Scommesse sul basket: chi ha la concessione, quanto costa il margine
Il basket si scommette in Italia solo su eventi che stanno dentro un palinsesto approvato da ADM, e ADM pubblica un elenco di 52 concessioni remote ciascuna legata a un sito .it. Quell’elenco non ha una colonna che dica cosa si può giocare: la concessione è il permesso, non il listino. Chi cerca dove puntare su una partita di Serie A o di Eurolega trova quindi due domande distinte — chi è autorizzato, e cosa offre davvero — e le risposte vivono in posti diversi.

Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM e sulle condizioni contrattuali dei singoli operatori.
Il quadro normativo: cosa significa avere una concessione
La parola che il mercato continua a usare è AAMS, sigla di un ente che non esiste più con quel nome. Oggi si scrive ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e le licenze si chiamano concessioni: non licenze aperte, ma affidamenti da gara pubblica. Il testo che regge tutto è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024 e dedicato al riordino del settore dei giochi pubblici a distanza.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire in remoto con una concessione, e alla lett. a) mette le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli. Il basket sta lì dentro, come sport, e non ha un capitolo suo: nessun comma parla di pallacanestro. Alla lett. e) compare una cosa diversa, il betting exchange, dove il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. Alla lett. f) il bingo. Sono giochi separati, e un concessionario può chiederne uno, tre o cinque in combinazione.
Quanto dura. L’art. 6, comma 3 fissa il tetto a nove anni, senza rinnovo automatico, per i vincitori della gara. I requisiti stanno al comma 5 e includono una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fermi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3): è la ragione per cui un operatore appena entrato e uno entrato prima pagano cose diverse.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Letto il 25 ottobre 2026, l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.
La concessione è per sito, non per azienda. È il dettaglio che manda all’aria il modo in cui si legge di solito un confronto. Un marchio con concesisone su un dominio .it non porta automaticamente quel permesso su un dominio estero dello stesso gruppo, e un nome che compare in una classifica non è un nome autorizzato: la classifica è un genere editoriale, la concessione è un atto amministrativo.
Il palinsesto decide cosa puoi giocare, prima di qualsiasi quota
L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, ippici e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. La conseguenza è secca: si può accettare una giocata solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. Un campionato non entra tutto insieme; ADM aggiunge gli eventi uno per uno. A settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.

Cosa contenga esattamente il palinsesto di un singolo operatore, quali sport e quali tipi di giocata, non è pubblicato da nessuna parte in forma aggregata. La verifica pratica sta nel programma dell’operatore: se la partita di Eurolega c’è, è perché è stata approvata; se non c’è, nessuna quota mancante è un errore.
Un caso che vale la pena isolare è l’ippica, dove la legge distingue due cose che il linguaggio comune confonde. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a) e vivono dentro la concessione per le scommesse sportive. I giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — stanno alla lett. c), con definizione all’art. 2, lett. h), e richiedono una concessione propria. Se un marchio raccolga totalizzatori di ippica nazionale online, non risulta da nessuna parte.
Gli eventi simulati hanno anch’essi una definizione tecnica: l’art. 2, lett. v) parla di scommesse su eventi simulati, cioè competizioni generate al computer e mostrate con animazione o con la registrazione di un evento reale, ammesse dentro la concessione per le scommesse sportive. Per il basket significa una cosa sola: le partite virtuali che gli operatori tengono nella sezione «Virtuali» non sono una competizione, sono un prodotto con regole sue, e il margine incorporato non ha nulla a che vedere con quello di un incontro vero.
Regolamento basket e mercati live: dove la legge tace
Chi cerca il regolamento delle scommesse basket live cerca in realtà due cose diverse, e nessuna delle due è un regolamento ADM.
La prima è il regolamento della competizione: quanto dura una partita, quando un risultato è definitivo, cosa succede se si gioca oltre i tempi regolamentari. Le partite NBA si compongono di quattro quarti da 12 minuti, quelle FIBA di quattro quarti da 10 minuti, e i tempi supplementari durano cinque minuti ciascuno. Una partita FIBA chiusa in parità dopo quaranta minuti va ai supplementari, e la scommessa su chi vince si decide lì: per questo i mercati 1X2 sulla pallacanestro non hanno quasi mai il segno X, e quando un operatore lo offre il pareggio vale solo per i tempi regolamentari. Le regole su cosa accade se un incontro viene sospeso o rinviato stanno nelle condizioni dell’operatore, non in un testo unico.
La seconda cosa che si cerca è il regolamento dei mercati in gioco: quali mercati sono aperti, con quali ritardi, come si comportano le quote mentre il cronometro corre. Le norme ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi coperti non sono note, e nessuna lista pubblica di mercati live esiste. Il che significa una cosa concreta per chi legge: in assenza di una griglia pubblica, l’unico punto di riferimento è il regolamento dell’operatore, quello che si trova nelle condizioni contrattuali o nella pagina di assistenza, e va letto prima di aprire il pannello live, non dopo che una giocata è andata storta.
Il quadro legale, invece, è chiaro su un punto che riguarda tutti: l’età minima è 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la tutela dei minori di età fra i principi del riordino, le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il divieto è anche scritto nelle pagine di apertura conto degli operatori.
Autoesclusione e limiti: cosa cambia quando decidi tu
Il registro che conta, per chi gioca in Italia, si chiama RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, operativo dal 2018. L’iscrizione blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche sul territorio. Non è una funzione del singolo operatore: è una lista a cui i concessionari sono collegati, e sta per questo fuori dalla logica del confronto fra marchi. Un conto bloccato dal RUA è bloccato ovunque.
E c’è il rovescio, che è la parte utile. I siti senza concessione non sono collegati al registro. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com estero non trova nessuno che lo fermi, perché nessuno è tenuto a fermarlo: la protezione esiste solo dentro il perimetro dei concessionari.
L’art. 15, comma 1, lett. e) impone al concessionario di offrire strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto — vale a dire che si può chiedere di chiudere il casinò e tenere aperto lo sport. Per quanto tempo e in quali forme, lo dicono i termini degli operatori e le pagine ADM. Un dato da tenere a mente: dal 1° febbraio 2026 le forme parziali di esclusione sono entrate in funzione, con durate che vanno da 7 a 270 giorni oppure a tempo indeterminato, con revoca possibile dopo nove mesi.
I termini di AdmiralBet dicono come questo si traduce in pratica. La casa prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. Le stesse condizioni chiedono in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Qui sta il punto che sfugge: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La finestra esiste per togliere valore alla decisione presa a caldo, ed è la ragione per cui alzare un tetto il venerdì prima di una partita non serve a niente.
Sui limiti di deposito la legge fa un passo in più. L’art. 15, comma 1, lett. b) prevede tetti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore, dentro protocolli approvati da ADM. Alla lett. a) stanno gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; alla lett. c) i messaggi automatici su durata e spesa; alla lett. f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Quanto valga il tetto che ADM fissa nel bando non è noto.
C’è infine un obbligo di informazione che vale la pena conoscere: l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Il Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’azzardo, 800 55 88 22, è il numero che gli operatori indicano ai residenti in Italia. bet365 lo riporta nella propria informativa, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. Sono strumenti diversi dal RUA e non lo sostituiscono: una pausa da un operatore ferma quel conto, il registro li ferma tutti.
Identificazione: il conto, la scadenza dei 30 giorni e SPID
Un conto di gioco richiede identificazione piena. Le strade sono due: il modulo con copia di un documento, oppure l’identificazione digitale. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e Goldbet offre la CIE attraverso un provider SPID.
C’è una regola che conviene sapere prima di iniziare, perché la scansione del documento non finisce lì. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Trenta giorni sembrano molti. Non lo sono se il conto si apre una sera per un anticipo di Eurolega e il documento resta nella borsa per un mese: la partita finisce, il saldo no.
Ricariche, prelievi e il tempo che passa fra una cosa e l’altra
Mettere denaro su un conto di gioco in Italia è meno banale di quanto sembri dai banner degli operatori. Esiste un canale che nessun altro mercato ha, ed è regolato: i punti vendita ricariche dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024. Sono tabacchi e ricevitorie iscritti a un registro ADM, e possono fare una cosa sola: ricaricare il conto online su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana complessivi. Non pagano vincite, non restituiscono saldo. L’iscrizione al registro costa 100 € l’anno al punto vendita.
Il tetto dei 100 € settimanali in contanti non è una limitazione dell’offerta, è il perimetro di quel canale. Chi ricarica così sta usando denaro fisico e accetta il limite; chi vuole muoversi diversamente passa dagli strumenti elettronici.
Le rotaie che le pagine di confronto mostrano sui concessionari ADM sono: carte di credito e debito, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria attraverso servizi come SisalPay e Mooney. Ognuno di questi deve essere presente nell’elenco che il singolo operatore pubblica nei propri termini: non è una lista di mercato, è la lista di quel marchio.
Sul versante delle criptovalute la situazione è aperta. Presso i concessionari ADM la questione non è definita e nessuna norma nota indica le rotaie approvate, il che per un lettore si traduce in una regola semplice: se un operatore non elenca le cripto nei propri metodi, il punto non esiste da discutere.
Un’ultima norma vale come avviso. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione. L’entrata in vigore non è confermata. Se e quando arriverà, la conseguenza è di quelle che si sentono: pagare diventa la parte difficile dell’offerta non autorizzata, perché non è il sito a essere lento, è la catena che non lo tocca.
Quanto ci mette un prelievo dipende dal canale scelto e dai tempi di verifica dell’operatore, e qui la differenza fra operatori è reale ma non ha una classifica ufficiale. Il prelievo è anche il momento in cui si scoprono le condizioni lette male: un conto non validato non preleva, un documento caricato e non confermato blocca tutto, e la scadenza dei 30 giorni di cui sopra ha il suo effetto proprio qui.
Scommesse live e cash out: il costo dell’immediatezza
Il live è il prodotto che tutti i grandi operatori offrono, e ADM non pubblica né l’elenco dei mercati live né le regole su ritardi e copertura degli eventi. Da questa assenza discendono due fatti pratici.
Il primo riguarda le quote. Un mercato live non è il mercato pre-partita con un orologio sopra: è un listino ricostruito in continuazione, e a ogni ricostruzione il margine si sposta. Le condizioni dell’operatore, che restano l’unico testo disponibile su ritardi e sospensioni, non sono un accessorio da legali: sono il regolamento della giocata.
Il secondo riguarda il cash out, che in Italia è entrato stabilmente nel vocabolario e resta in inglese. Sulle app compare in due varianti che vale la pena distinguere. Sisal elenca il Cash Out come funzione per chiudere la giocata prima che l’evento finisca, e accanto mette la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia e i mercati Goal, No Goal e Multigoal; SNAI offre la funzione per chiudere la schedina prima della fine e affianca i mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori. Il cash out non è un mercato: è una proposta di chiusura che l’operatore fa al prezzo che decide lui, ed è per definizione un prezzo peggiore di quello che il mercato esprimerebbe da solo. Chiudere una multipla a metà significa comprare la certezza pagandola un margine, e su una multipla il margine si somma a quello di ogni gamba.
Un’ultima nota riguarda il vocabolario. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita live. Lo streaming dentro l’app cambia l’esperienza ma non il prezzo: vedere la partita in diretta non riduce il margine che l’operatore applica al mercato che stai giocando.
Basket live: perché il 1X2 non è il 1X2 del calcio
Chi arriva al live dal calcio porta con sé quattro abitudini sbagliate, e vale la pena metterle in fila perché ognuna ha una conseguenza sul mercato.
La prima è il segno X. Un incontro di pallacanestro non finisce in parità: i regolamenti prevedono i supplementari, cinque minuti ciascuno, e si continua finché un vincitore c’è. Un mercato con tre esiti in pallacanestro esiste solo se è riferito ai tempi regolamentari o a un’altra condizione, e va letto con attenzione al nome del mercato, non alla casella che somiglia a quella del calcio.
La seconda è il ritmo del punteggio. Nel calcio un gol cambia il mercato di rado e il prezzo regge per minuti; nel basket i canestri arrivano a sequenze di dieci punti in due minuti, e la quota live si muove di conseguenza. Il pannello live di un operatore che non aggiorna abbastanza in fretta produce prezzi vecchi, e un prezzo vecchio non è un’occasione: è un errore che l’operatore può contestare.
La terza è la meccanica del gioco, che chi scommette spesso non conosce nei dettagli. Ogni squadra ha cinque giocatori in campo alla volta, con sostituzioni illimitate durante le interruzioni; un canestro dal campo vale 2 punti, o 3 se tirato da oltre la linea dei tre punti, e un tiro libero vale 1 punto. Il canestro è a 10 piedi, cioè 3,05 metri, dal campo a quasi tutti i livelli di competizione. Da qui nasce quel mercato che in Italia si cerca con «basket scommesse 1 hh» o «1hh scommesse basket significato»: l’handicap, il «1 HH» delle schedine, che serve ad appianare due squadre di forza diversa. Con un handicap di −5,5 la favorita deve vincere almeno da sei; con +5,5 l’altra resta vincente anche perdendo di cinque. La mezza unità elimina il caso raro ma reale del pareggio con handicap.
La quarta è il contesto. La pallacanestro maschile è entrata per la prima volta ai Giochi Olimpici a Berlino 1936, quella femminile nel 1976, e il 3×3 è disciplina olimpica dal 2020. Il 3×3 non è un formato di scommessa: è un’altra competizione, con regolamento e ritmi propri, e va trattata come tale.
Metodi, analisi e ciò che le quote già contengono
Chi cerca «come vincere alle scommesse di basket» cerca un metodo. Il metodo esiste, ma non è quello che la ricerca porta a immaginare: è un modo di perdere meno, non un modo di sapere prima cosa accadrà.
Il punto di partenza è il bankroll, che in Italia si chiama con una parola più sobria: il limite di deposito che hai scelto. Un tetto di spesa giornaliero, settimanale o mensile non è una formalità di registrazione. È il perimetro entro cui una strategia può esistere senza trasformarsi in una perdita che non potevi permetterti, ed è l’unica variabile interamente sotto il tuo controllo. Ricordando che un limite ridotto vale subito e uno aumentato aspetta sette giorni: la struttura della piattaforma rema a favore della cautela.
Il secondo punto è che non esiste una quota senza margine. Un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90 restituisce meno di quanto incassato, sempre, in modo matematico. Lo vediamo con i numeri nella sezione sul margine: è il calcolo che toglie senso alla ricerca del «bookmaker che paga meglio» come se fosse una questione di fortuna.
Il terzo è la scommessa come valutazione, non come previsione. Un algoritmo per le scommesse sul basket, nella pratica, mette insieme i dati disponibili — rendimento offensivo, ritmo di gioco, riposo fra le partite, assenze — e produce una probabilità. Se quella probabilità è più alta di quella implicita nella quota, la giocata ha valore; altrimenti no, e nessuna analisi la trasforma in una giocata buona. La stima delle assenze è la parte più fragile di qualsiasi modello sulla pallacanestro, perché in un roster di dodici la perdita di un uomo da venticinque minuti cambia i numeri più di quanto cambi l’umore di uno spogliatoio di calcio.
Il quarto punto riguarda il formato. Un sistema, le multiple a cinque, le combo, non aumentano la probabilità di indovinare: moltiplicano le quote e moltiplicano il margine trattenuto. Vale la pena scriverlo in modo diretto, perché è la trappola più comune: su una multipla il margine non si somma, si compone. Il che significa che una multipla a cinque gambe non raddoppia il costo, lo eleva. È esattamente per questo che i formati combinati sono i più pubblicizzati e i meno convenienti per chi li gioca.
Da qui, una nota sui consigli che circolano nei giorni di partita. Un pronostico su una partita di Serie A o di Eurolega non vale più di un pronostico su una gara NBA di notte: il margine applicato all’una e all’altra è ciò che determina il risultato atteso, e su un listino più largo e meno frequentato il margine è tipicamente più alto. Non c’è un campionato generoso per definizione.
Come si leggono le quote: dal 1,90 al margine nascosto
Una quota decimale come 1,90 dice una cosa sola, e chi la legge come «il 90 % di probabilità» sbaglia due volte.
La prima volta sbaglia perché 1,90 corrisponde a una probabilità implicita del 52,6 %, cioè 1 diviso 1,90. La seconda perché in quel 52,6 % è già annegato il margine dell’operatore: la probabilità implicita di una quota è sempre più alta di quella vera, ed è quella differenza che paga il bookmaker.
Quanto pesa quel margine lo si vede solo mettendo insieme tutti gli esiti dello stesso mercato. Il calcolo è la somma dei reciproci delle quote di tutti gli esiti di un solo mercato: si prende il payout, cioè 1 diviso quella somma, e il margine è 100 % meno il payout.
Il margine di un mercato a due esiti: il conto passo per passo
Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, 1,90 e 1,90. Non è una quota quotata da nessun operatore: è l’esempio arrotondato che serve a vedere la meccanica.
I due reciproci sono 1/1,90 = 0,5263 ciascuno, e la loro somma fa 1,0526. Il payout share, cioè la quota di tutto il giocato che quel mercato restituisce, è 1 diviso 1,0526, che fa 0,95, ovvero il 95 %. Il margine è il complemento: il 5 %. Su cento euro giocati su quel mercato, novantacinque tornano indietro fra i vincitori e cinque restano all’operatore.
Perché il risultato va scritto come una banda e non come un numero secco. Il 5 % è il risultato di quote precise e arrotondate; sui mercati reali il margine cambia con la popolarità dell’evento, con il numero di esiti e con il momento in cui si gioca. Su un basket di Serie A, dove il mercato è seguito, il margine sta nella parte bassa di una forbice che va all’incirca dal 4 % al 7 %; su un campionato secondario o su un mercato con molti esiti sale. E il momento conta: la forbice di un mercato live, ricostruita di continuo, non è la forbice dello stesso mercato prima della palla a due.
Da questo discende una conseguenza che vale per tutta la pagina. Il margine è il costo di ogni giocata, si vinca o si perda, e non è negoziabile: nessuna strategia lo elimina, nessun pronostico lo aggira. Non esiste un operatore che lo porti a zero, perché è il compenso dell’operatore; esiste la differenza fra un operatore che lo tiene stretto su un mercato e uno che lo allarga. Cercare il bookmaker «migliore» ha quindi un senso preciso e limitato: si cercano i mercati con il margine più contenuto, non un risultato.
Su un’ultima cosa conviene essere netti. Se un sito promette di pagare più di quanto il mercato esprima, la differenza non nasce dal nulla: nasce da condizioni che stanno nei termini — un tetto alla vincita, una quota minima per qualificarsi, un requisito di rigioco — e quelle condizioni sono la vera quotazione.
Sport e competizioni: dove il palinsesto si allarga
Il basket è la parte visibile di un catalogo che gli operatori descrivono nei propri listini, e la differenza fra un marchio e l’altro sta meno nel numero di campionati che nella copertura delle competizioni.
Sisal ed Eurobet. Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Nella propria offerta compaiono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e accanto alle scommesse sportive l’app mette l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Due filosofie opposte dello stesso reparto: Sisal costruisce profondità sullo sport, Eurobet costruisce ampiezza perfino fuori dallo sport. Chi scommette basket e basta trova in entrambe le case le partite che gli servono, ma sul basket le due strade divergono nel numero di mercati per partita, non nel numero di partite.
Lottomatica e Goldbet. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi con quote e risultati in tempo reale e streaming. Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e segnala il bonus di benvenuto per chi scarica l’app e si registra. Sul basket si comportano da generalisti: nessuna delle due costruisce il posizionamento sulla pallacanestro, entrambe tengono i principali campionati dentro un catalogo centrato sul calcio. Per una partita di Eurolega o di Serie A va bene lo stesso; per chi cerca un listino profondo su un campionato estero minore la copertura è la variabile da verificare prima.
NetWin e StarCasinò. NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali che partono ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e il live score. StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò. Su StarCasinò l’ordine delle parole nel posizionamento è già la risposta: il casinò è il prodotto principale e lo sport la porta accanto, e chi cerca un catalogo basket profondo fa prima a guardare altrove. NetWin è il contrario dell’idea di scommessa da bar: accanto a dodici sport tradizionali mette gli esports e un reparto virtuale che riparte ogni due minuti.
Betsson. Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È la descrizione più asciutta del catalogo standard e non dice nulla di specifico sul basket, il che è in sé un’informazione: nessuna specializzazione dichiarata significa un listino generalista, con i mercati che il grande pubblico cerca.
bet365. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il basket compare in un elenco eterogeneo, e la partnership europea è la parte su cui la casa costruisce la riconoscibilità. Sul mercato italiano bet365 è anche il primo partner indicato per gli eventi Setka Cup autorizzati a settembre 2026: un segnale di come i nuovi eventi entrino nel palinsesto uno alla volta.
William Hill. William Hill assegna con l’Extra Bet Club una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. È un’offerta che parla di multipla, non di basket: ma proprio la struttura del formato spiega il senso dell’iniziativa, e ci torniamo nel confronto qui sotto.
2026: dieci concessionari a confronto
Dieci nomi, dieci concessioni, dieci società. La tabella mette accanto al numero di concessione la ragione sociale del concessionario e ciò che le condizioni della casa dichiarano sul tema di questa pagina: il basket, i suoi mercati e le regole che li riguardano. Il concessionario porta raramente il nome del marchio, e leggerlo è il modo più rapido per capire chi c’è davvero dietro un dominio.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini della casa sul basket e sui mercati |
|---|---|---|
| William Hill | Concessione n. 16044 — William Hill Malta Plc | Freebet Extra Bet Club: 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, su multipla da almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
| Betsson | Concessione n. 16027 — Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| AdmiralBet | Concessione n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o indeterminata; dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni. Limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile |
| Eurobet | Concessione n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto da calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica |
| Lottomatica | Concessione n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming |
| Goldbet | Concessione n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; bonus di benvenuto per chi scarica l’app e si registra |
| Sisal | Concessione n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket; Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal, No Goal, Multigoal e Cash Out |
| NetWin | Concessione n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. | Calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports; centinaia di eventi virtuali ogni 2 minuti, mercati 1X2, combo bet e marcatori, live score |
| StarCasinò | Concessione n. 16026 — Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali, accanto a slot e Live Casinò |
| bet365 | Concessione n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live; primo partner indicato per gli eventi Setka Cup autorizzati a settembre 2026 |
Tre cose balzano fuori dalla tabella e nessuna riguarda la simpatia per un marchio.
La prima è che Lottomatica e Goldbet sono la stessa società, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., con due concessioni distinte e due numeri distinti. Chi crede di scegliere fra due operatori indipendenti sta in realtà confrontando due vestiti dello stesso sarto, e la verifica è alla portata di chiunque: la ragione sociale sta nei termini di entrambi i siti.
La seconda è che Betsson e StarCasinò condividono la stessa società, Azzurri Limited, con concessioni separate. Vale la stessa lettura: due marchi, un concessionario, due concessioni, che è esattamente la logica per sito descritta dalla legge.
La terza è che il basket non compare allo stesso modo in ogni riga. Dove un operatore nomina la pallacanestro nel proprio listino, questo è il dato; dove non la nomina, non significa che non la copra, significa che le condizioni consultate non la citano. La differenza si verifica nel programma dell’operatore, non in una tabella, e chi legge deve sapere che una casella piena di elenchi generici non è una casella vuota: è una casella che parla di calcio.
Criteri di valutazione: tre domande che funzionano e una che non funziona
Se c’è un criterio inutile è «quale bookmaker AAMS per basket», come lo si legge di solito: come se esistesse un titolo specifico per la pallacanestro. Non esiste. La concessione è per il gioco a distanza e il basket ci sta dentro come sport; la lista ADM non distingue chi ha il calcio da chi ha la pallacanestro, e non lo farà.
Le domande che invece selezionano davvero sono tre.
La prima: l’operatore ha una concessione e su quale sito. Non su quale gruppo, su quale dominio .it. Un marchio presente su un .com estero non porta con sé niente di tutto questo, e per verificarlo basta leggere numero e società nei termini del sito su cui stai per registrarti.
La seconda: quanto costa il mercato che giochi. Non c’è una classifica ufficiale dei margini, ma due mercati si confrontano sempre: si prendono le quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato su due operatori e si calcola il payout con la formula dei reciproci. Una differenza di mezzo punto di margine su un mercato a due esiti è una differenza che si ripete su ogni giocata e su ogni campionato.
La terza: cosa promette l’offerta e sotto quali condizioni. Un importo promesso non è un importo ricevuto, e la distanza fra i due sta nei requisiti di puntata, nella quota minima e nel tetto alla vincita.
Una considerazione vale per tutti gli operatori dell’elenco. Quella di settembre 2025 è stata una gara, non un rinnovo: chi è dentro ha vinto un’asta al 13 novembre 2025 e ha nove anni davanti. Nessuno di questi marchi è «il più storico» o «il più affidabile» per ragioni anagrafiche: sono tutti partiti o ripartiti insieme, con lo stesso bando, lo stesso tetto di durata e gli stessi obblighi di limiti e autoesclusione. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026.
Il costo di un’offerta: dal bonus al tavolo
Vale la pena fermarsi sui formati, perché è lì che il denaro cambia direzione senza che il lettore se ne accorga.
Prendiamo una multipla. L’Extra Bet Club di William Hill chiede almeno 5 eventi e una quota totale minima di 10.0 per partecipare con una freebet da 5 €. Guardiamo cosa significa quella quota totale. Cinque eventi a quota 1,60 danno un prodotto di 10,49: si partecipa. Quattro eventi a 2,00 danno 16,00: si partecipa lo stesso. Ma ogni gamba porta con sé il margine del proprio mercato, e su cinque eventi quel costo non si somma: si compone. La probabilità di indovinare tutte e cinque le selezioni si moltiplica per se stessa, mentre il premio cresce più lentamente del rischio. Per questo una promozione sulla multipla conviene all’operatore prima che al giocatore, e non perché sia scritta male: perché è costruita sul formato.
Il caso RUA insegna la stessa lezione su un altro piano. Un’autoesclusione ha una durata, e dal 1° febbraio 2026 la forbice va da 7 a 270 giorni oppure a tempo indeterminato con revoca possibile dopo nove mesi. Chiedere il periodo più lungo sembra la scelta prudente e in effetti lo è; ma chi ha in mente di riaprire dopo due settimane guardi le date prima di chiedere l’iscrizione, perché il registro non ha una funzione di annullamento per ripensamento.
Il margine resta il costo che si paga sempre. Il 5 % del mercato illustrativo a 1,90/1,90 non è un’eccezione: su un listino reale si sta in una forbice che va dall’incirca il 4 % al 7 % sui mercati principali, e sale dove il gioco è meno battuto. Su una multipla a tre gambe, con quel margine su ogni gamba, il costo complessivo di una giocata supera il 14 % in termini di probabilità implicita. Su cento euro puntati in quel formato, la parte che in media non torna mai indietro è quella, prima di ogni considerazione sull’esito.
Concessione verificata: il controllo che fai in due minuti
Tre passaggi, e nessuno richiede una competenza particolare.
Si legge l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il nome del dominio su cui si sta per giocare: le righe sono legate a un sito .it, e un dominio che non compare non è autorizzato per quel dominio. Si apre la pagina dei termini del sito e si confrontano numero di concessione e ragione sociale con la riga trovata: è qui che si scoprono i due marchi sotto un solo concessionario e le concessioni che appartengono a società con nomi che non hanno niente a che vedere con l’insegna. Infine si controlla, nel programma dell’operatore, che l’evento su cui si vuole giocare ci sia davvero: il palinsesto è approvato evento per evento, e nessuna quota mancante è un disservizio — è semplicemente un evento che non è stato autorizzato.
La pubblicità del gioco: perché non la vedi
Il Decreto Dignità, all’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore e vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, culturali o artistiche, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni, affissioni e internet. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 nella formulazione integrale. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni vigila, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il decreto stesso promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portano il proprio logo (art. 3, lett. m e art. 15, comma 3). Il divieto colpisce l’annuncio, non l’esistenza del bonus: non c’è un tetto statutario all’importo di un bonus né un tetto al rigioco, perciò ammontare, requisiti di puntata e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. Ecco perché le cifre di un’offerta vanno sempre cercate nelle condizioni della casa.
Lo stato applicativo è in movimento. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica al bilancio 2026, di origine parlamentare, mirava a rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato reperito, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Il quadro dell’offerta illegale è quello che un lettore italiano incontra prima o poi. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco avviene a livello DNS e qualche fornitore resta indietro; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola esatta per il risultato è «oscurati».
Sul piano penale, ADM scrive il 28 febbraio 2024 che la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.
Da qui la differenza che conta fra un concessionario e un marchio .com che accetta giocatori italiani. La concessione porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un sito offshore non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione di carattere penale.
Tasse: chi paga, e cosa resta al giocatore
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa sta nel D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non è confermato. La misura è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Questa imposta la paga il concessionario, non il giocatore: è il punto che quasi nessuno mette in chiaro, ed è la ragione per cui le vincite pagate da un concessionario ADM arrivano senza trattenuta e non vanno dichiarate dal giocatore, perché il prelievo avviene alla fonte. La ricostruzione è quella riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso specifico la cosa sensata è consultare un commercialista.
Il discorso cambia completamente fuori dal perimetro. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va scritta per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Le dieci case, una per una
Le schede che seguono prendono ogni marchio per sé e chiudono con un giudizio. L’ordine non è una classifica: è l’ordine in cui i concessionari sono elencati, e un lettore che cerca solo il nome del proprio operatore può saltare direttamente alla riga che gli serve.
William Hill: la multipla come formato-promozione
La concessione è la n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, su William Hill. L’iniziativa che la casa mette in vetrina è l’Extra Bet Club: una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a un totale di 100 €, riservata a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e una quota totale minima di 10.0.
Il parametro 10.0 è il cuore dell’offerta e merita attenzione. Cinque eventi a quota 1,60 lo raggiungono appena (1,60 cinque volte fa 10,49), quattro eventi a 2,00 lo superano largamente (16,00). Non è una soglia che si supera per caso: è una soglia che si supera costruendo. E costruire significa cinque gambe di margine che si compongono. La freebet da 5 €, quando viene assegnata, è una freebet nel senso proprio del termine: la puntata non torna indietro con la vincita, quindi il valore reale sta nella parte di quota che effettivamente si incassa, non nell’importo scritto. Su un tetto di 100 € raggiungibile solo accumulando settimane di partecipazione, l’offerta premia la costanza in un formato che è anche il più costoso per chi lo gioca.
Il giudizio. Su William Hill il basket non è il centro di nulla: la casa costruisce la visibilità sulla Serie A e sul formato multipla. Chi cerca un listino profondo sulla pallacanestro, con mercati di dettaglio sul singolo incontro, non trova qui la propria casa; chi già gioca multiple di calcio e vuole un incentivo per farlo troverà nel club un meccanismo coerente con quello che fa, che è anche il motivo per cui conviene leggere le condizioni complete della freebet prima di considerarla un vantaggio.
Betsson: catalogo ampio, nessuna specializzazione dichiarata
Concessione n. 16027, Azzurri Limited, su Betsson. L’app Sportsbook & Casinò dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Leggendo la descrizione si nota cosa non c’è: nessuna menzione della pallacanestro, nessun torneo di riferimento, nessun numero di mercati per partita. È la descrizione standard di un catalogo generalista, e va valutata come tale. «Migliaia di eventi» è una misura della quantità, non della profondità: un listino con diecimila partite coperte in modo uniforme è diverso da un listino con tremila partite e venti mercati ciascuna. Il fatto che 1X2 e Under/Over siano i mercati citati dice che l’offerta è pensata per il grande pubblico, che è una scelta legittima e non una mancanza.
Il giudizio. Betsson è la scelta di chi vuole un banco generalista con un catalogo molto largo e non ha bisogno che il basket sia trattato come una specialità. Sulla pallacanestro il valore aggiunto non è dichiarato, e in assenza di una specializzazione il criterio che resta è il prezzo: vale la pena confrontare il margine sui mercati che si giocano davvero, perché è lì che questo profilo si misura.
AdmiralBet: gli strumenti di tutela scritti per essere usati
Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l., su AdmiralBet. È l’operatore dell’elenco su cui i termini dicono di più in materia di gioco responsabile, e non per vanteria: per dovizia di dettagli operativi.
L’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. In registrazione la casa chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
La coerenza fra questi due elementi è notevole, e vale la pena dirla: l’operatore sa che una decisione presa a caldo è reversibile e una presa a freddo no, quindi costruisce il sistema di conseguenza. La finestra dei sette giorni sull’aumento è la parte più utile di tutta la pagina dei termini, perché mette un attrito esattamente dove serve e non dove non serve: chi abbassa un tetto non aspetta un minuto.
Il giudizio. AdmiralBet vince il confronto sulla parte che nessun reparto marketing pubblicizza, cioè sulla struttura degli strumenti di controllo, e la combinazione fra autoesclusione multi-piattaforma e limite iniziale obbligatorio è quanto di più concreto offra questa lista. Chi apre un conto sapendo di dover convivere con se stesso è il lettore che ci guadagna di più.
Eurobet: il palinsesto più largo, e la sua logica
Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su Eurobet. L’app Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.
È il listino più eterogeneo della lista, e la scelta si spiega da sé. L’operatore che mette le elezioni accanto alla MotoGP non sta inseguendo chi scommette basket: sta inseguendo chi scommette su tutto ciò che accade. Per il lettore di questa pagina la conseguenza è duplice. Da una parte il basket c’è, nominato esplicitamente, dentro un’offerta che non lo trascura; dall’altra l’ampiezza del catalogo non è di per sé una garanzia di profondità sul singolo mercato, e su un campionato di pallacanestro minore il numero di mercati per partita è la cosa da verificare nel programma.
Il giudizio. Eurobet è il posto giusto per chi ha un interesse largo e mutevole, e vuole trovare la stessa interfaccia su una partita di Eurolega, una tappa di ciclismo e un evento che nessun altro quota. Chi invece gioca solo pallacanestro e vuole il massimo dettaglio su ogni incontro guardi altrove: un catalogo che copre anche il festival della canzone non promette, e non promette di essere, un listino specialistico.
Lottomatica: la stessa società di Goldbet, due concessioni
Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su Lottomatica. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Il catalogo è centrato sul calcio, con l’internazionale a fare da contorno e lo streaming come funzione di rilievo per chi gioca live. Sul basket la casa non costruisce un posizionamento specifico e non lo dichiara: la pallacanestro entra nel calderone degli «altri eventi», e chi cerca l’Eurolega la troverà presumibilmente nel programma senza che i termini ne facciano menzione.
C’è un dato societario che cambia la lettura di questa scheda e di quella successiva. Lottomatica e Goldbet fanno capo alla stessa società, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., con due concessioni distinte e due numeri distinti (16010 e 16009). Non sono due concorrenti: sono due insegne dello stesso concessionario, e chi pensa di avere due alternative indipendenti sul mercato italiano si sbaglia di un’unità.
Il giudizio. Lottomatica è una scelta da catalogo generalista con un reparto live ben attrezzato, e la funzione di streaming è ciò che la distingue realmente per chi gioca durante la partita. Sul basket non aggiunge niente che Goldbet non abbia: le due schede sono due punti vendita dello stesso gruppo, e il criterio per scegliere fra loro non è la copertura dei mercati ma l’interfaccia che si preferisce.
Goldbet: la stessa mano, e l’app come canale
Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su Goldbet. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e segnala che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
Due elementi meritano di essere isolati. Il primo è la gamma dei formati dichiarata per nome: singole, multiple e sistemi. Il sistema è il formato che il grande pubblico conosce meno e che costa meno in termini di margine composto rispetto a una multipla equivalente, perché prevede una copertura parziale delle combinazioni; vederlo elencato come formato di pari dignità è un segnale di un’offerta costruita per chi ha un minimo di metodo. Il secondo è il canale: la promozione di benvenuto è legata al passaggio dall’app. È la stessa logica di tante offerte italiane, in cui il canale mobile è dove vengono indirizzati i nuovi conti.
Sul bonus di benvenuto vale la regola generale già vista: tipo di bonus, importo effettivo e requisiti di puntata stanno nei termini dell’operatore, e la parola «bonus» non dice nulla su nessuno dei tre.
Il giudizio. Goldbet condivide con Lottomatica il gruppo e la concessione separata, e rispetto alla consorella vende un’immagine più orientata all’app e ai formati di scommessa. Il sistema fra i formati elencati è l’elemento che un giocatore di basket con un metodo può apprezzare, ed è anche l’unico modo di comporre più partite senza pagare la composizione piena del margine su ogni gamba: chi costruisce schede articolate trova qui qualcosa che le case più orientate alla singola non mettono in vetrina.
Sisal: il catalogo che parla davvero di basket
Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a., su Sisal. Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Fra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
Il basket è nominato esplicitamente fra gli sport con streaming gratuito, ed è l’unico sport di squadra oltre al volley a comparire in quell’elenco dopo il calcio. Il dato dei 15.000 eventi live, accanto agli oltre 1.000 eventi al giorno, dice che l’architettura dell’offerta è costruita sul live: chi scommette basket durante la partita trova qui il reparto più dichiaratamente attrezzato dell’elenco. Il Cash Out completa il quadro per chi vuole la possibilità di uscire, e il Virtual con oltre 3.000 eventi al giorno è un prodotto separato con regole proprie.
Il giudizio. Sisal è l’operatore dell’elenco che più chiaramente mette il live e la varietà dei formati al centro, e per chi scommette pallacanestro durante l’incontro — non prima — questa è la scheda da leggere per prima. La contropartita è che un’offerta costruita sull’immediatezza spinge verso la giocata frequente, e la frequenza è il moltiplicatore silenzioso del margine: chi passa al live trova un reparto ricco, e farebbe bene a decidere prima quante giocate fare, non dopo.
NetWin: dodici sport, gli esports e un virtuale che riparte
Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a., su NetWin. L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali che partono ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e il live score.
Il basket è nominato, ed è il terzo sport dell’elenco. Accanto stanno due elementi che distinguono il profilo: gli esports, che nessun altro operatore di questa lista cita, e un reparto virtuale con partenze ogni due minuti. Quest’ultimo dato è il più indicativo della casa: un evento virtuale che riparte ogni 120 secondi è, per costruzione, una sequenza di giocate veloci con un margine che non ha nulla a che vedere con quello di una partita reale. Il live score integrato serve a chi segue il punteggio senza aprire un’altra schermata.
Il giudizio. NetWin è il profilo più giovane e più orientato al mobile di questa lista, e la scelta di affiancare dodici sport, esports e virtuali dice a chi si rivolge: a chi cerca varietà e velocità, non profondità sul singolo campionato. Chi scommette basket con un interesse preciso per i mercati di dettaglio troverà qui i mercati principali e poco altro; chi apprezza un catalogo che cambia continuamente trova un’interfaccia costruita esattamente per quel ritmo, con la consapevolezza che il virtuale è un gioco a margine alto e non una scorciatoia.
StarCasinò: lo sport è la porta accanto
Concessione n. 16026, Azzurri Limited, su StarCasinò. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il posizionamento è trasparente fin dal nome: il casinò è il prodotto, lo sport è l’offerta collaterale per chi non vuole cambiare applicazione. La descrizione delle scommesse è generica — «principali eventi», «varie tipologie» — e non nomina nessuno sport, basket compreso: in un confronto sulla pallacanestro questo è il dato che pesa più di ogni altra considerazione.
Va anche detto l’altro lato, che è quello del gruppo. StarCasinò condivide la società con Betsson, Azzurri Limited, con due concessioni distinte (16026 e 16027). Chi ha un conto su uno dei due marchi sta già dentro lo stesso concessionario, e la scelta fra i due si riduce a quale interfaccia si preferisce.
Il giudizio. StarCasinò è la scheda da leggere per sapere cosa non è: non è un operatore con un’offerta sportiva costruita, ed è il caso in cui la concessione per il gioco a distanza non dice nulla su quanto sia ricco il reparto scommesse. Chi cerca il basket lo trova probabilmente fra i «principali eventi», ma il basket non è la ragione per cui questo marchio esiste.
bet365: il partner globale e l’evento autorizzato
Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, su bet365. La casa si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. bet365 è anche il primo partner indicato per gli eventi Setka Cup autorizzati da ADM a settembre 2026.
Due elementi si incrociano in questa scheda. Il primo è la scala globale: una partnership con la principale competizione europea per club è un fatto di posizionamento, non di mercato, e non dice nulla sulla profondità del listino basket — che la casa nomina in un elenco di otto sport, senza dettagli. Il secondo è più interessante per chi legge questa pagina: bet365 compare come primo partner su un evento che ADM ha autorizzato singolarmente, e questo è il palinsesto che funziona nella sua forma più visibile, un evento alla volta, dentro il perimetro approvato.
Il giudizio. bet365 è la scelta di chi vuole un banco con una presenza internazionale riconoscibile e un reparto pre-evento e live ampio per costruzione. Sul basket italiano il valore non è certificato da nulla di specifico: la pallacanestro è una voce in un elenco, e chi la gioca fa bene a misurare sul proprio mercato ciò che sulla carta non si vede. L’evento autorizzato a settembre 2026 mostra però una cosa che vale per tutti: anche per un operatore di questa dimensione il listino cresce quando ADM approva, un evento per volta.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo su eventi del palinsesto approvato da ADM: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’Agenzia, e le giocate si accettano solo su quello. ADM aggiunge gli eventi uno per uno, e a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il dominio .it su cui si vuole giocare: ogni riga è legata a un sito, e la concessione è per sito, non per azienda. Poi si confrontano numero di concessione e ragione sociale con quelli scritti nei termini dell’operatore.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota decimale: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, dei quali 8,50 € sono il profitto netto. Su una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un’unica quota, e la vincita segue lo stesso conto sulla quota risultante.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato; il payout è 1 diviso quella somma e il margine è 100 % meno il payout. Su un mercato illustrativo a 1,90 e 1,90 la somma è 1,0526, il payout è il 95 % e il margine il 5 %.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM arrivano senza trattenuta e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica — 20,5 % sulla rete fisica, 24,5 % a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite — la paga il concessionario. Su siti esteri le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1, lett. b) prevede che il concessionario fissi tetti sugli importi depositati in un periodo definito in base all’età e al comportamento di gioco. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
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