conto vero di ogni offerta

Updated Ottobre 2026
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Prima di guardare una classifica, guarda il prezzo. Un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 restituisce al giocatore una fetta compresa fra il 94 % e il 95 % di quanto viene puntato su quel mercato, e la differenza resta al bookmaker prima ancora che l’arbitro fischi. Sui cartellini la partita si gioca su un dettaglio ancora più stretto: il regolamento decide quanti punti vale un’ammonizione, e quel regolamento lo scrive il concessionario, non la FIGC.

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Nelle scommesse sui cartellini di William Hill un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore.

Aggiornato al 31 Ottobre 2026, con i dati di concessione verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

La classifica dei dieci concessionari ADM, guardata dal lato di chi paga

Dieci marchi, dieci concessioni, dieci siti .it. Nessuno di loro è qui perché offre di più: sono qui perché il loro nome compare nell’elenco dei concessionari autorizzati e perché sui cartellini, o almeno sul mercato che li contiene, hanno qualcosa di verificabile da mostrare. La differenza tra loro non sta nella simpatia del logo. Sta in tre cose che il lettore paga: la quota minima che accetta una giocata ai fini di un bonus, il numero di eventi che deve indovinare per sbloccarlo, e il tempo che ha per farlo.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Per i punti cartellino di William Hill un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti.

Il metro di questa graduatoria è quindi una domanda sola: quanto mi costa usare questo bookmaker. Chi tratta i cartellini in modo esplicito e documentato, chi li nasconde dietro la voce «marcatori» o «combo», chi impone requisiti di rigioco che valgono più del bonus stesso. E una nota che riguarda tutti: il margine è incorporato nella quota che vedete, anche quando la quota sembra generosa.

Cosa ho guardato, e cosa non basta

Il primo filtro è la concessione. Non è una formalità burocratica: la concessione è ciò che lega un operatore al Registro Unico degli Autoesclusi, alla vigilanza dell’Agenzia e a una sede legale italiana per le controversie. Un marchio che non compare su quell’elenco può avere una licenza straniera, e quella licenza in Italia non vale nulla.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Tra i mercati di calcio di Goldbet, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini.

Il secondo è il regolamento. Un mercato sui cartellini vale quanto vale la sua definizione: se il regolamento non chiarisce se il doppio giallo conta come uno o come due, il lettore sta scommettendo su una regola che non conosce. William Hill su questo punto è esplicito e lo vedremo nel dettaglio.

Il terzo è la copertura. Un bookmaker che non nomina i cartellini nella sua app o nel suo listino lascia al giocatore il compito di cercarli nella piattaforma. È una seccatura, non un difetto grave, ma è tempo sottratto a chi vuole solo piazzare la giocata prima del fischio d’inizio.

I numeri delle concessioni, marchio per marchio

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore sui cartellini
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Singole, multiple e sistemi nell’app; la pagina My Bets raccoglie le giocate in corso e concluse
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Giallo 1 punto, rosso 2 punti, massimo 3 punti per giocatore; doppio giallo con rosso 3 punti
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Nessun riferimento ai cartellini; l’app copre Serie A, Serie B, Champions, Premier, F1 e MotoGP
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Fra le proposte compaiono anche i mercati sulle espulsioni, accanto a tiri in porta e rigori
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Nessun riferimento ai cartellini; le condizioni dettagliano autoesclusione e limiti di ricarica
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Nessun riferimento ai cartellini; pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, GG/NG
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Nessun riferimento ai cartellini; palinsesto quotidiano con tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Nessun riferimento ai cartellini; Esito Finale, Under/Over, Multigol e la sezione Supercombo
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Nessun riferimento ai cartellini; scommesse sui principali eventi accanto a slot e Live Casinò
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Nessun riferimento ai cartellini; il bonus sport chiede 3 volte il deposito entro 7 giorni

La tabella va letta con attenzione a una cosa che salta all’occhio subito: una sola riga su dieci porta una definizione dei punti cartellino. Non è perché gli altri nove non offrano il mercato — Sisal, Goldbet e SNAI lo nominano, e Sisal lo nomina esplicitamente fra le sue giocate. È che il mercato sui cartellini non è un prodotto che i bookmaker pubblicizzano. Compare nel listino, a volte solo dentro la partita, e chi lo cerca deve aprire la scheda dell’incontro. Per chi punta sul cartellino di un singolo giocatore, questo significa una cosa pratica: il tempo di ricerca è parte del costo.

Un secondo dettaglio che vale la pena notare è che due marchi dell’elenco (Betsson e StarCasinò) fanno capo alla stessa società, Azzurri Limited. La concessione è per sito, non per azienda, quindi dal punto di vista formale sono due operatori distinti. Dal punto di vista di chi sceglie, però, due siti dello stesso gruppo condividono politiche commerciali e spesso gli stessi reparti. Non è un motivo per scartarli, ma è un’informazione che aiuta a capire perché le loro condizioni di bonus si somigliano.

Margine: perché 1,90 e 1,90 non fa 1,00

Vale la pena fare il conto su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90, che è un esempio illustrativo e non una quota reale di un incontro. Le due quote si convertono in probabilità dividendo uno per ciascuna: 1 diviso 1,90 fa circa 0,526, e la stessa cosa vale per l’altro esito. Sommando le due probabilità si arriva a circa 1,053, che è più di uno. Quella parte in eccesso è il margine del bookmaker, e la quota di puntate che il mercato restituisce è l’inverso, cioè all’incirca il 94,9 %.

Detto in soldi: su un giro di 1.000 € distribuito su quel mercato, il ritorno atteso ai giocatori è di circa 949 € e una cinquantina di euro resta all’operatore. Il margine non è una tassa nascosta né un abuso: è il modo in cui il bookmaker si paga il rischio e la struttura. Ma è il numero che decide se un bonus conviene. Un’offerta che chiede venti giocate per sbloccarsi non si misura sul valore del bonus: si misura su quanto margine passa per le mani del bookmaker in quelle venti giocate. Con un margine intorno al 5 % per giocata, il costo medio di ogni passaggio è di cinque centesimi per euro puntato, e la somma cresce in fretta.

Su un mercato più sbilanciato — per esempio un risultato esatto o un mercato sui cartellini di un difensore che raramente viene ammonito — il margine può essere sensibilmente più alto di quello del 1X2, e questo cambia la matematica del rigioco. È il motivo per cui vale la pena sbloccare un bonus su mercati liquidi come l’esito finale, dove il margine è più basso, invece che su un mercato di nicchia dove la quota è costruita con più margine.

Chi sta peggio in questa classifica, e chi sta meglio

Chi vuole giocare i cartellini in modo sistematico trova in William Hill l’unico regolamento dettagliato della lista: giallo, rosso, doppio giallo con rosso, esclusione delle panchine e degli allenatori, refertazione sui dati ufficiali della manifestazione. Chi vuole solo provare il mercato una volta, su una partita di Serie A, può farlo quasi ovunque, ma lo troverà più facilmente dove il listino lo nomina.

Chi punta sui bonus come criterio di scelta dovrebbe invece guardare le condizioni del rigioco prima del valore nominale. NetWin chiede tre volte il deposito con denaro reale entro sette giorni, su multiple di almeno tre eventi con quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00, escludendo sistemi, antepost, live e giocate con cash out attivo. William Hill, sul bonus sport, chiede tranche da 10 € su multiple di almeno cinque selezioni con quota minima 5.00. Sono due formule diverse che chiedono al giocatore cose diverse, e nessuna delle due è «gratis».

Come funziona un cartellino: cosa vale un giallo e perché il regolamento è tutto

Il meccanismo è semplice da raccontare e complicato da giocare. Il bookmaker assegna a ogni cartellino un valore in punti, somma i punti dei giocatori coinvolti, e confronta il totale con la linea proposta. Il punto chiave è che quel valore in punti non è una convenzione universale: è il regolamento dell’operatore, e cambia da operatore a operatore.

William Hill, che sull’argomento è il più esplicito del gruppo, assegna 1 punto a un cartellino giallo e 2 punti a un cartellino rosso, con un massimo di 3 punti per giocatore. La stessa fonte chiarisce che cosa succede nei casi ambigui: per i punti cartellino, un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti. C’è poi una distinzione che conviene leggere due volte, perché riguarda due mercati diversi. Nei mercati che contano soltanto i cartellini gialli, il doppio giallo vale due punti e nessun cartellino rosso entra nel conteggio finale. Nei mercati che contano gialli e rossi, invece, il conteggio cambia ancora.

Questa è la differenza che separa una scommessa ragionata da una scommessa a caso. Chi punta «over 3,5 cartellini» in un mercato che conta solo i gialli sta scommettendo su una cosa diversa da chi punta la stessa cifra in un mercato che conta anche i rossi. Il numero sulla schedina è lo stesso. L’evento che lo determina no.

Chi entra nel conteggio e chi resta fuori

Il regolamento di William Hill è netto anche qui: nei mercati sui cartellini gialli e rossi le scommesse riguardano soltanto i giocatori in campo. Sono escluse le espulsioni di giocatori in panchina, quelle degli allenatori e degli altri membri dello staff, e quelle comminate dopo la fine della partita.

Per il giocatore questo significa un rischio preciso e poco intuitivo. Un difensore ammonito in panchina non muove la linea. Un allenatore espulso per proteste non muove la linea. E un cartellino mostrato dopo il triplice fischio, magari in un parapiglia negli spogliatoi, non muove nulla. Chi guarda la partita in diretta e vede salire i cartellini può avere l’impressione che la sua giocata stia vincendo, mentre l’operatore sta contando una partita diversa. Le regole sono scritte e leggibili, ma vanno lette prima di puntare, non dopo.

C’è poi la questione della refertazione, che è la parte più delicata di tutto il meccanismo. William Hill referta le scommesse su risultato, marcatori e cartellini in base ai dati del sito ufficiale della manifestazione. Solo nel caso in cui quei dati non siano disponibili si usano i dati di un fornitore esterno, e in casi particolari la registrazione video dell’incontro. La conseguenza pratica è che la fonte che decide la vostra vincita è la stessa che decide le statistiche ufficiali del campionato: se il dato ufficiale dice che il cartellino era per un altro giocatore, è quel dato che vale, non quello che avete visto in televisione.

Come si costruisce una giocata che comprende i cartellini

Il cartellino raramente si gioca da solo in una multipla costruita a mano. William Hill mette a disposizione uno strumento che permette di combinare sulla stessa partita, per esempio, un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. È lo stesso principio che altri operatori declinano con nomi diversi: SNAI ha la funzione My Combo, che combina più pronostici sulla stessa partita e permette di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto con una quota unica. Betfair propone la sezione Supercombo, con combinazioni e mercati unici a quote maggiorate. Sisal ha la sua Supercombo e la Scommessa DUO.

Il vantaggio di queste costruzioni è evidente: una quota unica su tre eventi correlati è molto più alta di ciascuna delle tre quote prese singolarmente. Il costo è altrettanto evidente, e sta nel margine. Combinando tre eventi della stessa partita si moltiplicano le probabilità implicite, e con esse il margine complessivo che il bookmaker trattiene. Una multipla a tre leg non è tre volte più rischiosa di una singola: è molto di più, perché il margine incorporato cresce con il numero delle selezioni.

Un esempio con i numeri aiuta. Due esiti quotati entrambi 1,90 danno un margine di poco inferiore al 5 % sul singolo mercato a due vie. Tre leg dello stesso tipo non portano il margine a tre volte tanto, ma lo portano comunque sopra il margine di una singola, e il payout del biglietto scende di conseguenza. Chi costruisce una combo che include «un giocatore ammonito» sta quindi pagando due volte: una per il rischio dell’evento, una per il margine aggiuntivo della combinazione.

Il formato dei mercati che contengono i cartellini

Attorno al cartellino esiste un piccolo ecosistema di mercati. Sisal, per esempio, mette fra le sue proposte i mercati Goal e No Goal, Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. SNAI, dal canto suo, accanto al risultato esatto e al numero di goal propone scommesse su tiri in porta, cartellini e rigori, e offre la stessa possibilità di chiudere la schedina in anticipo.

Il Cash Out merita una riga a parte, perché è l’unico strumento di questa famiglia che ha un costo misurabile e regolarmente sottovalutato. Chiudere una giocata prima della fine significa accettare la proposta dell’operatore, che è costruita per lasciargli un margine. Il prezzo di quella chiusura è quasi sempre peggiore del valore atteso della giocata aperta. Non è un imbrogliore: è il funzionamento di un prodotto che vende certezza, e la certezza costa.

Goldbet è l’operatore che nomina i cartellini più esplicitamente di tutti: fra i mercati di calcio della sua app, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini. La sua app permette di giocare schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. È una copertura dichiarata, che non lascia al giocatore il compito di indovinare dove si trovi il mercato.

La concessione ADM: la differenza tra un mercato regolato e un sito che oscura

In Italia un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata per sito e gestita su un dominio .it proprio. Il regolatore è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare con il vecchio acronimo AAMS. La cornice è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore dei giochi pubblici a distanza.

La parola «concessione» non è un vezzo lessicale. Una concessione si vince con una gara pubblica, non si compra a sportello. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Lo stesso articolo, al comma 3, stabilisce che i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Come si verifica una concessione in tre minuti

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La verifica è alla portata di chiunque: si apre l’elenco, si cerca il marchio, si confronta il codice con quello che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni.

Il punto che frega è un altro. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Stare nell’elenco non dimostra di per sé che quel sito offra scommesse sportive, e tantomeno che offra i cartellini: quello lo dimostra il sito o l’app dell’operatore. E il contrario vale allo stesso modo: essere citati in una classifica non è una concessione. La concessione è per sito, non per azienda, e una stessa società può gestirne diversi — Eurobet Italia S.r.l., che compare nelle condizioni di Eurobet, gestisce anche altri domini del gruppo.

Gli operatori dichiarano il proprio numero di concessione e la società nelle condizioni generali. È lì che va cercato, non in un banner promozionale.

Perché un marchio può stare fuori dall’elenco senza essere illegale in sé

Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026. La conseguenza per chi gioca in Italia è concreta e vale la pena scriverla senza giri di parole: quei marchi non hanno titolo per raccogliere scommesse da giocatori italiani, e la loro licenza estera non produce alcun effetto nel nostro ordinamento.

L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’Agenzia, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga sia l’elenco dei siti legali legati ai concessionari sia l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. I fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’Agenzia sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’Agenzia redirige i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco funziona a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati, secondo quanto riporta la stampa di settore sull’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il risultato, in una parola, è quello che il settore chiama «oscurati».

C’è poi il lato che riguarda direttamente il giocatore, e che il regolatore stesso mette per iscritto. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, all’art. 4, come l’Agenzia la richiama in una comunicazione del 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda non è indicato nella comunicazione. È una regola che quasi nessuno legge prima di cliccare su un sito .com, e che vale la pena conoscere.

Cosa si può scommettere, e con quale approvazione

Il palinsesto è la definizione che regge tutto. L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e delle tipologie di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’Agenzia. Una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. L’Agenzia aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie di scommessa stiano oggi nel palinsesto non è dato sapere dall’esterno, e questo è un limite reale per chiunque voglia prevedere l’offerta futura.

Gli eventi simulati hanno una definizione propria. L’art. 2, lett. v) li chiama «scommesse su eventi simulati»: eventi sportivi, ippici e altri generati al computer, mostrati tramite animazione o un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali», ed è la porta d’accesso a quei mercati.

L’ippica è due cose separate nella legge, ed è una distinzione che quasi nessuno conosce. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), cioè insieme alle scommesse sportive. I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris e le altre giocate di tipo totalizzatore definite dall’art. 2, lett. h) — stanno nell’art. 6, comma 1, lett. c) e richiedono una concessione propria. Sappiamo che la seconda cosa è normativamente distinta dalla prima. Sappiamo molto meno su chi offra oggi, online, i totalizzatori di ippica nazionale.

Infine il betting exchange, ammesso come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava alcunché, essendo il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia che cambia, e va verificata caso per caso.

Gioco responsabile: quali strumenti esistono, quanto costano all’operatore

Il gioco responsabile, in Italia, non è una sezione di facciata messa in fondo alla home. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone ai concessionari una serie di strumenti, e vale la pena elencarli con precisione perché sono la cosa che il giocatore può usare davvero quando vuole fermarsi.

Fra gli strumenti previsti ci sono gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; i limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’Agenzia; i messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Il comma 2 dello stesso articolo aggiunge un obbligo che non ha un equivalente in molti mercati: ogni concessionario destina lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Si può pensare quel che si vuole sull’efficacia, ma è una cifra presa dai ricavi e non dal budget marketing.

Il limite di deposito: chi lo sceglie, e quando cambia

Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, l’applicazione immediata di una riduzione e un’attesa di sette giorni per un aumento.

I sette giorni sono la parte interessante, e vanno letti per quello che sono: una protezione contro la propria impulsività, non una trafila burocratica. Chi vuole abbassare il limite lo ottiene subito. Chi vuole alzarlo aspetta una settimana. Nella pratica, questo trasforma il limite in una decisione presa una volta e difficile da disfare in fretta, che è esattamente l’effetto che un giocatore vuole quando sta lucido e teme di non esserlo più tardi.

AdmiralBet, per esempio, chiede già in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa regola: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. La granularità giornaliera è un elemento in più rispetto al minimo, e per chi gioca molto nei fine settimana fa una differenza concreta.

C’è una cosa che vale la pena dire con chiarezza: la legge non fissa un tetto in euro alle puntate sportive. Gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi cerca una cifra di legge che lo protegga non la troverà, perché quella cifra non esiste.

L’autoesclusione e il RUA

L’autoesclusione è lo strumento più forte della cassetta, e va capito bene perché è l’unico che non si annulla con un clic. Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche: chi entra nel registro non può giocare su nessun sito autorizzato, non solo su quello dove ha preso la decisione.

L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Nel caso di AdmiralBet le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Il dettaglio da tenere a mente è che i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com offshore non è protetto da nulla: il registro non lo vede, e quel sito non ha alcun obbligo di vederlo. È uno dei pochi casi in cui la differenza fra un operatore autorizzato e uno che non lo è si misura in soldi veri e in tempo reale, non in formalismi.

L’identificazione del conto e i suoi tempi

Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con il modulo classico accompagnato da una copia di un documento, oppure con SPID e, per alcuni, con CIE. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

C’è un termine che conviene conoscere prima di iniziare. Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti finché non si prova a caricare un documento sfuocato dal cellulare e a rifarlo tre volte. Nel frattempo i soldi sono dentro e non escono.

Dove si chiede aiuto, e cosa dicono gli operatori

Fra gli strumenti di gioco responsabile di bet365 compaiono i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È una linea gratuita nazionale, e il numero va tenuto da parte indipendentemente dal bookmaker scelto.

Vale la pena notare che il canale di contatto previsto dall’art. 15, comma 1, lett. f) e il Telefono Verde sono cose diverse: il primo è un obbligo dell’operatore, il secondo è un servizio pubblico. Un operatore che risponde solo con link alle proprie FAQ ha adempiuto al primo ma non offre nulla del secondo.

Quanto rende e quanto trattiene una quota: il conto da fare prima di puntare

La vincita di una scommessa si calcola con una moltiplicazione che non ha sorprese: la puntata moltiplicata per la quota. Puntando 10 € a quota 1,85, la somma che torna in caso di esito positivo è di 18,50 €, all’interno dei quali il guadagno netto è di 8,50 €. La quota è fissata al momento della giocata e non cambia più, qualunque cosa succeda al mercato dopo. Questa è la regola base delle scommesse a quota fissa, ed è anche la ragione per cui il momento della giocata conta: la stessa partita può avere quote diverse a un’ora di distanza.

Il margine, invece, non si vede nella singola giocata. Si vede solo guardando tutti gli esiti di uno stesso mercato insieme. Su un mercato a due vie quotato 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non una quota rilevata su un incontro reale — la somma delle probabilità implicite è di circa 1,053, il payout è intorno al 94,9 % e il margine è poco sopra il 5 %. Su un mercato a tre esiti come l’1X2 il conto si fa allo stesso modo, sommando tre probabilità implicite, e il risultato dipende da come sono costruite le tre quote: nessun margine si legge dalla quota più alta, perché è la somma delle tre a dire quanto resta al bookmaker.

Questo è il punto che cambia la lettura di un’offerta promozionale. Un bonus di 50 € su un mercato con margine al 5 % vale meno di quello che sembra, e vale sempre meno di quanto valga sbloccarlo: ogni passaggio di rigioco lascia una frazione della cifra nelle casse dell’operatore, e la somma di quelle frazioni è il costo reale dell’offerta.

Un esempio con i numeri: che cosa costa sbloccare un bonus

Prendiamo il bonus sport di NetWin e seguiamo le sue stesse condizioni. Il bonus Sport-50 chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00, con l’esclusione di sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Il requisito di puntata è quindi il triplo del deposito. Su un deposito di 50 € il volume da giocare è di 150 €, entro una finestra di sette giorni. Se il giocatore piazza puntate da 10 €, servono quindici giocate per completare il percorso. Quindici giocate non sono tante in una settimana per chi segue il calcio, ma sono quindici occasioni in cui ogni giocata deve rispettare il vincolo di almeno tre eventi in multipla con quota minima 2,00 per evento, e il totale del biglietto deve arrivare almeno a 10,00. Le multi a tre leg vengono da sé con quei numeri: tre eventi a quota 2,00 danno una quota totale di 8,00, che non basta; serve almeno un leg sopra 2,00 o un quarto leg.

Il costo medio di quel percorso è un costo da margine. Se si gioca su mercati con payout intorno al 95 %, i 150 € di volume restituiscono in media circa 142,50 €, e la differenza, poco più di 7 €, è il costo medio atteso dell’operazione, senza contare che le giocate su multi a tre leg hanno tipicamente un margine complessivo più alto di quello di una singola e quindi un costo superiore. È una stima: un valore medio su molte giocate nelle stesse condizioni, non un risultato garantito su questa singola settimana. Per il giocatore che a fine percorso ritira il bonus, il conto resta comunque ragionevole. Per il giocatore che non ci arriva in sette giorni, il conto è la cifra giocata e basta.

Le condizioni che alzano silenziosamente il costo

Nelle condizioni di NetWin ci sono clausole che un lettore distratto salta e che invece pesano. L’esclusione delle scommesse live è la più severa, perché il live è il formato in cui molti giocatori passano la maggior parte del tempo: significa che quelle giocate non contano per il rigioco. L’esclusione delle antepost toglie i mercati a lungo termine, che sono quelli dove le quote sono più alte e più utili al fine di maturare volume con poche giocate. L’esclusione delle giocate con cash out attivo chiude la porta a chi usa lo strumento per ridurre l’esposizione.

Il bonus di benvenuto sport di William Hill ha una struttura diversa e va letta allo stesso modo. Il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, ed è erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.

Qui il vincolo è di natura diversa, e più pesante di quanto sembri. Cinque selezioni in una multipla con quota minima 5.00 per ciascuna selezione significa costruire un biglietto con una quota complessiva enorme, perché cinque quote da 5,00 moltiplicate fra loro superano di molto il centinaio. Il deposito minimo di 20 € e la scadenza di 7 giorni sono i vincoli facili. Il vincolo sulle selezioni è quello che decide se il bonus si sblocca. E va detto che il bonus è erogato in tranche da 10 €: non è una somma unica disponibile subito, ma un credito che si materializza un pezzo alla volta.

C’è poi una differenza di fondo fra i due tipi di offerta che spesso sfugge. William Hill parla di bonus cash, cioè di denaro reale accreditato. NetWin parla di un bonus da sbloccare con un giro di puntate. Un free bet, invece, è un’altra cosa ancora: la sua puntata di solito non viene restituita in caso di vincita, quindi il suo valore è inferiore al suo valore nominale. Un’offerta «a rischio zero» che rimborsa come free bet non è un rimborso in denaro, e chi la legge come tale sbaglia di un fattore che dipende dalla quota.

Come leggere una quota senza farsi ingannare

Una quota alta non è generosità. È una probabilità implicita bassa, e quindi un evento che il bookmaker ritiene improbabile, più il margine. La quota 1,85 su un esito non è più onesta della quota 1,85 su un altro: sono lo stesso prezzo su due cose diverse.

Il modo pratico per leggere una quota è convertire. Una quota 1,85 corrisponde a una probabilità implicita di circa il 54 %; una quota 3,00 a circa il 33 %; una quota 5,00 a circa il 20 %. Questo passaggio trasforma il listino in qualcosa che si confronta con il proprio giudizio sulla partita, che è l’unica operazione di valore che un giocatore può fare. Il margine non si batte: si sceglie soltanto su quale mercato pagarlo. E si paga su tutti, sempre.

Sul margine dei cartellini vale un’avvertenza che riguarda specificamente i mercati di nicchia: il payout di un mercato sui cartellini non è il payout dell’1X2, e non è lo stesso nemmeno fra un mercato sui cartellini gialli e uno sui gialli e rossi. Sono mercati con meno volume, e il bookmaker costruisce il prezzo con più margine. Chi usa i cartellini per maturare volume di rigioco paga quindi un prezzo più alto di chi usa l’esito finale, ed è una scelta che ha senso solo se al mercato di nicchia si attribuisce un valore informativo reale.

Cash out, sistemi e virtuali: i costi laterali

Il cash out merita il paragrafo che gli ho promesso. Chiudere una giocata prima della fine significa accettare una proposta dell’operatore, e quella proposta è costruita con un margine. Il prezzo della certezza è quasi sempre superiore a quello che la giocata aperta vale in media. Detto altrimenti: il cash out non è uno strumento di gestione del rischio gratuito, è un secondo mercato in cui si paga un secondo margine.

I sistemi hanno un costo di altra natura. Un sistema copre più combinazioni di una multipla con lo stesso numero di selezioni, e questo riduce la varianza ma moltiplica il volume giocato. Su un percorso di rigioco, un sistema fa maturare volume più in fretta — e fa pagare più margine, perché ogni combinazione è una scommessa a sé. Chi ha poco tempo per sbloccare un bonus può trovarlo comodo, ma la convenienza è temporale, non economica.

I virtuali sono l’esempio più puro di mercato in cui la quota non si può giudicare. Le scommesse su eventi simulati sono eventi generati al computer o eventi reali preregistrati, e non c’è modo di valutare la probabilità di un risultato con alcuna informazione sul mondo. Si gioca contro un payout, e nient’altro. Chi cerca i cartellini non li troverà lì, ma chi cerca volume di rigioco li troverà comodi, e pagherà quell’agio in margine.

I dieci marchi, uno per uno: quanto costa giocare da ciascuno

Ogni scheda parte dalla concessione, che è la cosa verificabile, e passa a quello che l’operatore dichiara. L’ordine è quello della classifica in apertura.

Eurobet: la copertura larga e il vantaggio delle multiple

La concessione è la n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su sito .it proprio. L’app copre scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets.

Il valore di questa configurazione sta nel fatto che le tre tipologie di giocata stanno nello stesso posto e lo storico è consultabile. Per chi costruisce i percorsi di rigioco e ha bisogno di sapere quante giocate ha già piazzato in una settimana, la pagina My Bets è uno strumento pratico più di quanto non sembri: senza quello storico si finisce a contare a memoria, e si sbaglia. La società è la stessa che gestisce altri domini del gruppo, e la concessione resta per sito: chi apre un conto su Eurobet non porta con sé alcun diritto sui siti collegati.

William Hill: l’unico regolamento dei cartellini scritto per esteso

La concessione è la n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc. Il marchio è l’unico dell’elenco che mette per iscritto come si contano i punti. Un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore. Nei mercati che contano soltanto i gialli, il doppio giallo vale due punti e nessun rosso entra nel conteggio finale. Nei punti cartellino, un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti. Contano solo i giocatori in campo: fuori le panchine, gli allenatori e i cartellini dopo la fine della partita. La refertazione segue i dati del sito ufficiale della manifestazione, con il ricorso a un fornitore esterno solo se quei dati non sono disponibili e, in casi particolari, alla registrazione video del match.

Il Player Builder aggiunge un modo di combinare sulla stessa partita un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito e almeno un tiro nello specchio della porta. È la funzione che rende i cartellini utilizzabili dentro una costruzione ragionata invece che come scommessa isolata.

Il bonus sport ha le condizioni descritte in precedenza: 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.

Il verdetto su questo marchio si scrive da sé su un punto che nessun altro copre: il regolamento dei cartellini è così dettagliato che rende il mercato giocabile in modo consapevole, e questa è una qualità che il giocatore scopre solo quando gli manca. Il costo sta nella formula del bonus, dove il vincolo delle cinque selezioni a quota minima 5.00 è più impegnativo delle condizioni che gli altri operatori mettono per iscritto nei propri termini.

Lottomatica: il listino sportivo più ampio, i cartellini non nominati

La concessione è la n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

La copertura è la più ampia della lista e il live con streaming è un vantaggio concreto per chi scommette in corso d’evento: vedere la partita dentro la piattaforma evita il passaggio a una seconda schermata. Sul cartellino, però, la comunicazione dell’operatore non dice nulla.

Il nodo è questo: chi cerca i cartellini di una partita italiana specifica lo fa su un listino dove la copertura generale è massima, e quindi ha buone probabilità di trovare il mercato in match. Chi vuole sapere prima quali regole si applicano al conteggio deve guardare altrove. Chi punta su un solo mercato di nicchia non guadagna nulla dalla copertura di F1 e MotoGP: guadagna il giocatore che alterna sport diversi nella stessa settimana e vuole il volume di rigioco. La concessione, e la società che la intestataria, restano per sito.

Sisal: i cartellini dentro un catalogo di giocate, con il Cash Out

La concessione è la n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a. Fra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

La presenza delle espulsioni accanto a tiri e rigori dice qualcosa di utile: il cartellino è trattato come una voce fra i mercati secondari, non come una proposta a sé. Per chi cerca il mercato, questo significa che va cercato dentro la partita, non nel menu principale.

Il Cash Out è lo strumento che questo marchio mette avanti, e va usato con la consapevolezza già espressa: è un secondo mercato con un secondo margine. Chi chiude una giocata sui cartellini quando un difensore è già ammonito sta pagando per una certezza che vale meno della sua probabilità reale. Sul catalogo, però, la varietà di combinazioni offre a chi ha bisogno di volume molta materia prima; il conto da fare è se quella materia prima convenga rispetto a mercati con margine inferiore.

AdmiralBet: i limiti di gioco più granulari della lista

La concessione è la n. 16048, intestata a Admiral Bet S.r.l. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione il marchio chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato vale dopo 7 giorni.

Messo accanto agli altri, questo è il blocco di tutele più dettagliato dell’elenco, e lo è su un aspetto che non ha nulla a che vedere con la quota. La granularità giornaliera del limite di ricarica è la differenza fra un limite che dice «non più di tanto al mese» e uno che dice «non più di tanto oggi»: sul secondo un giocatore che si è prefissato un tetto settimanale non può bruciarlo in una serata. È una funzione, non un vincolo, ma è la funzione più utile che un operatore possa offrire a chi vuole controllarsi, e nel confronto pesa più di mezzo punto di quota.

Betsson: migliaia di eventi, cartellini non nominati

La concessione è la n. 16027, intestata ad Azzurri Limited. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La scala dell’offerta è la caratteristica principale, e ha un effetto pratico sul giocatore di bonus: con migliaia di eventi pre-match e live è difficile restare senza partite su cui costruire le multiple richieste dal rigioco. Il rovescio della medaglia è la profondità: su un catalogo così vasto la voce «marcatori» può significare molte cose diverse e il cartellino va cercato dentro il singolo evento. La società condivide la titolarità della concessione con un altro marchio dell’elenco, il che spiega una certa parentela nelle logiche di prodotto. Chi cerca quantità di partite lo trova qui; chi cerca una definizione scritta del conteggio deve guardare altrove.

Planetwin365: la diretta streaming come prodotto centrale

La concessione è la n. 16007, intestata a Pwo S.p.a. Il marchio offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.

Il palinsesto quotidiano su sport minori è una scelta precisa e ha un pubblico preciso: chi gioca basket o tennis tavolo non trova lo stesso spazio altrove. La logica della piattaforma è la diretta, e i cartellini, che sono un mercato intrinsecamente live — i cartellini arrivano quando la partita si accende, non prima — si inseriscono bene in questa impostazione.

Per chi vuole seguire le giocate in corso, la diretta streaming toglie un costo non monetario, cioè il tempo di passare a una seconda fonte. Per chi invece cerca il mercato in pre-match e vuole costruirsi il volume con calma, il palinsesto su sport minori è pane per i suoi denti quanto a numero di eventi disponibili.

Betfair: gli esiti principali e i mercati a quote maggiorate

La concessione è la n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, oltre alla sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Betfair è il marchio che la stampa di settore descrive come il primo a portare in Italia il betting exchange, il gioco definito dall’art. 6, comma 1, lett. e) e dall’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024, dove il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto. La documentazione dello stesso marchio è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi.

Questo cambia la lettura del margine, e vale la pena dirlo con precisione: su un exchange il prezzo lo fanno gli altri giocatori e il concessionario incassa una commissione, non un margine incorporato nella quota. È un modello diverso da quello di tutti gli altri marchi della lista, e per chi gioca volumi alti la differenza può contare. La puntata minima di 200 centesimi con passi da 50 impone però un taglio preciso alle giocate, e i mercati di nicchia come i cartellini — dove il volume è basso — non sono il terreno naturale di un exchange: senza controparte non c’è prezzo. La sezione Supercombo con quote maggiorate resta il posto dove i cartellini possono comparire dentro una combinazione.

StarCasinò: il casinò con un bookmaker dentro

La concessione è la n. 16026, intestata ad Azzurri Limited. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il marchio è casinò-prima, e va detto senza girarci intorno: chi arriva qui per le slot trova le scommesse come reparto aggiuntivo, non come prodotto principale. La concessione è la stessa di Betsson, quindi due siti dello stesso gruppo si trovano entrambi in questa lista, separati solo dal posizionamento.

Per un giocatore interessato ai cartellini, la domanda non è se il mercato esista, ma se valga la pena aprire un conto su una piattaforma costruita attorno a un altro prodotto. La concentrazione dichiarata è sui «principali eventi», il che restringe il campo rispetto a chi promette migliaia di partite. Chi cerca un conto unico che copra sia il gioco sia le scommesse può trovarlo comodo; chi gioca cartellini due volte a settimana farà prima a scegliere un bookmaker con l’offerta sportiva in primo piano.

NetWin: il bonus con i vincoli più stretti del gruppo

La concessione è la n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a. Per sbloccare il bonus Sport-50 il marchio chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00, escludendo sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Tre volte il deposito è un requisito di puntata nella media del mercato italiano, e sette giorni è una finestra normale. Il costo vero sta nelle esclusioni, che restringono il campo più di quanto il fattore di rigioco suggerisca: senza live, senza antepost e senza cash out attivo, le giocate utili si riducono a un sottoinsieme specifico del listino, e chi passa metà del suo tempo sul live deve cambiare abitudini per una settimana. La quota minima di 2,00 per evento e i tre leg obbligatori spingono verso un profilo di giocata aggressivo, dove il margine complessivo è più alto.

Il verdetto, per questo marchio, ruota attorno a una scelta: chi accetta di concentrare la settimana su pre-match a tre leg con quote alte ha un bonus sbloccabile; chi gioca live o usa il cash out come strumento abituale pagherebbe il bonus con un cambiamento di abitudini che vale più dei 50 €. Il conto non è economico, è di comodo — ma è comunque un conto da fare prima di depositare, non dopo.

Le regole che il lettore incontra solo quando ha già depositato

Le due regole che seguono riguardano il denaro, e in entrambe il fisco non chiede nulla al giocatore che sta su un concessionario regolare. Vale la pena metterle in chiaro perché sulla rete circolano versioni sbagliate.

Sui prelievi, il tema non esiste: le somme pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario. La stampa di settore lo riporta, nel 2024 e nel 2026, con la formula «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica, non un documento pubblicato da un’autorità fiscale, e per una posizione personale la via corretta resta quella di consultare un commercialista.

Sui siti non autorizzati il discorso cambia per intero, ed è la parte che nessuno legge. Una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, la n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è indicata, e la posizione va espressa per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e questo non è consulenza fiscale.

Il quadro si completa con l’imposta che l’operatore paga, perché è quella che determina quanto margine serve a un bookmaker per stare in piedi. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote. Le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. La proposta di portare le aliquote al 21 % e al 25 %, contenuta nel «Decreto Sport», non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Vale la pena tradurre questo in una conseguenza per il lettore. Un concessionario che versa il 24,5 % sulla differenza fra puntate e vincite ha un costo di struttura che entra nella costruzione delle quote e nelle condizioni di rigioco, e che non ha un corrispettivo offshore: un brand senza concessione non versa quell’imposta in Italia. Ma non versa nemmeno nulla al RUA, all’Agenzia e alle tutele descritte nella sezione sul gioco responsabile, ed è questa la parte del confronto che conta per chi gioca.

Pubblicità, bonus e il grande equivoco del Decreto Dignità

Il Decreto Dignità, all’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli lo richiama in una comunicazione del 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».

L’AGCOM vigila sull’applicazione del divieto, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto valorizza la pubblicità del gioco pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile, e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il proprio logo.

La cronaca recente è più movimentata del testo. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 il TAR Lazio ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla questione se il divieto dovesse essere notificato. È stata proposta, ma non è legge, una modifica di Forza Italia alla manovra 2026 per rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: il suo esito non è dato sapere, e alla data della verifica il divieto resta in vigore.

Su questo terreno si consuma l’equivoco più diffuso fra i giocatori. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. I bonus di benvenuto esistono, sono legali e si trovano nelle condizioni degli operatori. Quello che il decreto vieta è farne pubblicità attraverso i canali che elenca. E non esiste alcun tetto di legge all’importo di un bonus né al suo requisito di rigioco: importi, giocate richieste e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore, e sono l’unica fonte da leggere.

Ricariche, prelievi e i binari che non ci sono

Un conto di gioco si alimenta in più modi. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche, e l’Agenzia tiene un registro dei punti abilitati: tabaccai e ricevitorie che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. I punti di ricarica non possono pagare vincite né consentire prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.

Questo dettaglio spiega una scena che molti hanno visto senza capirla: al tabaccaio si mettono soldi dentro, non si tirano fuori. Chi ha vinto deve passare dal conto, e dal canale di prelievo scelto in fase di registrazione. Saperlo prima evita la sorpresa di scoprire che l’unico punto sotto casa serve solo a caricare.

I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono le carte, PostePay e altre carte prepagate, i portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in contanti in tabaccheria. Ogni operatore ha la propria lista nelle condizioni, ed è quella che vale. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non esiste una norma che elenchi i binari approvati.

C’è infine una disposizione che vale la pena conoscere. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La sua entrata in vigore non è confermata. Se e quando arriverà, il canale di pagamento diventerà un filtro in più, e sarà un filtro più efficace di un blocco DNS che il giocatore può aggirare cambiando fornitore.

Domande frequenti sui cartellini e sulle concessioni

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, si cerca il marchio e si confronta il codice con quello dichiarato dall’operatore nelle proprie condizioni generali. L’elenco non indica però quali giochi il concessionario possa offrire: la presenza in elenco dimostra la concessione, non l’esistenza di un’offerta di scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Puntando 10 € a quota 1,85 si ricevono 18,50 €, di cui 8,50 € sono guadagno netto. In una multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano fra loro e danno un’unica quota finale.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti di uno stesso mercato, ottenute dividendo uno per ciascuna quota. Su un esempio illustrativo a due vie con 1,90 e 1,90 la somma supera l’unità di circa il 5 %: quella parte in eccesso è il margine, e la quota di puntate restituita ai giocatori è di circa il 94,9 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Al momento della registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Una riduzione ha effetto immediato, mentre un aumento richiede sette giorni di attesa. La legge non fissa un tetto in euro alle puntate sportive: gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite scelto in registrazione.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le somme pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario. La ricostruzione è quella riportata dalla stampa di settore, non un documento di un’autorità fiscale: per la propria posizione conviene consultare un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non autorizzato?

Un sito privo di concessione non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, non è sottoposto alla vigilanza dell’Agenzia e non offre le tutele previste per i concessionari. Può essere oggetto di inibizione dell’accesso a livello DNS, e l’art. 4 della Legge 401/1989, come richiamato dall’Agenzia, prevede ammenda e arresto fino a tre mesi anche per chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari.

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