Scommesse sul baseball, il conto vero: quello che resta al bookmaker

Updated Ottobre 2026
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31 Ottobre 2026 — Dati verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
La Major League Baseball ha 30 squadre, 29 negli Stati Uniti e 1 in Canada, divise in parti uguali tra National League e American League, e ogni squadra gioca 162 partite di stagione regolare.

Il baseball italiano vive di notte. La Major League gioca quando qui è mattina, le World Series si chiudono a novembre con la sveglia puntata, e chi vuole una schedina sulla MLB deve prima decidere su quale sito appoggiarla. Quella decisione sembra una questione di quota. È una questione di costi, e il costo non sta solo nella quota.

Chi scommette sul baseball in Italia paga tre cose, e le paga sempre. Paga il margine che il bookmaker incorpora in ogni prezzo. Paga il tempo che il fuso orario gli sottrae, perché un mercato che si muove mentre dormi non si segue come un 1X2 di Serie A. E paga, quando sceglie male, la rinuncia a tutto l’apparato che una concessione ADM porta con sé: il Registro Unico degli Autoesclusi, gli strumenti di limite obbligatori, una sede legale italiana dove far valere una contestazione.

La buona notizia è che il baseball è uno sport leggibile. Nove inning, tre eliminazioni per mezzo inning, regole ferme da decenni. Non c’è un arbitro che cambia il metro a metà partita, e non c’è un pareggio che ti obbliga a leggere il regolamento del marchio. Ma la leggibilità non riduce il margine. Anzi: su un mercato a due esiti, dove il bookmaker può coprire ogni lato senza esporsi, il prezzo è dove si nasconde tutto.

La concessione ADM è la prima voce di costo, e la paghi anche tu

Il mercato italiano delle scommesse sportive non è aperto. Non esiste una licenza che un operatore straniero possa comprare e usare. Esistono le concessioni, assegnate con gara pubblica, e il quadro è fissato dal Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare «AAMS» e che nei documenti ufficiali si trova scritto «ADM (ex AAMS)».

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
I New York Yankees hanno vinto più World Series di tutti, con 27 titoli.

Perché questa premessa è una voce di costo e non una formalità? Perché la barriera d’ingresso si trasferisce, in parte, sul prezzo. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lettera b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lettera c) i giochi di ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lettera f) il bingo. Sotto il comma 3, i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico.

Nove anni, una gara pubblica, un piano industriale da presentare, una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Sono numeri che finiscono, prima o poi, dentro un prezzo. Chi pensa che il bookmaker paghi di tasca propria un costo di quella dimensione non ha mai guardato un palinsesto con attenzione.

Cosa distingue una concessione da un semplice indirizzo web

L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM, letto il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe, con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un solo sito .it. La concessione è per sito, non per azienda. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it con lo stesso gruppo societario dietro.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
I Los Angeles Dodgers hanno vinto le World Series 2025 per 4-3 contro i Toronto Blue Jays, chiudendo il 1° novembre 2025 con una vittoria per 5-4 in 11 inning in gara 7.

Qui sta il punto che quasi tutte le guide sbagliano. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Un nome sulla lista non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostra il sito o l’app dell’operatore stesso. La concessione è la condizione necessaria, non la prova del prodotto.

Il costo di questa ambiguità ricade su chi confronta. Un marchio può comparire in una classifica di siti di scommesse e, nel suo palinsesto, avere un comparto sportivo sottile e una sala slot enorme. Non è illegale. È solo inutile per chi cerca un mercato sui lanci di un partente della MLB.

Come si verifica una concessione senza fidarsi della vetrina

Il test è pubblico e sta in due posti. ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati; l’articolo 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga anche la lista dei siti inibiti, quella dei domini il cui accesso è bloccato. Entrambe le liste sono pubbliche, sui siti di ADM e della Guardia di Finanza.

Poi c’è la verifica di dettaglio, che il lettore fa da sé: gli operatori indicano il proprio numero di concessione e la società titolare nei termini e condizioni. Il codice è nella pagina legale, non nella home. Cercarlo è il gesto che separa una scelta informata da un clic.

E vale la pena dirlo con precisione: la concessione è per sito. Due marchi con la stessa società dietro, come Betsson.it e Starcasino.it, entrambi di Azzurri Limited, hanno numeri diversi — 16027 e 16026 — perché ogni sito è una concessione a sé. Non è un tecnicismo burocratico. È la ragione per cui un problema su un sito non si trascina automaticamente sull’altro.

Qui il costo diventa concreto e spesso invisibile. L’articolo 2, lettera s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. E ADM aggiunge gli eventi uno per uno.

Non è un elenco che si aggiorna da solo a ogni calendario pubblicato. In settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore. Un torneo di nicchia, autorizzato singolarmente. Il lettore che cerca una quotazione su una lega asiatica, su un campionato universitario americano o su un’amichevole di primavera deve mettere in conto che quel mercato potrebbe semplicemente non esistere, e che l’assenza non è una scelta del bookmaker ma il bordo del perimetro.

Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro il palinsesto non è una informazione pubblicata. Si scopre aprendo il palinsesto del singolo operatore, evento per evento.

Il baseball dentro e fuori questo perimetro

La Major League Baseball è il campionato che quasi tutti cercano quando digitano scommesse sul baseball, e la sua struttura non lascia spazio a fraintendimenti. La lega ha 30 squadre — 29 negli Stati Uniti e 1 in Canada, i Toronto Blue Jays — divise in parti uguali tra National League e American League, e ogni squadra gioca 162 partite di stagione regolare. La postseason porta sei squadre per lega dentro un torneo a quattro turni che si gioca a ottobre e si chiude con le World Series, al meglio delle sette partite, tra i due campioni di lega.

Il calendario è la ragione per cui il baseball è un prodotto strano da offrire in Italia. 162 partite a squadra significano un mercato disponibile quasi ogni giorno per sei mesi, ma con orari che cadono nella notte italiana. Chi scommette sul baseball non consuma il palinsesto come chi scommette sulla Serie A: lo consuma in blocco, a orari scomodi, spesso in pre-match invece che in diretta.

La stagione più recente si è chiusa con i Los Angeles Dodgers vincitori delle World Series 2025 per 4-3 contro i Toronto Blue Jays, con una vittoria per 5-4 in 11 inning in gara 7 il 1° novembre 2025 e Yoshinobu Yamamoto eletto MVP. Titoli di questo tipo restano nell’albo e non cambiano il prezzo: un bookmaker non quota più basso lo Yankees perché ha vinto 27 World Series, il record assoluto della lega. Quota però una partita dei New York Yankees con un margine più stretto di una partita di metà classifica, perché il volume di giocate su quel nome è enormemente superiore.

Sul piano internazionale l’organo di governo del baseball è la World Baseball Softball Confederation. Che gli eventi WBSC entrino in un palinsesto approvato è una domanda a cui si risponde aprendo il palinsesto, non il regolamento.

Quota fissa, totalizzatore, virtuali, exchange: quattro cose diverse

La legge italiana distingue prodotti che il linguaggio comune appiattisce in una parola sola. Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale: il prezzo è fissato dal concessionario e non cambia più. Il totalizzatore è l’altra metà dell’articolo 6, comma 1, lettera a): la quota non è fissata ma dipende da quanto è stato giocato sull’insieme. Se un marchio online offra oggi totalizzatori sportivi è una domanda aperta.

Gli eventi simulati hanno una definizione normativa precisa — l’articolo 2, lettera v) li descrive come eventi sportivi, ippici e non, generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e vivono dentro la concessione per le scommesse sportive. Non è baseball, ma è la sezione «Virtuali» che si incontra nei palinsesti.

Il betting exchange è un gioco separato, alla lettera e) dell’articolo 6, comma 1, e definito alla lettera u): il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è descritto come il primo operatore a portarlo in Italia, con la concessione 16028.

Quanto trattiene il bookmaker: il margine, spiegato con due quote

Arriviamo alla voce di costo che il giocatore non vede mai in fattura.

Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, con quota 1,90 da entrambi i lati. Non è il prezzo di un evento reale: è l’esempio che serve a far vedere il meccanismo. Chi scommette vede due quote e immagina che siano il prezzo equo dell’uno e del falso dell’altro, senza residui.

Il residuo c’è. La quota del bookmaker non è una probabilità tradotta: è una probabilità tradotta e ritoccata. La quota 1,90 significa che il bookmaker attribuisce a quell’esito una probabilità del 52,6 %, e le due probabilità implicite sommate fanno 105,3 %. Il 105,3 % non è un errore di arrotondamento: è il modello di ricavo. Quello 0,3 % in più rispetto al 100 % è la somma che il concessionario incassa su ogni singola scommessa di quel mercato.

Il margine è esattamente questo: 100 % meno la quota di payout. Su un mercato a due esiti a 1,90 la quota di payout è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), quindi 95,2 % in cifra tonda, e il margine è la differenza, cioè il 4,8 %. Su un mercato a tre esiti dello stesso tipo — un 1X2 dove tutte tre le vie stanno a 2,90 — le probabilità implicite si sommano attorno al 103,4 % e il payout scende sotto il 97 %: un margine di circa 3,4 %. Su un mercato a due vie già più stretto, con entrambe le quote a 1,95, la probabilità implicita di ciascun lato è 51,3 %, la somma resta vicina al 102,6 % e il margine si assottiglia sotto il 2,6 %.

Il lettore deve fissare una sola cosa di questa aritmetica. Il margine su un mercato a due esiti è più alto, a parità di quota, di quello su un mercato a tre esiti — perché con due sole vie da coprire il bookmaker non ha bisogno di costruire un cuscino largo. E il margine di un 1X2 non è il margine di un Under/Over, che non è il margine di un handicap, che non è il margine di una combo. Sono mercati diversi, con liquidità diversa e con rischi diversi per chi li prezza. Chi passa da un mercato all’altro dentro lo stesso sito sta cambiando il costo dello stesso gesto.

La stima funziona così: su mille euro giocati su quel mercato a 1,90/1,90, il ritorno complessivo atteso è di circa 952 €, e la differenza resta al concessionario. Non è una perdita che il singolo giocatore vive: è la media su un numero molto alto di scommesse, e su una singola schedina il risultato è vincere o non vincere. Ma è la ragione per cui un giocatore che scommette molto e vince abbastanza da coprire le perdite continua comunque a pagare.

La tassa che non esce dal tuo conto

C’è un secondo costo, più grande del margine, e il giocatore italiano non lo vede mai. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, articolo 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite pagate. Le scommesse a quota fissa sulle corse dei cavalli pagano le stesse aliquote, dopo essere state al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite.

Una proposta del «Decreto Sport» per portare la misura al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Vale la pena guardare quel 24,5 % accanto al 4,8 % di prima, perché il confronto dice qualcosa che pochi giocatori hanno chiaro. L’imposta si applica al margine lordo del concessionario — la differenza tra incassato e pagato — non alla raccolta. Se il margine del mercato è il 4,8 %, il concessionario incassa 48 € di margine su mille euro giocati e ne versa circa 11,8 € all’erario. La sua quota di ricavo dopo l’imposta è poco più di tre quarti di quella lorda. Da qui viene la pressione a spostare i giocatori verso prodotti con margini più larghi, verso il casinò, verso i virtuali.

Per il giocatore la notizia è quasi sempre buona. Le vincite pagate da un concessionario italiano non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo grava sul concessionario: la stampa di settore ha descritto il meccanismo come «tassazione alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta. Si tratta di una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusa corretta è quella che ogni italiano conosce: per il proprio caso, consultare un commercialista.

La situazione cambia del tutto con un operatore non concessionario. Le vincite ottenute su siti senza concessione italiana sono trattate dall’Agenzia delle Entrate, nella risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d), del TUIR, e questo vale anche per i siti registrati o ospitati all’estero. La tassazione, sotto l’articolo 69 del TUIR, è sull’intera somma ricevuta, senza deduzioni. La lettura pratica è quella che il fisco italiano chiede: nessuna ritenuta applicata dal sito, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota, e la cornice va letta per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

C’è poi una differenza di forma, che è la meno discussa e la più insidiosa. Quando giochi su un sito non ADM e poi ci ripensi, non c’è una fila da fare e non c’è un’autorità a cui scrivere. Quando giochi su un concessionario, la contestazione ha un domicilio.

Giocare responsabilmente: qui il costo è quello che non paghi

Il gioco responsabile viene raccontato dal marketing come un beneficio. In un’ottica di costi è il contrario: sono gli strumenti che il sistema italiano ti mette a disposizione a spese del concessionario e che un operatore offshore non ha alcun motivo di offrirti.

La base è l’articolo 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024, che elenca gli obblighi: gli auto-limiti di tempo, di spesa e di perdita; i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore sulla base di protocolli approvati da ADM; i messaggi automatici su durata e spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto per almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Il punto contrattuale è preciso. Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale in fase di iscrizione; una riduzione del limite ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. È un’asimmetria deliberata e la più utile della lista: nel momento in cui la decisione di giocare di più è presa a caldo, c’è una settimana di raffreddamento tra il proposito e la possibilità.

Il limite che ADM fissa nella gara non è invece un numero pubblicato. Le condizioni della concessione includono l’impegno ai limiti di deposito stabiliti da ADM nel bando — è l’articolo 6, comma 5 — ma la cifra non è nota. E non esiste, nella cornice italiana, un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive: gli strumenti che vincolano sono gli auto-limiti del giocatore e il limite di deposito scelto all’iscrizione. Chi sostiene il contrario sta confondendo il tetto al deposito con un tetto alla giocata.

Il RUA, e perché un sito senza concessione ti lascia scoperto

Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018. Un giocatore che vi entra è bloccato da ogni piattaforma online autorizzata in Italia e dalle sale sul territorio. È il pezzo che spesso si ignora: l’autoesclusione non è un interruttore del singolo marchio, è una porta che si chiude sul mercato regolato intero.

I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che si iscrive su un dominio estero non è protetto da nulla: la sua richiesta di autoesclusione è scritta nel registro di un sistema in cui quel dominio non compare.

Dal 1° febbraio 2026 la durata dell’autoesclusione va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con possibilità di revoca dopo 9 mesi, come riporta la stampa di settore; i periodi e le forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina di ADM indicano. Prima di quella data le condizioni di un operatore prevedevano la scelta tra 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

C’è anche un dovere di informazione, che si legge alla comma 2 dell’articolo 15: ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che il giocatore non vede e che serve a ricordargli che il gioco è un costo, non un’entrata.

L’età, l’identità e i trenta giorni

L’articolo 3, comma 1, lettera a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del settore, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Sul fronte dell’identità c’è una regola che morde. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione classica con il documento, ma molti rimandano anche alle procedure con SPID e con CIE accanto al modulo tradizionale. Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Non è un dettaglio amministrativo: è il punto in cui una vincita sul baseball, sport che si gioca alle tre di notte, resta ferma perché il documento non è mai stato caricato.

Consigli: come si legge una partita di baseball senza inventarsi un sistema

Su questa parte la letteratura online è un disastro. Cercando consigli si trova di tutto, e quasi tutto è la stessa cosa riscritta: una «analitica» generica, una «tendenza» letta come profezia, un «bankroll» gestito con la fede. Nessuna di queste cose è un metodo, e nessuna riduce il margine.

Il punto di partenza corretto è più modesto e più utile: il baseball è uno sport in cui la singola partita è molto rumorosa e la serie è molto meno rumorosa. 162 partite di stagione regolare per squadra significano che i numeri veri emergono in una scala che nessun altro sport americano raggiunge. Significa anche che una partita singola, presa da sola, è quasi un lancio di moneta con una narrativa attaccata sopra. Chi costruisce una schedina sulla partita singola sta comprando rumore a un prezzo che include il margine.

Le regole strutturali servono a leggere il mercato, non a vincerlo. Tre eliminazioni per ogni mezzo inning, nove inning in totale, e inning supplementari se il punteggio è pari dopo il nono: questo determina il ritmo delle giocate e spiega perché i mercati sul totale dei punti si muovono in modo diverso dai mercati sull’esito. Tre strike fanno uno strikeout e quattro ball fanno una base per ball, con nove giocatori per squadra in campo: sono i mattoni che rendono il pitcher la variabile dominante del prezzo. Il mercato lo sa meglio di te, e lo prezza prima che tu apra la pagina.

Quello che un giocatore può fare senza inventare nulla è controllare la coerenza tra i mercati dello stesso evento. Se il mercato sull’esito e il mercato sul totale non raccontano la stessa partita, la differenza è un’informazione, e vale la pena capire dove sta il disallineamento. È analisi, non predizione.

Poi c’è la parte che nessun «sistema» può risolvere: la gestione della cassa. La raccomandazione che regge è quella noiosa. Una puntata fissa e bassa rispetto al totale disponibile, un limite di deposito scelto prima di aprire il palinsesto e non dopo, un registro delle proprie schedine tenuto per un mese per vedere quanto si è davvero pagato di margine. Un giocatore che fa questo scopre in trenta giorni la cosa che nessun articolo gli dice bene: quanto gli è costato il divertimento.

Sull’unica cosa che si può dire con certezza: nessuno sa chi vince una partita di baseball, e nessuno lo sa meglio perché ha letto un pronostico. Un consiglio che si chiude con un vincente non è un consiglio, è una scommessa venduta.

Il calendario, i tornei e i marchi che li quotano

Il baseball è una nicchia in un mercato che vive di calcio, e la nicchia ha un effetto preciso sul costo: pochi operatori, pochi mercati, margini più larghi.

L’offerta italiana si distribuisce su tre livelli. Il primo è il calcio, che occupa lo spazio centrale di qualunque palinsesto. Il secondo sono gli sport con un seguito nazionale forte — tennis, basket, pallavolo, motociclismo, ciclismo, hockey. Il terzo è il baseball, che compare nelle liste di copertura solo in alcuni casi.

NetWin è il caso più netto: la sua app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. È uno dei pochi marchi del gruppo che nomina il baseball tra gli sport coperti, e questa è un’informazione che vale più di una classifica.

Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Il baseball sta dentro quelle «più di 20 tipologie», ma il modo di verificarlo è aprire il palinsesto.

Sisal dichiara nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. La nota sullo streaming è il pezzo da leggere con attenzione: la diretta gratuita è elencata per quattro sport, e il baseball non è tra quelli. Per chi vuole seguire una partita della MLB mentre gioca, questo è un limite sostanziale.

Poi ci sono i marchi con un centro di gravità diverso. StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò. Betsson offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Il baseball ha poi un rito che vale la pena conoscere: le World Series. La postseason MLB porta sei squadre per lega in un torneo a quattro turni che si gioca a ottobre. È il momento dell’anno in cui i mercati sul baseball si allargano e in cui anche i marchi che coprono lo sport con un palinsesto sottile aggiungono qualcosa. Fuori da ottobre, la copertura si assottiglia.

La classifica: dieci concessionari, un solo criterio che conta

Mettere in fila dieci operatori in ordine di merito è un esercizio che si può fare in molti modi. Il criterio che questo confronto adotta è il costo, quello che è coerente con il resto del ragionamento: quanto quel marchio ti fa spendere per il prodotto che stai cercando, e cosa ti dà in cambio di quello che spende lui.

Nessuno dei dieci è una raccomandazione. Ogni marchio della lista è un operatore con una concessione ADM e un sito .it proprio, e su molti di questi il punto di partenza è la riga di licenza: il titolare della concessione quasi mai porta il nome del marchio. Bwin.it è Eurobet Italia, Lottomatica.it è Goldbet Better Organization Italy, Betsson.it e Starcasino.it sono Azzurri Limited. Il numero e la società si leggono nei termini, ed è lì che vanno cercati.

L’elenco non è esaustivo del mercato. Esistono altri concessionari, e un marchio che non compare tra questi dieci non è per questo privo di licenza. E il confronto copre solo ciò che le fonti coprono: dove una informazione manca, non c’è un buco da riempire, c’è una casella da verificare nel palinsesto del singolo operatore.

Un quadro d’insieme prima delle singole schede

Marchio Titolare della concessione ADM Quello che i termini del marchio dicono
Planetwin365 Concessione n. 16007, Pwo S.p.a. Copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei e più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
AdmiralBet Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Al momento della registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile
William Hill Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc L’Extra Bet Club assegna una freebet settimanale per la stagione di Serie A a chi gioca una multipla con requisiti precisi di importo, numero di eventi e quota minima
Betfair Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Offre mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con una sezione Supercombo a quote maggiorate
BetFlag Concessione n. 16008, Betflag S.p.a. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €
Betsson Concessione n. 16027, Azzurri Limited Offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
StarCasinò Concessione n. 16026, Azzurri Limited Permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa
SNAI Concessione n. 16032, Snaitech Spa Offre singole, multiple e sistemi, mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e la funzione Cash Out
Goldbet Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Permette schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport
NetWin Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports

Il quadro va letto con una cautela che vale più di ogni singola cella. Una riga di licenza non dice nulla sul prodotto. Cinquantaquattro marchi possono avere un numero di concessione e un comparto sportivo di spessore completamente diverso, perché la concessione è un permesso e non una promessa di catalogo. E il campo che più conta per chi cerca il baseball — se il palinsesto copra la MLB, con quanti mercati, con quali orari — non ha una colonna qui, perché non ha una colonna da nessuna parte. Va aperto il palinsesto.

I dieci operatori, uno per uno

Planetwin365: il catalogo largo e il prezzo della larghezza

Planetwin365 è il marchio con la concessione n. 16007, titolare Pwo S.p.a. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Un catalogo di quella ampiezza ha un costo nascosto che non compare in nessuna quota. «Più di 20 tipologie di sport» significa anche che il baseball, se c’è, condivide l’attenzione della sala trading con venti altri sport. Sui mercati di nicchia la copertura tende a essere più sottile, i limiti di puntata più bassi e il margine più largo, perché il bookmaker non può contare sul volume per coprirsi.

Che cosa resta a chi lo sceglie: un catalogo ampio e una copertura sportiva dichiarata in modo esplicito. Che cosa resta da verificare: se tra quelle venti tipologie il baseball abbia una presenza reale o una presenza di facciata, e con quale profondità di mercati. Il palinsesto risponde, la scheda del prodotto no.

AdmiralBet: il limite impostato prima di giocare

AdmiralBet opera con la concessione n. 16048, titolare Admiral Bet S.r.l., ed è il marchio di questa lista in cui il tema del costo è scritto dentro il processo di registrazione. In fase di iscrizione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato; uno aumentato richiede sette giorni.

Questa è la configurazione più interessante della lista per chi vuole mettere un tetto alla propria spesa sul baseball, e per una ragione strutturale. Il baseball si gioca di notte, quando le decisioni si prendono con meno filtri. Obbligare il giocatore a fissare il tetto mentre apre il conto, prima di aver visto una quota, sposta la decisione nel momento in cui è ancora lucida.

Le condizioni del marchio prevedono anche l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi: una finestra molto più larga, che copre anche chi ha bisogno di una pausa breve e non di un addio.

Il giudizio su questo marchio non riguarda il palinsesto del baseball, che va verificato a parte, ma l’architettura della registrazione. Chi ha il problema di un tetto di spesa da tenere in piedi trova qui il percorso più vincolante del gruppo.

William Hill: la freebet che chiede una multipla da 20 €

William Hill ha la concessione n. 16044, titolare William Hill Malta Plc. Il suo Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Qui il costo va letto dentro la condizione, perché la condizione è tutta la proposta. Una multipla da cinque eventi con quota totale minima 10.0 non è una giocata che si improvvisa su una partita di baseball: è una costruzione che moltiplica il margine di ogni singola gamba per il numero di gambe, e che richiede che cinque previsioni siano tutte corrette. La freebet da 5 € settimanali è il premio per aver accettato quella costruzione, e il suo valore reale non è 5 €: è il valore medio che quella freebet produce una volta giocata, che dipende dalla quota a cui la si gioca e dal margine del mercato.

Il tetto di 100 € sul totale non è un limite alla vincita, è un limite al numero di settimane in cui la condizione si può ripetere. Chi scommette sul baseball tutto l’anno deve anche mettere in conto che la promozione è legata alla Serie A: è un’iniziativa di calcio, non di baseball, e per un giocatore di baseball la finestra utile è quella delle settimane in cui accetta comunque di giocare sul calcio.

Vale come ponte per chi fa entrambe le cose. Per chi gioca solo baseball è rumore.

Betfair: il marchio con l’exchange dietro

Betfair ha la concessione n. 16028, titolare Betfair Italia S.r.l. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il marchio è l’unico del gruppo con un betting exchange alle spalle, cioè il gioco separato previsto dall’articolo 6, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 41/2024, definito alla lettera u) come la formula in cui il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco e il concessionario li mette solo in contatto in forma anonima. Betfair è descritto come il primo operatore a portarlo in Italia.

Il costo di questa architettura è diverso da quello di un bookmaker classico, e la differenza merita di essere capita. In un exchange non c’è un margine incorporato nel prezzo allo stesso modo: c’è una commissione, e il prezzo si forma tra giocatori. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione è una domanda senza risposta pubblica.

Se questa parte della piattaforma non è quella che stai cercando, Betfair resta un operatore con mercati standard. Se è quella che stai cercando, è l’unico nome della lista in cui la parola «prezzo» ha un significato diverso.

BetFlag: il 100 % del deposito e l’identificazione che pesa

BetFlag opera con la concessione n. 16008, titolare Betflag S.p.a. Il suo Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.

Il bonus su saldo va distinto con attenzione dalla freebet, perché sono cose diverse. Somme accreditare sul saldo sono giocabili come denaro e il loro valore nominale è quello che si vede. Una formula al 100 % con un tetto a 5.000 € è, sulla carta, la più generosa della lista in valore nominale. Sulla sostanza pesa quello che la scheda non dice: le condizioni di rigioco, la quota minima richiesta per far contare le giocate e i tempi entro cui il requisito va completato sono scritte nei termini del singolo operatore, e sono la prima cosa da leggere prima di depositare.

C’è poi il capitolo identificazione, dove BetFlag ha una caratteristica precisa. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di riconoscimento con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’offerta di SPID è un vantaggio reale: accorcia la validazione del conto e mette al riparo dal blocco dei prelievi per conto non validato entro trenta giorni.

Il giudizio dipende da cosa si cerca. Il valore nominale del bonus è il più alto del gruppo, la chiarezza del percorso di identificazione è un pregio raro, e entrambe le cose convivono con un requisito di rigioco che va letto prima e non dopo.

Betsson: il marchio internazionale con la scheda in italiano

Betsson ha la concessione n. 16027, titolare Azzurri Limited, e divide il titolare con StarCasinò. La sua app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La quota «migliaia di eventi» è la misura della scala, e la scala è la cosa che questo marchio porta. Un catalogo di quella dimensione significa una sala trading che prezza molti sport contemporaneamente e che ha più probabilità di mantenere una copertura continua sul baseball anche fuori dal picco di ottobre, quando l’attenzione generale si sposta altrove.

Il rovescio è il marchio, non il prodotto. Betsson è un nome internazionale con una piattaforma italiana, e il titolare della concessione — Azzurri Limited — non è il nome che il giocatore vede. Chi vuole sapere con chi sta contrattando deve aprire i termini e leggere la riga della licenza, che qui riporta una società diversa da quella che appare sulla home.

Per chi cerca un bookmaker generalista con una copertura ampia e non ha esigenze specifiche su un singolo sport, la scala è l’argomento. Per chi cerca una specializzazione sul baseball, la scala non è un argomento: è solo un sinonimo di varietà.

StarCasinò: il marchio casinò-first che quota anche lo sport

StarCasinò ha la concessione n. 16026, titolare Azzurri Limited come Betsson, e la sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Questo è il marchio su cui il tema del costo si ribalta in modo istruttivo. La struttura della piattaforma dice dove sta il prodotto: il comparto sportivo convive con slot e casinò dal vivo, e «varie tipologie di scommessa» è una descrizione che non nomina né gli sport coperti né i mercati disponibili. Per un giocatore di baseball è la descrizione meno informativa del gruppo.

Il problema non è la qualità dello sportbook, che non è oggetto di questa scheda. È la direzione verso cui il prodotto è costruito. Un marchio con il casinò al centro tende a spingere il giocatore verso i prodotti in cui il margine è più alto: nel casinò il margine implicito è strutturalmente superiore a quello di un mercato sportivo, ed è la ragione per cui il comparto sportivo di un operatore casinò-first è spesso un accessorio e non un motore.

Il baseball su questa piattaforma è un’ipotesi da verificare nel palinsesto. È il primo nome della lista che guarderei con scetticismo, e non per un difetto, ma per la forma dell’offerta.

SNAI: il marchio con il Cash Out e la tradizione dello sport

SNAI opera con la concessione n. 16032, titolare Snaitech Spa, ed è il nome con la storia più lunga nel gioco italiano. La sua app offre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il Cash Out è il punto che merita attenzione, perché è una funzione che molta letteratura presenta come un servizio gratuito e che gratuita non è. Chiudere una schedina prima della fine significa accettare il prezzo che il bookmaker propone in quel momento, e quel prezzo incorpora un margine che il bookmaker fissa unilateralmente, senza un mercato concorrente dall’altra parte. È comodo, e si paga.

Il baseball è uno sport in cui la funzione ha un senso particolare, perché i mercati sul totale dei punti si muovono in modo molto diverso dai mercati sull’esito e una partita può girare in un inning senza che cambi il punteggio finale atteso. Chi la usa sul baseball deve sapere cosa compra.

I mercati elencati — risultato esatto, tiri in porta, cartellini, rigori — sono tutti mercati di calcio. Questo non significa che il baseball manchi: significa che la comunicazione del prodotto è costruita sul calcio, e che la presenza del baseball è una cosa che si verifica nel palinsesto, non in una scheda descrittiva.

Goldbet: il marchio nato nelle ricevitorie

Goldbet ha la concessione n. 16009, titolare Goldbet Better Organization Italy S.p.a., abbreviata GBO Italy. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Il numero di concessione è il più basso della lista insieme a quello di BetFlag e Planetwin365, e la combinazione di marchio e ragione sociale dice da dove viene il prodotto: una rete di punti vendita sul territorio prima che una piattaforma online. Per il giocatore di baseball questo conta in un modo preciso. Un marchio con una tradizione da ricevitoria porta una cultura dello sport generalista — calcio, ippica, scommessa multipla costruita allo sportello — e non una cultura dello sport americano, che in Italia non è mai passato dallo sportello.

La promozione sul mercato usa la leva della registrazione dall’app, ed è il classico bonus di benvenuto che accompagna l’installazione. Sul piano del costo, la cosa da valutare è se le condizioni del bonus — importo minimo, numero di giocate, quota minima, tempi — siano compatibili con il volume che un giocatore di baseball dispone di giocare. Chi scommette su partite che si chiudono alle quattro del mattino ha un numero di eventi utili molto diverso da chi scommette su un turno di campionato.

Nulla di quanto la scheda dice riguarda la profondità dei mercati sul baseball. Quella resta da aprire e guardare.

NetWin: l’unico che nomina il baseball

NetWin opera con la concessione n. 16035, titolare Netwin Italia S.p.a., ed è il marchio di questa lista su cui l’informazione è più concreta per chi cerca il baseball. La sua app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.

Il baseball è nominato. Detto così sembra poco, ed è invece la differenza tra un’indicazione e un salto nel vuoto, quando tutti gli altri marchi rispondono a quella domanda con «altri sport». Chi cerca una scommessa sul baseball sa che questo operatore ha il baseball nella lista dei prodotti dichiarati.

Le altre voci della scheda vanno lette nella stessa ottica. Gli esports e i virtuali con partenze ogni due minuti sono prodotti ad alta frequenza, con margini tendenzialmente più larghi di un mercato sportivo tradizionale: sono la direzione verso cui la piattaforma guadagna di più. Il baseball, al contrario, è il prodotto a bassa frequenza: partite ogni giorno per sei mesi, ma con orari che tagliano fuori gran parte della platea italiana.

Il giudizio è quindi specifico. Per chi vuole un operatore che dichiari il baseball, NetWin è il nome da aprire per primo, e non per entusiasmo: per assenza di alternative altrettanto esplicite nella lista.

Prima di depositare: le cinque cose che costano

Se si dovesse ridurre l’intera questione a una sequenza di controlli prima di mettere denaro su un conto, questi sono i passaggi che hanno un costo misurabile.

Il primo è la riga della licenza nei termini: numero di concessione e ragione sociale. Se il numero non c’è, o se rimanda a una società che non compare in nessun elenco ADM, la partita si chiude lì.

Il secondo è il requisito di puntata di qualunque bonus. Ogni bonus obbliga a giocare un certo ammontare a una quota minima entro un tempo definito. Un importo elevato a una quota minima alta è la combinazione che costa di più, e la quota minima è spesso la condizione che sfugge alla lettura veloce.

Il terzo è la quota minima richiesta per far contare la giocata. È la voce che trasforma un mercato di nicchia in un mercato impraticabile: se per far valere un bonus servono quote alte, e il baseball ha i suoi margini, il requisito diventa una spinta verso l’exchange o verso la multipla.

Il quarto è il limite di deposito scelto all’iscrizione. Va scelto basso, e va scelto sapendo che abbassarlo è immediato e alzarlo richiede sette giorni.

Il quinto è il mezzo di ricarica. La cornice italiana conosce i punti vendita ricariche, disciplinati dall’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che accreditano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti entro 100 € a settimana in totale. Quei punti non possono pagare vincite né restituire il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Gli operatori mostrano poi carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay o Mooney, e ogni elenco è quello dei termini del singolo marchio. Il quadro delle criptovalute presso i concessionari ADM resta aperto, e non è nota una norma che nomini le soluzioni approvate.

Le regole che fanno la differenza fra una scommessa legale e una che non lo è

Questa parte è la più secca del ragionamento e la meno gradevole da scrivere, ma è quella in cui il costo si misura in conseguenze e non in euro.

Offrire gioco a giocatori in Italia senza una concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti il cui accesso è inibito, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che non rispettano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

La cronaca del blocco è un promemoria di quanto poco efficace sia la misura da sola. Il blocco lavora a livello di DNS e alcuni fornitori restano indietro; una ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini — secondo quanto riportato dalla stampa di settore, con ordinanza del 24 settembre 2025 — gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, e i mirror riappaiono nel giro di ore. La parola per il risultato è «oscurati». La parola per il fatto è che oscurare non significa chiudere.

Sul fronte del giocatore esiste una regola che quasi nessun confronto cita, ed è quella che conta davvero. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, è citata da ADM il 28 febbraio 2024 in questi termini: la legge 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per i soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola lato giocatore come ADM stesso la enuncia. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un caso concreto contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando accettate all’estero.

Il confronto onesto è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza licenza non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore. Quella zona è non protetta.

Pubblicità e bonus: cosa vieta il Decreto Dignità

Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo richiama il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.

Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile — art. 3, lett. l) — e consente a un concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità a operatori non autorizzati può attirare provvedimenti di AGCOM sui mezzi.

La cronaca dell’applicazione è più movimentata della norma. Da quanto riportato dalla stampa di settore, AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità della notifica del divieto. È stata proposta, e non è legge, una modifica di Forza Italia alla legge di bilancio per il 2026 per rimuovere il divieto sull’advertising indiretto come le sponsorizzazioni: il suo esito non risulta, e il divieto è in vigore alla data della verifica.

Un chiarimento che vale la pena scrivere in chiaro, perché è la fonte di infinite confusioni: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non è noto un tetto statutario all’importo dei bonus né un tetto ai requisiti di puntata, perciò importi, condizioni di rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore e da nessun’altra parte.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM: il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e autorizzato dal regolatore. ADM aggiunge gli eventi uno per uno, quindi la copertura di un campionato cresce per autorizzazioni successive, non in blocco all’apertura della stagione.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga è legata a un sito .it, e si confronta il numero di concessione con quello che l’operatore dichiara nei propri termini e condizioni. La presenza nell’elenco non dimostra però che quel sito offra scommesse sportive, perché la lista non ha una colonna per i giochi.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Una puntata di 10 € a quota 1,85 restituisce 18,50 € con un profitto di 8,50 €. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un prezzo unico.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti dello stesso mercato, cioè uno diviso ciascuna quota. Su un mercato a due esiti a 1,90 la somma supera il 100 % e il margine è la parte eccedente: circa il 4,8 %. Quanto più la somma si avvicina al 100 %, tanto più stretto è il margine e tanto più il prezzo è favorevole.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario italiano non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica grava sul concessionario. Sui siti senza concessione, anche esteri, l’Agenzia delle Entrate le tratta come redditi diversi da dichiarare nel Modello Redditi PF o nel 730. Per il proprio caso serve un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e alcuni operatori chiedono anche un tetto a ricarica, spesa e tempo di gioco. Il limite si abbassa con effetto immediato e si alza solo dopo sette giorni di attesa, un tempo di raffreddamento che vale la pena usare.

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