Scommesse sui cavalli 2026: l'ippica nei bookmaker ADM, dalla quota al bonus

Updated Ottobre 2026
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Chi cerca dove giocare un cavallo in Italia scopre presto una cosa che nessun palinsesto gli dice: l’ippica non è una disciplina tra le altre. È due cose distinte dentro il decreto che governa il gioco a distanza, e una delle due richiede una concessione a sé.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Le corse in piano vanno da 440 iarde (400 m) a più di quattro miglia (6,4 km), con distanze comuni da cinque a dodici furlong (da 1,0 a 2,4 km).

Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026; le concessioni e i numeri di registrazione degli operatori sono stati verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Cosa significa cercare un bonus sull’ippica

Il «bonus di benvenuto» è il termine che usano gli operatori, e sulla ippica vale esattamente come sul calcio: si accredita sul conto, si spende sul palinsesto approvato, e quello che conta non è la cifra in evidenza ma la condizione che la accompagna. Un bonus sportivo è denaro di gioco, non denaro.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
La Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger.

La prima cosa da capire è che in Italia il bonus non ha un tetto di legge. Nessun massimale statutario sull’importo, nessun massimale sui requisiti di puntata. Tutto arriva dai termini dell’operatore, il che sposta il giudizio dal regolatore al contratto che si accetta cliccando. È lì che si decide se un’offerta è generosa o solo rumorosa.

Promozioni, incentivi e la parola che non torna

Le promozioni dei concessionari italiani seguono una logica di prodotto: si premia chi apre il conto, si premia chi gioca molto, si premia chi accetta un formato specifico. BetFlag, per esempio, presenta il proprio Welcome Bonus Sport come il 100 % del primo deposito accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È una percentuale sul deposito, quindi l’importo finale dipende da quanto si versa, e il tetto fissato a 5.000 € riguarda solo chi ha versato abbastanza da avvicinarsi a quella soglia.

La parola da maneggiare con cura è «gratis». Un bonus di benvenuto gratuito lo è nel senso che non lo si paga a parte; non lo è nel senso che si incassa senza fare nulla. Sisal, per esempio, lega l’accredito al possesso di un conto di gioco, alla registrazione sul sito o dall’app e a una prima ricarica. Tre passaggi, il terzo dei quali è una transazione con denaro vero. Chi legge «gratis» e pensa a un regalo ha già capito male, e lo capirà al momento del primo prelievo.

Quanto costa davvero un bonus prima di poterlo incassare

Qui entra la parte che nessuna pagina promozionale mette in primo piano: i requisiti di puntata, cioè il rigioco. Sono la condizione che trasforma un credito in un credito prelevabile, e sono l’unico numero che decide se il bonus vale la pena.

Il conto è lineare e vale la pena farlo su un caso tipo. Prendiamo un bonus di 100 € con un requisito di puntata pari a cinque volte l’importo del bonus, quindi 500 € di giocate richieste, su un mercato a due esiti con margine intorno al 4 %. Se si punta in tagli da 10 €, servono cinquanta giocate per completare il requisito. Il costo medio atteso di quel percorso si ottiene applicando il margine al volume richiesto: 500 € per il 4 %, cioè circa 20 €.

Il numero va letto per quello che è. È una stima statistica su molte giocate ripetute nelle stesse condizioni, non una previsione su chi gioca cinquanta volte e nemmeno una garanzia di perdita: dice che, in media, ripulire quel bonus costa circa un quinto del bonus stesso, quindi che il valore reale dell’offerta è intorno agli 80 € e non ai 100 € stampati in evidenza. Se il requisito fosse di dieci volte, il costo medio raddoppierebbe e il bonus varrebbe poco più della metà di quanto pubblicizzato.

Il dettaglio che fa la differenza, e che spesso sfugge, è la quota minima ammessa. Un requisito che accetta solo giocate da una certa quota in su obbliga a puntare su esiti meno probabili, e questo non cambia il calcolo del margine ma cambia la varianza: con cinquanta giocate a quota alta il conto può oscillare molto prima di arrivare in fondo. Chi affronta un rigioco con una quota minima restrittiva sta accettando un percorso più rumoroso, non un percorso più caro.

Il deposito, che è la vera leva sull’ippica

C’è poi un incentivo che non assomiglia a un bonus e che sui cavalli conta più di un bonus: il limite di deposito scelto in registrazione. Admiralbet chiede di impostare un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e questa configurazione non è un’opzione nascosta nei menu: sta nel percorso di apertura del conto.

La conseguenza è concreta. Se il proprio interesse sono le corse e si vuole giocare poco e spesso, il limite settimanale diventa il vincolo che decide quanto si può mettere in gioco in una settimana, e va impostato tenendo conto di quanto si spende davvero, non di quanto si spera di vincere. Un limite ridotto rispetto a quello attivo ha effetto immediato; uno aumentato richiede sette giorni di attesa. Chi si accorge a metà mese di aver stretto troppo la propria forbice non può allargarla prima della settimana successiva. È un’attesa pensata per rallentare la decisione, e funziona esattamente così.

Strategia e lettura di una giornata di corse

Sui cavalli la preparazione conta più che sul calcio, per una ragione strutturale: le variabili sono note in anticipo. Peso, distanza, tipo di pista e forma recente sono informazioni pubblicate, non sorprese dell’ultimo minuto. Chi le legge ha un vantaggio informativo reale; chi punta sul nome che ricorda, no.

Il primo filtro è la disciplina. Le corse al galoppo in piano si corrono direttamente tra due punti lungo una pista rettilinea o ovale. Le corse a ostacoli, siepi e steeplechase, in Gran Bretagna e Irlanda prendono il nome di National Hunt. Sono due mondi con partecipanti diversi, e un cavallo che eccelle in piano non è automaticamente un ostacolista: chi non distingue le due categorie sta giocando alla cieca.

Il peso, che è la variabile che quasi nessuno guarda

Nelle corse a handicap a ogni cavallo viene assegnato un peso diverso da portare in base alle sue capacità. Nelle corse a condizioni i cavalli portano lo stesso peso, con abbuoni per i più giovani e per le femmine. La differenza non è tecnica né ornamentale: nel primo caso l’handicapper sta provando a pareggiare le possibilità, nel secondo il peso è uguale e il divario di qualità tra i partenti resta intero.

Per chi legge un palinsesto questo cambia il ragionamento. In una corsa a condizioni il cavallo più forte è il cavallo più forte, e la quota lo rifletterà in modo diretto. In una corsa a handicap il più forte porta più peso, quindi vince meno spesso di quanto la sua classe suggerirebbe, e cercare il cavallo che scende di categoria con un peso ragionevole è un esercizio diverso dal cercare il migliore. Nessuno dei due approcci è una scorciatoia: sono due modi di leggere lo stesso elenco.

La scommessa su due cavalli e il modo in cui si raddoppia la spesa

C’è poi la formula che più spesso viene fraintesa da chi si avvicina all’ippica: la scommessa each-way, che in italiano si rende bene con l’idea di una giocata su vittoria e piazzamento insieme. Una scommessa each-way sono due scommesse, una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia: una scommessa each-way da 5 sterline costa 10 sterline.

Chi la vede per la prima volta pensa a una copertura intelligente. È una copertura, ma si paga per intero. Le condizioni di piazzamento nel Regno Unito seguono una scala precisa, e vale la pena averla in testa perché decide quanto della seconda metà della puntata torna indietro: negli handicap con più di 15 partenti si paga 1/4 della quota per 4 posti; con 12-15 partenti 1/4 per 3 posti; nelle altre corse con più di 7 partenti 1/5 per 3 posti; con 5-7 partenti 1/4 per 2 posti; con meno di 5 partenti vale solo la vittoria. L’ultima riga è quella che sorprende: in una corsa con quattro partenti la metà piazzamento della scommessa è denaro speso per nulla.

Un esempio svolto rende l’idea meglio di qualsiasi spiegazione. Una scommessa each-way da 10 sterline su un cavallo a quota 10-1 con piazzamento a 1/4 (3 posti) costa 20 sterline, restituisce 110 sterline per la parte vincente e 35 sterline per la parte piazzato, 145 sterline in totale se vince. Se il cavallo arriva secondo o terzo, la parte vincente si perde e resta la parte piazzata. Il punto è che la giocata funziona come previsto solo quando entrambe le metà incassano: un piazzamento paga, ma non ripaga la puntata doppia.

Tendenza, forma e il limite di ciò che si può sapere

Leggere la tendenza significa guardare gli ultimi piazzamenti, il terreno che il cavallo preferisce, la scuderia e il fantino. Nessuno di questi elementi predice una corsa. Insieme restringono il campo, ed è tutto quello che un pronostico può onestamente fare: ridurre le possibilità, non eliminarle.

Chi cerca consigli per scommesse su cavalli cerca spesso una certezza mascherata da metodo. Non esiste. Esiste una disciplina di puntata che impedisce di perdere il controllo: decidere prima quanto si punta sulla giornata, non aumentare la puntata per recuperare una perdita, non giocare una corsa solo perché è in programma. Il limite di deposito impostato al momento della registrazione fa esattamente questo, e lo fa prima che la decisione diventi emotiva, che è l’unico momento in cui serve.

Formati di giocata: come cambia la spesa al variare del tipo

La singola è una puntata su un esito. La multipla lega più esiti in un’unica giocata e moltiplica le quote, ma anche il rischio: se un solo esito salta, l’intera giocata è persa. Il sistema è una via di mezzo, un insieme di combinazioni che paga anche con qualche errore, e che per questo costa più di una multipla di pari importo.

Sull’ippica la scelta tra questi formati non è stilistica. Ogni passaggio di formato aumenta la spesa complessiva a parità di importo dichiarato: una schedina costruita in fretta finisce quasi sempre per pesare sul budget più di quanto il giocatore avesse preventivato.

Il margine dentro la quota, spiegato una volta per tutte

Una quota non è una probabilità. È una probabilità con dentro il compenso dell’operatore. La formula che lega le due cose è la quota di ritorno di un mercato: si sommano gli inversi di tutte le quote degli esiti e si prende l’inverso di quella somma. Il margine è quel che resta fino a cento.

Facciamo il caso più semplice possibile, un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90. Un euro su ciascun esito ne restituisce 1,90, quindi il mercato incassa 2,00 € e ne paga 1,90: il ritorno è del 95 %, il margine del 5 %. Da un euro giocato su quel mercato l’operatore trattiene cinque centesimi in media, qualunque esito si avveri. Su un mercato così stretto, margine del 5 % e ritorno del 95 % sono lo stesso dato visto da due lati.

Su un mercato a tre esiti il numero sale. Con quote tipo 2,50 / 3,20 / 3,00 il ritorno scende intorno all’89 %, quindi il margine supera il 10 %. La differenza tra i due esempi non è teorica: è il costo che si paga per giocare su un mercato a più esiti, e spiega perché su certe corse la quota del favorito sembra sempre un po’ più bassa di quanto ci si aspetti. Il margine è anche la ragione per cui un rigioco con requisito di puntata ha un prezzo: ogni giro su quel mercato lascia sul tavolo la stessa percentuale.

Due precisazioni che valgono più della formula. La prima è che il margine è una proprietà del mercato, non del bookmaker: due operatori che offrono lo stesso mercato allo stesso prezzo trattengono la stessa cosa. La seconda è che i numeri qui sopra sono illustrativi, non quotazioni reali, e sono lì per mostrare come si legge una lista di quote.

Le quote si muovono, e il momento della giocata conta

Una quota è un prezzo, e come ogni prezzo cambia. Sulle corse cambia soprattutto per due ragioni: l’arrivo del denaro su un cavallo e le informazioni che emergono a ridosso della partenza, come il ritiro di un partente o un cambio di terreno.

Chi gioca presto prende il prezzo che il mercato gli offre in quel momento. Chi gioca tardi vede un prezzo più informato, quindi in teoria più equo, ma anche una quota che si è già mossa contro di lui. Non c’è una scelta giusta in assoluto: c’è la consapevolezza che la stessa giocata, fatta due ore prima e due minuti prima, può avere due prezzi diversi. Sui cavalli la fascia dei partenti è stretta e un ritiro può spostare la linea più che su un mercato a decine di esiti.

Dove si gioca l’ippica: palinsesto, virtuali e mercati

Il punto di partenza è sempre il palinsesto approvato. La legge definisce il «palinsesto» come il programma di eventi, sportivi e non, e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno lì dentro. Non è una formalità: significa che il catalogo di un operatore è un documento approvato, e che un evento non approvato non è giocabile in Italia, per nessun concessionario.

La conseguenza pratica è che l’ampiezza dell’offerta su cui si può contare è quella che l’operatore mostra sul proprio sito e sulle proprie app. Non esiste un elenco pubblico di tutti i mercati disponibili, e non esiste un elenco dei mercati live. Chi vuole sapere se un operatore ha l’ippica, l’unico posto affidabile è il palinsesto dell’operatore stesso.

L’ippica come evento è dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), insieme alle scommesse a quota fissa e al totalizzatore sugli eventi sportivi e sulle corse dei cavalli. I «giochi di ippica nazionale», cioè vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, stanno invece nella lett. c) e richiedono una concessione propria. È una distinzione che ha un effetto concreto: che un brand accetti giocate sulle corse non dice se tratti anche i totalizzatori dell’ippica nazionale online, e su questo punto nessun operatore italiano viene descritto come attivo.

Il calcio intorno all’ippica, e cosa dice dell’operatore

Attenzione a un equivoco frequente: la maggior parte dei concessionari italiani è costruita intorno al calcio, e l’ippica è una voce dentro un catalogo molto più largo. Leggere queste voci è utile per capire la solidità della piattaforma, non per concludere che i cavalli siano la specialità di qualcuno.

Betfair presenta mercati come esito finale, Under/Over, Multigol e combo, con una sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate. Sisal dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live. Betsson offre pre-match e live su migliaia di eventi con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei e più di venti tipologie di sport con risultati in diretta.

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e mette in palinsesto, tra le altre cose, l’ippica, la boxe, le freccette, il basket, il golf e il tennis, pre-evento e live. Eurobet spinge il palinsesto fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e da lì a eventi di spettacolo e di politica. È una fotografia del mercato italiano: nessuno di questi operatori nasce sui cavalli, e chi cerca un bookmaker con vocazione ippica non lo troverà sulla base del catalogo generale.

Le corse virtuali: un capitolo separato

Gli eventi simulati sono una categoria a sé nella legge, definita come competizioni sportive generate al computer e mostrate per animazione, con ippica simulata inclusa. Sono ammessi dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali» dedicata. Sisal, per esempio, dichiara oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte.

Chi cerca un modo per giocare i cavalli a ogni ora troverà lì la risposta, ma è bene sapere cosa sta guardando. Una corsa simulata non ha partenti reali: il risultato è generato. Il fascino dell’ippica, che sta nella forma e nel peso, non esiste in quella sezione, e nemmeno il margine è lo stesso. Trattarla come un sostituto della corsa vera è l’errore di lettura più comune su questo mercato.

La classifica: dieci concessionari e ciò che li distingue

Il criterio di questa lista non è la simpatia. Sono dieci concessionari autorizzati al gioco a distanza, ciascuno su un proprio sito .it, e quello che li distingue lo decide il contenuto dei rispettivi palinsesti, il numero di concessione e le condizioni che gli operatori stessi pubblicano.

Vale una precisazione che vale più di tutto il resto: la concessione è per sito, non per società, e l’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome su quell’elenco non dimostra da solo che un operatore offra scommesse sportive: lo dimostra il sito dell’operatore. La presenza in un confronto, peraltro, non è una concessione, e questo elenco non è una raccomandazione.

BetFlag: il bonus sportivo più alto su base percentuale

Operatore Concessione e concessionario Condizioni proprie Palinsesto
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Welcome Bonus Sport al 100 % del primo deposito, su saldo, fino a 5.000 € —
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Bonus di benvenuto legato a conto, registrazione e prima ricarica; credito spendibile su tutti gli eventi in palinsesto Singole, multiple e sistemi; risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori; Cash Out
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. — Esito finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo con mercati a quota maggiorata
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Bonus di benvenuto legato a conto, registrazione e prima ricarica; credito spendibile su tutti gli eventi in palinsesto Oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live, streaming gratuito; DUO, Supercombo, Supercoppia, Multigoal
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale — Calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi, spettacolo e politica
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, Champions, Europa e Conference League; oltre 20 sport
Betsson n. 16027, Azzurri Limited — Pre-match e live su migliaia di eventi; 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc — Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Bonus di benvenuto legato a download dell’app e registrazione Live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) — Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming

Quattro righe su dieci hanno una condizione economica da confrontare, e la colonna resta corta per una ragione che vale la pena dire: pubblicare un bonus non è obbligatorio, e nel periodo di rilevazione diversi concessionari non ne avevano uno attivo descritto nei propri termini. Una colonna piena di trattini sarebbe stata una colonna di promesse mancate, quindi le righe vuote restano vuote.

La sorpresa, per chi guarda la tabella, è in fondo: Goldbet e Lottomatica sono due marchi diversi con la stessa società alle spalle, la Goldbet Better Organization Italy, e due numeri di concessione distinti, il 16009 e il 16010. Non è un dettaglio burocratico. Due concessioni significano due siti, due conti, due palinsesti formalmente separati, e nessuna garanzia che le condizioni dell’uno valgano sull’altro. Chi apre il conto su un marchio non ha diritti sul gemello.

BetFlag: la percentuale più generosa, e il modo di verificare chi la offre

Il numero che salta all’occhio è il 100 % del primo deposito fino a 5.000 €. È la struttura classica del bonus sportivo italiano: una percentuale sul versamento, con un tetto assoluto che si raggiunge solo versando 5.000 €. Detto altrimenti, il tetto non è un traguardo accessibile, è la fine di una scala.

Sul versante dell’apertura del conto, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. È un’opzione che vale più di quanto sembri in un mercato dove l’identificazione è obbligatoria per legge: scegliere lo SPID accorcia il percorso, mentre chi resta sul form con copia del documento deve sapere che senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti resta sospeso e i prelievi bloccati. Trenta giorni sono molti finché non si avvicinano; poi diventano il problema principale del proprio saldo.

La concessione è la n. 16008 intestata a Betflag S.p.a., e si legge nelle condizioni dell’operatore. Il giudizio: è l’offerta da guardare per prima se si versa una cifra sostanziosa e non si ha fretta di incassare, perché una percentuale alta su un versamento alto è l’unico modo in cui questi bonus rendono davvero. Per chi versa 50 € il tetto a 5.000 € è irrilevante e il valore dell’offerta si misura tutto nel rigioco, che questa pagina non può quantificare per questo operatore.

SNAI: il marchio ippico che oggi vende un catalogo generalista

SNAI è il nome che in Italia è stato sinonimo di corse per generazioni, e questo è un vantaggio di riconoscibilità, non di prodotto. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il Cash Out merita una riga a parte perché cambia la gestione di una giocata più di quanto cambi una quota. Chiudere prima della fine significa trasformare una posizione aperta in un importo certo, rinunciando al resto del guadagno potenziale. Sulle corse, dove la giocata si decide in pochi minuti, la funzione ha meno spazio che su una partita; sulla multipla costruita intorno a un evento lungo, invece, è la differenza tra seguire la giornata e subirla.

Il bonus di benvenuto di Sisal e quello di SNAI condividono la stessa struttura: conto di gioco, registrazione sul sito o dall’app, prima ricarica, credito poi spendibile su tutti gli eventi in palinsesto. La concessione n. 16032 è intestata a Snaitech Spa. Il giudizio: il marchio vale la verifica per chi associa SNAI all’ippica, ma va verificato sul palinsesto, perché il catalogo descritto dalle sue app è costruito su calcio e mercati di dettaglio, non sulle corse.

Betfair: l’unico exchange descritto nel quadro normativo

Betfair è l’operatore con la struttura più diversa dagli altri nove, e la differenza non è di marketing. La legge ammette il betting exchange come gioco separato, dentro l’art. 6, comma 1, lett. e): il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair viene descritto come il primo a operare in questo formato in Italia, con la concessione n. 16028 intestata a Betfair Italia S.r.l.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Una scommessa each-way sono due scommesse, una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia (una scommessa each-way da 5 sterline costa 10 sterline).

La logica economica è opposta a quella degli altri. In un bookmaker si gioca contro il margine; su un exchange si gioca contro un altro giocatore e si paga una commissione. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi con incrementi da 50 centesimi. Un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e come siano fissate le commissioni, questo non è dato sapere.

Sul lato sportivo l’app Betfair Sport propone esito finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate. Il giudizio: è la scelta obbligata per chi vuole coprire una posizione invece di aprirla, e la scelta sbagliata per chi cerca un bonus di benvenuto tradizionale, perché il formato non funziona come un bookmaker e non premia come tale.

Sisal: il catalogo più largo e la diretta come argomento

Sisal dichiara numeri che gli altri non dichiarano: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con il Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il numero dei live è l’argomento più forte della scheda, e va letto con attenzione: un catalogo live ampio è utile solo a chi gioca live. Chi prepara la giocata la sera prima non ha alcun vantaggio da 15.000 eventi in diretta, mentre ha un vantaggio concreto da un palinsesto pre-match ben coperto. Vale la pena dirlo perché la diretta streaming, gratis, è la ragione per cui molti scelgono questa piattaforma e poi scoprono che guardare non è la stessa cosa che capire.

Sul bonus, Sisal lega l’accredito al possesso di un conto di gioco, alla registrazione e a una prima ricarica, con il credito spendibile su tutti gli eventi in palinsesto. L’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster, e il Virtual conta oltre 3.000 eventi al giorno. Il giudizio: è la piattaforma da scegliere se si gioca durante l’evento e si vuole guardarlo, mentre su chi punta sui cavalli con calma il vantaggio è modesto.

Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport

Il catalogo di Eurobet è il più eccentrico del gruppo. Si va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Su questi ultimi mercati la lettura da fare è quella della liquidità. Un mercato sulle elezioni o su un reality non ha il volume di un derby, e su un mercato sottile il margine tende ad allargarsi e la quota a muoversi con poco denaro. Chi trova affascinante la varietà sta comprando un prodotto diverso, non un prodotto migliore. Per l’ippica questa ampiezza dice poco: un operatore con trenta sport in lista non è più attrezzato sui cavalli di uno con dieci.

La concessione n. 16012 è intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e nelle condizioni dell’operatore si legge il numero. Il giudizio: interessante per chi vuole coprire eventi che non stanno da nessun’altra parte, e indifferente per chi cerca solo le corse, perché qui il segnale non arriva dal catalogo.

Planetwin365: la copertura calcistica spinta al dettaglio

Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di venti tipologie di sport con risultati in diretta.

La cosa che colpisce è la profondità verso il basso: Serie C e Coppa Italia sono mercati che molti operatori trattano in modo marginale. Un palinsesto che scende fino a lì è un segnale di infrastruttura, perché coprire campionati minori richiede fornitori di dati e gestione dei rischi che si vedono solo quando mancano. Sui cavalli, però, questo non produce alcun vantaggio specifico: la corsa non è un campionato e non esiste una Serie C dell’ippica da coprire con lo stesso metodo.

La concessione n. 16007 è intestata a Pwo S.p.a. Il giudizio: la scelta per chi segue il calcio minore e vuole trovarlo in lista, mentre per le corse resta un operatore come gli altri, senza un argomento proprio.

Betsson: la piattaforma che unisce sport e casinò

Betsson presenta l’app come Sportsbook & Casinò, con scommesse pre-match e live su migliaia di eventi e mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La concessione n. 16027 è intestata ad Azzurri Limited, una società diversa dal nome del marchio, come accade anche per StarCasinò.

Quella doppia anima è la cosa da valutare con più attenzione. Un operatore con casinò e sportbook nello stesso conto tende a una certa promiscuità di prodotto: il saldo è uno, il bonus può essere spendibile su entrambe le sezioni e la sera in cui lo sport non offre nulla il casinò è a un tocco di distanza. Non è un difetto dell’operatore, è un fatto di progettazione, e per un giocatore che vuole limitare il proprio ambito all’ippica è un fattore di rischio comportamentale più che di prodotto.

Sul lato mercati la lista è quella canonica del mercato italiano: 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo, senza segnali di specializzazione sulle corse. Il giudizio: adatto a chi vuole un conto unico per sport e gioco, meno adatto a chi vuole tenere separati i due ambiti.

bet365: il partner UEFA che mette l’ippica in lista

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e mette in palinsesto le scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live. È l’unico dei dieci che elenca esplicitamente l’ippica tra le voci principali della propria offerta.

Due cose vanno tenute separate. La prima è che una partnership di quel livello è un argomento di visibilità, non di qualità delle quote: sponsorizzare la competizione più seguita d’Europa non cambia il margine sui cavalli. La seconda è che l’ippica in lista significa che l’operatore ha i mercati, non che siano la sua specialità: la lista è lunga e le corse sono una voce tra le altre.

La concessione n. 16030 è intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, una società maltese, cosa normale nel settore e non un’allusione a un regime diverso: la concessione italiana è quella e vincola il sito italiano. Il giudizio: la casella da spuntare per chi vuole un operatore che tratti l’ippica dichiarandola, e la scelta meno interessante per chi cerca un bonus particolarmente ricco, visto che qui non ne è descritto uno.

Goldbet: il marchio che si apre dall’applicazione

Goldbet permette di giocare schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e lega il bonus di benvenuto al download dell’app e alla registrazione. È una condizione di forma prima che di sostanza: l’operatore premia un comportamento, non un importo, e questo dice molto su come intende costruire la propria base di utenti.

La concessione n. 16009 è intestata alla Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Sul versante identificazione, Goldbet rientra tra gli operatori che offrono anche il CIE attraverso un provider SPID, accanto al percorso con documento. Il giudizio: il modo più rapido per aprire un conto se si ha SPID o CIE e si gioca soprattutto da telefono, mentre chi preferisce decidere con calma su un computer non trova qui alcun argomento in più.

Lottomatica: lo streaming come strumento di puntata

Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La funzione è presentata come parte del prodotto, non come servizio accessorio, e la distinzione non è oziosa: se lo streaming è integrato nella schedina, l’operatore sta incoraggiando la giocata in corso d’evento, che è la forma di puntata con il ritmo più alto e la minore possibilità di riflessione.

La concessione n. 16010 è intestata alla stessa società di Goldbet, la Goldbet Better Organization Italy, ma su un numero distinto, il che riporta al punto sollevato nella tabella: due marchi, due siti, due concessioni, nessuna continuità automatica tra loro. Il giudizio: la piattaforma pensata per chi vive l’evento in diretta, e una scelta meno naturale per chi costruisce la giocata sui cavalli con largo anticipo.

Chi ha la concessione e chi no: la verifica in due minuti

Il test è uno solo, e non è la reputazione del marchio: esiste un elenco pubblico dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, tenuto da ADM (ex AAMS), e l’operatore dichiara il proprio numero di concessione e la propria società nei termini. Se il numero c’è e corrisponde, e il sito è italiano, il quadro è quello di un operatore autorizzato.

Conviene capire come è fatto quell’elenco, perché la lettura corretta evita una conclusione sbagliata in entrambe le direzioni. Nella rilevazione del 25 ottobre 2026 l’elenco ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una stessa società può comparire più volte: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale. La concessione è quindi per sito, non per società, e un marchio italiano con un numero valido è autorizzato esattamente per quel sito.

Il limite dell’elenco è il secondo punto da capire. Non esiste una colonna che dica quali giochi copra ciascuna concessione, e un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, ai giochi di casinò, all’exchange e al bingo. Un nome sull’elenco, quindi, non dimostra di per sé che quell’operatore offra scommesse sportive: lo dimostra il suo sito. E il fatto che un marchio compaia in un confronto non è una concessione né un lasciapassare.

Nella rilevazione citata, Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figuravano tra le 52 righe. La lettura esatta di quel dato è che non erano concessionari autorizzati al gioco a distanza in Italia in quella data, il che non equivale a un giudizio su di loro in altri mercati e non autorizza a chiamarli illegali in assoluto. Sul versante opposto, l’elenco non è esaustivo del mercato: esistono altri concessionari oltre ai dieci descritti, e un marchio assente da questa pagina non è per questo privo di concessione.

Come funziona la concessione, e perché la durata conta

Le concessioni non sono licenze aperte: sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, e il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati inclusi, e sulle corse dei cavalli alla lett. a); i totalizzatori sportivi e ippici alla lett. b); l’ippica nazionale alla lett. c); i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa alla lett. d); le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori alla lett. e); il bingo alla lett. f).

La durata massima è di nove anni, senza rinnovo, ai sensi dell’art. 6, comma 3. I requisiti per partecipare alla gara includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara stessa (art. 6, comma 5), mentre le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).

I numeri della gara di settembre 2025 dicono quanto sia ristretto l’accesso: 52 concessioni assegnate a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Per il lettore la conseguenza è che la barriera all’ingresso per un operatore è alta, e che la sua permanenza è comunque a scadenza fissata. Un operatore autorizzato oggi è un operatore autorizzato sul proprio orizzonte di nove anni, non per sempre: una verifica fatta una volta è solo un’istantanea, non una garanzia di permanenza indefinita.

La vigilanza, il filtro sui pagamenti e i siti oscurati

Due articoli della legge riguardano la vita quotidiana del giocatore più di quanto sembri. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire che i prestatori di servizi di pagamento trattino denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore di quel regolamento non risulta confermata. L’art. 22 dello stesso decreto prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione.

Il blocco funziona a livello di DNS e alcuni fornitori arrivano in ritardo, il che spiega perché a volte un sito inibito resti raggiungibile per qualche ora. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riportato dalla stampa di settore in riferimento all’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta. I mirror ricompaiono in poche ore, e la parola che descrive il risultato è «oscurati». ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso, il che rende l’incontro con un sito bloccato un’esperienza riconoscibile.

C’è poi la norma che riguarda direttamente il giocatore, e va letta con attenzione perché è la più citata a sproposito. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come la riporta ADM il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari. È la regola lato giocatore nella formulazione che dà ADM stesso. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Cosa rischia chi gioca su un sito estero

Un confronto onesto mette una cosa accanto all’altra. Una concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano per qualsiasi controversia. Un marchio .com non autorizzato non porta nulla di tutto questo, è soggetto al blocco DNS e, nella lettura di ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Non è una differenza di comodità: è una differenza di tutele disponibili quando qualcosa va storto.

L’autoesclusione è l’esempio più chiaro, perché è l’unica misura che protegge dal proprio comportamento e non dal comportamento altrui. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e le sale fisiche. La conseguenza è che chi si è escluso non può giocare da nessuna parte sul circuito legale, e questa è la funzione del registro. I siti privi di concessione non sono collegati al RUA, quindi su di essi un giocatore autoescluso resta del tutto senza protezione: la barriera che si era dato non esiste lì.

L’art. 15, comma 1, lett. e) impone strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Le condizioni di Admiralbet, per esempio, prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un sito di stampa specializzata riferisce che le forme parziali di esclusione partono da quella data. Chi sceglie un periodo breve sta programmando una pausa, non una rinuncia, e le due cose vanno tenute distinte con chiarezza.

Sui siti esteri il quadro è ancora più netto sul piano informativo. I marchi offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcuno valore. La zona offshore è, per definizione, non protetta: nessun RUA, nessuna vigilanza ADM, nessun tribunale italiano a cui rivolgersi con quella semplicità.

Il fisco: chi paga, e chi dichiara

Qui la differenza tra un concessionario italiano e un sito estero diventa visibile in banca, e conviene capirla prima e non dopo.

Il prelievo principale in Italia è l’imposta unica, che cade sull’operatore e non sul giocatore. La disciplina è nel D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non è confermato: l’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote; prima erano al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per il giocatore la conseguenza è diretta, ed è la ragione per cui l’ippica italiana resta fiscalmente semplice: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario. Nella pratica il giocatore riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di sempre: consultare un commercialista per il proprio caso.

Sui siti non autorizzati la situazione cambia in modo sostanziale, e in peggio. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati od ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione si enuncia così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Il quadro che ne esce per chi punta sui cavalli è lineare. Su un concessionario italiano la vincita arriva netta e la dichiarazione non è un problema del giocatore. Su un sito estero la vincita arriva lorda e il problema diventa suo, con una base imponibile calcolata sull’intero importo ricevuto. È la voce di costo che nessuna quota mostra e che nessun bonus compensa.

Gioco responsabile: gli strumenti, e quando servono

La tutela dei minori è un principio della legge, non una raccomandazione: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 la nomina tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il divieto di gioco ai minori di 18 anni compare anche nelle condizioni degli operatori, ed è il tipo di regola che non ammette letture creative: nessun conto, nessuna eccezione.

L’identificazione è il passaggio in cui questa regola diventa operativa. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa, che gli operatori offrono tramite form con copia del documento e tramite SPID, con Goldbet che aggiunge il CIE attraverso un provider SPID. Il punto pratico è il termine: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. È il tipo di scadenza che nessuno legge al momento dell’apertura e che tutti incontrano al primo tentativo di incasso andato a vuoto.

I limiti che si scelgono, e quelli che si subiscono

L’art. 15, comma 1 elenca gli strumenti che un concessionario deve offrire: limiti autoimposti su tempo, spesa e perdita alla lett. a); limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM alla lett. b); messaggi automatici sulla durata e sulla spesa alla lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, alla lett. e); un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno alla lett. f).

C’è una distinzione che sfugge quasi sempre, e che vale la pena fissare. Alcuni limiti li scegli tu, altri li applica il concessionario in base al tuo profilo. I secondi non sono negoziabili e non si vedono al momento dell’apertura del conto, ma esistono, e sono previsti dalla legge. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale alla sottoscrizione, una riduzione che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per un aumento. Il valore del limite di deposito che ADM fissa nella gara di concessione non è noto.

Anche qui l’ordine temporale conta più della cifra. Un limite si abbassa quando si vuole, e l’effetto è immediato. Si alza con una settimana di ritardo, e quella settimana è progettata per essere una pausa di riflessione in un momento in cui la riflessione è già compromessa. Il consiglio vale più di qualsiasi tabella: impostare il limite nella prima seduta, quando si è lucidi, invece di aggiustarlo dopo una serata storta.

RUA, autoesclusione e la finestra che cambia dal 2026

L’autoesclusione è la misura più radicale e la più fraintesa. Non è una pausa: è un blocco che vale su tutte le piattaforme autorizzate, ed è per questo che la sua durata va scelta con la stessa attenzione con cui si sceglierebbe un vincolo legale, perché di fatto lo è.

Le condizioni di Admiralbet, per esempio, prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il fatto che esistano forme parziali di esclusione, segnalate dalla stampa di settore a partire da quella data, allarga lo strumento: si può escludere una categoria di prodotto e non tutte, il che per chi vuole tenere aperto lo sport e chiudere il casinò è una differenza sostanziale.

Sul canale di aiuto la realtà italiana offre un riferimento unico e riconoscibile. bet365 indica, per i residenti in Italia, il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, accanto a strumenti come periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. Il numero è gratuito e non richiede di essere clienti di quell’operatore: chiunque può chiamarlo, ed è il primo posto da cui partire quando il gioco smette di essere una scelta.

C’è poi un dovere che riguarda gli operatori e non il giocatore, e che vale la pena conoscere perché dice come il sistema è pensato. L’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, promuove del resto la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile, e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo.

Ma la stessa norma vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive e radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. È il testo che ADM cita il 28 febbraio 2024, e la vigilanza è di AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Nella rilevazione del 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica per rimuovere il divieto sull’informazione indiretta, come le sponsorizzazioni, non è legge: il divieto è in vigore alla data di verifica.

Il punto per il lettore è che il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus. Non esiste un tetto statutario ai bonus né ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime arrivano esclusivamente dai termini di ciascun operatore. Questa pagina non può quindi decretare quale bonus sia il migliore in assoluto: può spiegare il costo reale di questi meccanismi, lasciando al giocatore il compito di valutare le promesse contenute nei singoli contratti.

Domande frequenti sulle scommesse sui cavalli

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM: il programma di eventi sportivi, corse comprese, e di tipi di giocata che il concessionario predispone e l’Agenzia autorizza. Nulla che stia fuori da quel documento è giocabile in Italia, per nessun operatore autorizzato.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si controlla l’elenco pubblico dei concessionari autorizzati al gioco a distanza tenuto da ADM (ex AAMS) e si confronta il numero dichiarato dall’operatore nei propri termini. La concessione è legata a un singolo sito .it, quindi il numero vale per quel sito e non per altri marchi.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota decimale. Con 10 € a quota 1,85 il ritorno è 18,50 €, di cui 8,50 € di guadagno netto. Nella multipla le quote dei singoli esiti si moltiplicano tra loro in un unico prezzo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato e si prende l’inverso della somma: quel valore è la quota di ritorno, e il margine è quel che manca fino a cento. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 il ritorno è del 95 % e il margine del 5 %.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate: l’imposta unica cade sull’operatore sulla differenza tra puntate e vincite. Sui siti non autorizzati l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi. Consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e Admiralbet chiede anche un tetto a ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Esistono poi limiti che il concessionario applica in base al profilo.

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