Scommesse sportive sicure nel 2026: la concessione ADM è l'unica prova che conta

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, verificati contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM e i termini e condizioni pubblicati dagli operatori.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.

Un bookmaker non è «sicuro» perché lo dice il suo spot, né perché occupa le prime posizioni di una pagina di comparazione: in Italia è sicuro chi compare nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli pubblica sul proprio sito. Quell’elenco, letto il 25 ottobre 2026, contava 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Un nome lì dentro, però, non dice ancora che quell’operatore accetti scommesse sportive: la lista non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può tenere in qualsiasi combinazione diritto alle scommesse, al poker, ai giochi di abilità, al casinò, al betting exchange e al bingo. La prova completa sta in due posti diversi — la lista dell’Agenzia per il titolo, il sito e l’app dell’operatore per il prodotto — e questa pagina spiega come leggerli entrambi, cosa cambia tra un concessionario e un sito senza titolo, e quale strada conviene a chi scommette con poco, a chi cerca il palinsesto più largo e a chi ha un problema con il gioco e vuole fermarsi.

Dieci concessionari a confronto: la classifica della scelta sicura

Prima di guardare le quote conviene guardare il titolo, perché è l’unica informazione che non cambia da un evento all’altro. Le dieci piattaforme raccolte qui sotto sono tutte concessionarie ADM con sito proprio .it, e ognuna dichiara il proprio numero nei termini del conto di gioco: è così che un lettore può risalire dal marchio alla società che risponde davanti all’Agenzia. La colonna finale riporta ciò che i termini o la scheda dell’app dicono del prodotto per cui quel marchio è conosciuto, senza aggiungere nulla che l’operatore non scriva di sé.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.
Marchio Numero di concessione e concessionario Prodotti e strumenti descritti dall’operatore
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a., sito Planetwin365 Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga), Champions, Europa e Conference League; oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito Eurobet Calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi; anche eventi di spettacolo (musica, cinema, tv, reality) e di politica (elezioni)
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a., sito Betflag Apertura del conto anche con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a., sito Netwin Offerta Sport-50: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc, sito William Hill Bonus Sport di 10 € per chi si registra con SPID; bonus di verifica di 5 € con registrazione manuale dopo l’invio dei documenti entro 96 ore
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited, sito Starcasino Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito Goldbet Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; bonus di benvenuto per chi scarica l’app e si registra
Betsson n. 16027, Azzurri Limited, sito Betsson Pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
SNAI n. 16032, Snaitech Spa, sito Snai Singole, multiple e sistemi; risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori; funzione Cash Out prima della fine dell’evento
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito Lottomatica Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live

Tre cose saltano all’occhio in questa tabella, e nessuna riguarda le quote. La prima è che il marchio e il concessionario il più delle volte non coincidono: dietro Lottomatica e Goldbet c’è la stessa società, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., e dietro Betsson e StarCasinò c’è Azzurri Limited. Chi confronta i due marchi come se fossero due aziende diverse sta confrontando lo stesso titolare con due vestiti. La seconda è che i numeri di concessione sono vicini ma non consecutivi: la graduatoria del 2025 ha distribuito 52 concessioni a 46 società su 93 domande, e un codice più alto non significa nulla di meglio o di peggio. La terza riguarda la scala del mercato: dieci nomi sono una scelta, non il censimento di un settore che conta decine di concessionari. Un marchio assente da questa lista non è per questo privo di titolo; semplicemente non è tra quelli di cui questa pagina può dire qualcosa, e la verifica si fa nell’elenco dell’Agenzia, non qui.

Il marchio non è il concessionario: come leggere la licenza

La concessione è per sito, non per azienda. Eurobet Italia S.r.l. Unpersonale, per esempio, gestisce Eurobet ma anche Bwin e giocodigitale: ogni indirizzo ha la sua riga, il suo numero e la sua verifica separata. Per il lettore questo significa una cosa pratica: quando controlla se un sito è autorizzato, deve confrontare l’indirizzo esatto che ha davanti agli occhi, non la società che lo gestisce né il nome che gli somiglia. Un marchio noto con un dominio diverso da quello che ci si aspetta è il primo posto dove guardare l’elenco.

Admiralbet scrive nei propri termini di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito italiano: è la formula che si trova, con numeri diversi, nei termini di ogni operatore autorizzato, e va letta nella parte bassa della pagina, dove nessuno la mette in evidenza. Se il numero c’è e sta nella lista dell’Agenzia, il titolo regge. Se manca, non c’è una scorciatoia: si consulta direttamente l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia.

Buoni pasto per un mercato di nomi: cosa dicono davvero le schede

Le descrizioni dei prodotti nell’ultima colonna hanno un’inutile aria familiare. Sono elenchi di campionati, sport e tipi di schedina che si assomigliano in modo sospetto da un operatore all’altro, e chiunque abbia aperto due app di scommesse italiane sa perché: il palinsesto è fissato per legge. L’articolo 2 del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata che il concessionario predispone e che l’ADM approva, e non si può accettare una giocata su un evento che lì dentro non c’è: l’Agenzia aggiunge gli eventi uno per uno. Un mercato ricco, quindi, non è un segno di virtù dell’operatore; è il perimetro che l’ADM gli ha disegnato intorno.

Detto questo, le differenze pratiche esistono e non sono nelle liste di campionati. Chi cerca il Cash Out lo trova dichiarato da SNAI; chi vuole un bookmaker che unisca casinò e sport sotto lo stesso conto guarda StarCasinò o Betsson; chi gioca in Italia da sempre riconosce i nomi Sisal Matchpoint e SNAI, che hanno una rete fisica alle spalle e un tipo di assistenza diverso. Quello che nessuna di queste schede dimostra è la comodità del prelievo, che dipende dall’operatore e dai metodi che ognuno elenca nei propri termini: una informazione che, per essere utile, va letta là dove sta.

Cosa distingue un’offerta dall’altra: il valore, non la percentuale

I bonus elencati nella terza colonna vanno letti con lo stesso occhio con cui si leggono i numeri di concessione, cioè cercando la condizione e non lo slogan. NetWin presenta una somma pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata a chi ha il conto verificato, con deposito minimo di 20 €; William Hill accredita subito 10 € a chi si registra con SPID, e solo 5 € a chi sceglie la procedura manuale, dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Nessuno dei due è un regalo senza contropartita: William Hill scrive nero su bianco che i bonus non sono subito prelevabili e vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM, e che su ogni singola scommessa si possono utilizzare al massimo 100 € di bonus. Quel tetto è la parte che quasi nessuno legge e che decide quanto vale davvero l’offerta per chi punta cifre alte.

Come si legge questa classifica

L’ordine non è una graduatoria, e chiunque legga la tabella come una pagella sta guardando la colonna sbagliata. La concessione è un requisito di partenza: chi sta in elenco ha già passato il filtro che conta, e da lì in poi la differenza la fanno il prodotto e le condizioni del bonus. Per questo conviene partire dal fondo, cioè da come si incassa, e solo dopo guardare a quanto ammonta il bonus di benvenuto.

Cosa rende davvero sicura una scommessa sportiva in Italia

La parola «sicuro» viene usata nel mercato come se descrivesse una quota, e non è così: descrive il rapporto tra il giocatore e lo Stato. Un bookmaker che opera in Italia è tale perché ha vinto una gara pubblica e non perché si è seduto a un tavolo a firmare un’autorizzazione. L’articolo 6 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 — il decreto di riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024 — elenca i giochi che si possono offrire da remoto sotto concessione: alla lettera a) del comma 1 ci sono le scommesse a quota fissa su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e sulle corse dei cavalli. Sono quindi due cose diverse e complementari: la scommessa sportiva non è un gioco a sé stante, ma un gioco che qualcuno ha il diritto di offrire.

Come funziona la selezione. La concessione si assegna con gara, ha una durata massima di nove anni e non è rinnovabile. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ad applicare i limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara stessa. La gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la sua durata: chi entra, entra sapendo quanto pagherà.

Le due liste che l’ADM pubblica, e perché contano più di una recensione

La verifica è più semplice di quanto sembri, perché l’Agenzia non chiede di fidarsi di nessuno. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che l’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza e con Sogei, redige la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali propri e della Guardia di Finanza. Sono due elenchi che vanno letti insieme, perché fanno due lavori opposti.

Il primo dice chi può. Il secondo dice chi non può, e viene aggiornato con regolarità: un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, quelli del 2026 ne aggiungono decine o centinaia per volta, e il termine che il settore usa per il risultato è «oscurati». Va detto come stanno le cose, però: il blocco agisce a livello di DNS e qualche fornitore di accesso è più lento di altri, quindi un sito inibito può restare raggiungibile per un po’ prima di sparire dietro la pagina di avviso dell’Agenzia; e i mirror di quei domini ricompaiono nel giro di ore. L’elenco, insomma, non è una porta blindata, è una fotografia scattata a una certa data, e come tutte le fotografie invecchia.

Il dettaglio che quasi nessuno controlla: il prodotto non è nella lista

Torniamo alla lacuna che decide se un sito è adatto o no a chi vuole scommettere sul calcio. L’elenco dell’ADM lega ogni riga a un sito .it e a un numero di concessione, ma non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione. Essere in elenco, quindi, non dimostra che quel sito accetti una schedina sul derby.

Il prodotto si verifica altrove: nel sito e nell’app dell’operatore, dove la sezione delle scommesse c’è o non c’è, con il suo palinsesto e le sue tipologie di giocata. È un doppio controllo che richiede due minuti, e vale la pena farlo perché è esattamente il punto su cui i comparatori più disinvolti sorvolano: la concessione è il lasciapassare, il palinsesto è il prodotto. Un concessionario senza scommesse sportive è perfettamente legale e completamente inutile per chi cerca una quota.

Quotazioni e margine: cosa vuol dire «sicuro» dentro un prezzo

La sicurezza legale non protegge dal margine, e su questo conviene essere chiari fino in fondo. Su ogni mercato il bookmaker si tiene una fetta della somma di tutte le puntate: la quota che il giocatore vede è già scontata di quella fetta, e nessuna concessione la riduce. Prendiamo un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati: sommando gli inversi delle due quote si ottiene 1,0526 circa, che corrisponde a una quota di ritorno di poco superiore al 95 % e a un margine di poco sotto il 5 %. È un esempio aritmetico, non un prezzo di nessun operatore in particolare, ma rende l’idea di cosa c’è dentro una quota apparentemente pulita: chi punta 100 € su un mercato di quel tipo non sta rischiando 100 € contro 90 € di vincita netta, sta pagando qualcosa anche quando vince.

Una settimana tipo da 100 €: quanto costa il margine su un conto vero

Vale la pena mettere quel margine nella vita reale di chi gioca con poco. Un giocatore che si fissa in registrazione un limite di ricarica settimanale di 100 €, e che quella somma la punta una volta su un mercato a due esiti a quota 1,90 per lato, sta giocando una partita che, ripetuta molte volte, gli restituisce in media poco più di 95 € per ogni 100 € puntati: il costo medio stimato è nell’ordine di 4-5 € a settimana, e su cinquantadue settimane fa una cifra che nessun bonus di benvenuto compensa. Il numero va letto come una stima, non come una previsione: è una media su tante ripetizioni nelle stesse condizioni, non ciò che accade a chiunque in una singola settimana, dove si può vincere tutto o perdere tutto. Ma la differenza tra guardare 100 € come somma che si gioca e guardarla come somma che rientra è esattamente la differenza tra un conto che dura e uno che si svuota. Chi vuole ridurre quel costo non ha un altro mercato da cercare: ha solo la frequenza da diminuire.

Normativa e vigilanza: chi controlla un bookmaker AAMS

La sigla che circola ancora oggi, AAMS, appartiene alla storia dell’amministrazione: l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS) è il regolatore del settore, e l’espressione «siti non AAMS» resta il modo più diffuso di dire «siti senza titolo». Vale la pena tradurla una volta per tutte, perché il vocabolario del mercato è più vecchio delle regole che descrive.

Sotto la concessione, il concessionario vive di obblighi che non sono clausole di stile. L’articolo 3, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori tra i principi del riordino, e le condizioni di concessione escludono i minori dal gioco; l’età fissata dalla legge italiana è 18 anni, e BetFlag lo scrive esplicitamente nelle proprie pagine di apertura conto. Poi c’è l’identificazione: un conto di gioco richiede l’identificazione completa del titolare, che si fa con la registrazione classica e una copia del documento in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. BetFlag rimanda anche alle procedure con CIE accanto a quelle con SPID, mentre Goldbet consente la CIE attraverso un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati.

Perché un concessionario apre su un dominio .it

Il dominio italiano non è folklore, è una conseguenza del titolo. La concessione è assegnata per sito, e ogni riga dell’elenco dell’ADM è legata a un indirizzo .it: il sito è lo strumento con cui il concessionario offre il servizio al pubblico italiano, ed è l’unità che l’Agenzia controlla. Quando un operatore scrive nei propri termini di fornire il servizio attraverso un certo dominio .it, sta dichiarando anche dove il giocatore deve trovarlo, e questo ha un effetto pratico immediato: un indirizzo diverso da quello dichiarato non è quel concessionario, per quanto il marchio sia identico.

La conseguenza per chi cerca un bookmaker sicuro è che il punto di partenza non è il motore di ricerca ma l’elenco dell’Agenzia. Chi arriva da una pubblicità o da un risultato sponsorizzato rischia di atterrare su un clone grafico dello stesso marchio su un dominio che nell’elenco non compare.

Un regime che l’ADM aggiusta nel tempo

Il quadro non è scolpito nel marmo. La durata dell’autoesclusione, per esempio, è cambiata: dal 1° febbraio 2026 va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo almeno nove mesi. Le condizioni degli operatori, che riportavano periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure l’esclusione a tempo indeterminato, si sono allineate alla nuova misura. Un giocatore che ha in mente una regola letta un anno fa sta usando un’informazione vecchia, e questo vale in generale: le regole del settore si muovono con decreti e provvedimenti, e le condizioni che si leggono oggi sul sito dell’operatore possono essere più aggiornate di quelle che circolano altrove.

Il potere di controllo, poi, non è solo documentale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che i fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM siano sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e il comma 1 dello stesso articolo prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione: una norma pensata per togliere ai siti senza titolo non solo l’accesso, ma anche il modo di incassare. Un regolamento la cui entrata in vigore è, a oggi, non confermata. Chi pensa che il proprio denaro sia sempre al sicuro per il solo fatto di essere passato da una carta sta attribuendo alla rete un controllo che non ha: la carta non sa chi c’è dall’altra parte, l’elenco dell’Agenzia sì.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che il conto mette a disposizione

Un regolatore che chiude i siti illegali fa metà del lavoro. L’altra metà la fa chi gioca, e gli strumenti per farla stanno dentro il conto, non in una pagina di avvertenze. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 li elenca come obblighi del concessionario: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di gioco; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Non sono servizi accessori: sono la contropartita della concessione.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Limiti di deposito, di spesa e di tempo: cosa si sceglie in registrazione

Il momento che conta è l’apertura del conto. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quella asimmetria è il cuore del meccanismo: abbassarsi un tetto è una decisione che si prende subito, alzarlo richiede una settimana di ripensamento.

Il deposito è la parte più sensibile, perché è l’unica che il giocatore controlla davvero. La legge non fissa un tetto statutario alle puntate nelle scommesse sportive: quello che il giocatore può fare è darsi un limite in ingresso e rispettarlo. Chi sceglie un limite settimanale basso — la cifra che useremmo per una settimana normale di svago, non per quella in cui «si recupera» — sta fissando il costo massimo del proprio divertimento in anticipo, e questa è l’unica cifra del conto che non dipende né dal margine né dall’esito delle partite. Il limite di deposito che l’ADM fissa nella gara di concessione non è noto, e comunque non è il numero che compare in registrazione: quello lo sceglie il giocatore.

Autoesclusione e RUA: fermarsi davvero, non solo su un sito

Chi vuole smettere di giocare non ha bisogno di cancellare l’app: la richiesta va registrata in un posto solo e vale per tutti. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e alle sale fisiche. Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. È l’unico strumento del sistema che tocca davvero il problema: gli altri limitano quanto si spende, questo interrompe il gioco.

L’autoesclusione può essere trasversale, cioè rivolta a tutti i concessionari con blocco della possibilità di aprire nuovi conti, oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza, e non è una svista nella disciplina: è il punto. La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Chi non ha un conto aperto e non vuole entrare in un portale può chiamare il numero verde nazionale 800 558822, che offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, e che bet365 indica nella propria app per i residenti in Italia; anche il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo è lo stesso numero.

Cosa resta scoperto su un sito senza concessione

Qui la scelta tra le due strade si misura in protezione persa, non in quote guadagnate. Un sito senza titolo non è collegato al RUA: un giocatore autoescluso che vi apre un conto non sta violando una regola formale, sta semplicemente giocando senza che nessuno lo fermi, ed è la situazione in cui l’autoesclusione smette di funzionare. Non c’è vigilanza ADM sul palinsesto, non ci sono gli obblighi di limite e di messaggio automatico che l’articolo 15 impone ai concessionari, non c’è un foro italiano davanti a cui litigare se qualcosa va storto, e c’è l’esposizione al blocco DNS che rende aleatorio anche il semplice prelievo.

C’è poi il piano giuridico, che l’ADM ha enunciato con la voce dell’autorità e non con quella di un comparatore. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, come l’Agenzia ha ricordato il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; e lo stesso articolo sanziona con un’ammenda e con l’arresto fino a tre mesi anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un caso concreto contro un giocatore non sono noti. La parte da non perdere è la prima: la sanzione riguarda anche chi scommette, non solo chi organizza, ed è la ragione per cui la differenza tra i due tipi di sito non è una questione di opinioni.

Gioco responsabile, informazione e il divieto che cambia tutto

L’articolo 15, comma 2 del D.Lgs. 41/2024 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Il concessionario, quindi, è tenuto per legge a parlare di gioco responsabile, e questo spiega perché le pagine di avvertenza esistono anche dove nessuno le cercava.

Il divieto di pubblicità, invece, funziona al contrario di come il marketing lo racconta. Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore: l’ADM lo ha richiamato il 28 febbraio 2024 ricordando che «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 l’autorità non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii pregiudiziali pendono davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica della norma). Una proposta di modifica in materia di pubblicità indiretta risultava in discussione in sede di manovra, e a oggi il divieto è in vigore.

Nessuna di queste pieghe cambia l’essenziale per il giocatore: l’ADM ha aggiunto che la pubblicità di operatori privi di concessione espone i mezzi che la ospitano a provvedimenti dell’AGCOM. Il che significa che una promozione aggressiva, di per sé, non è la prova di nulla; anzi, in un mercato dove la pubblicità diretta è vietata, un tono da grande campagna è più spesso il segnale di chi opera fuori dal perimetro che di chi ci sta dentro.

Le dieci piattaforme, una per una: quale strada sceglie chi

Da qui in avanti si guardano i singoli marchi con la stessa domanda: che tipo di giocatore ha davanti a sé questa piattaforma, e cosa gli costa. Nessun ordine di merito, nessun consiglio ad aprire un conto: solo quello che gli operatori scrivono di sé e le condizioni che ne derivano.

Planetwin365: il palinsesto calcistico per chi non vuole sorprese

L’app di Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È il profilo di un bookmaker che ha costruito la propria riconoscibilità sul calcio e sulla profondità dell’offerta, e la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., gli dà il titolo per farlo. Per chi segue i campionati minori italiani, la presenza della Serie C nello stesso elenco della Premier League è la differenza tra un’app che si usa il sabato pomeriggio e una che si usa tutto l’anno. Il volume di scelte, però, non è una virtù gratuita: un palinsesto ampio invita a scommettere su ciò che non si conosce, e il margine si paga su ogni singola giocata, non sul totale.

Eurobet: il palinsesto che non si ferma al calcio

Eurobet Sport spazia dal calcio, tennis e basket alla Formula 1, alla MotoGP, al baseball, al volley, al ciclismo, al rugby, al golf e agli scacchi, arrivando fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni. È un catalogo costruito per chi non vuole un solo sport ma un intrattenimento da seguire, e la concessione n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale ne fa un operatore con titolo pieno. Chi cerca una quota sul calcio di provincia lo trova; chi cerca un mercato su una serata televisiva trova una cosa che quasi nessun concorrente propone. La domanda da farsi davanti a un listino così largo è una sola: quanto di quel catalogo conosco davvero? Il baseball e il golf non pagano margini diversi dal calcio, ma li pagano su una competenza più sottile.

BetFlag: identificazione con SPID e CIE per chi vuole registrarsi in fretta

BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. È l’operatore che tratta l’identificazione come parte del servizio invece che come una formalità da superare, e la concessione n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., gli consente di farlo. La differenza si sente al momento dell’apertura: chi ha lo SPID chiude la pratica in pochi minuti e con i dati già compilati, chi non ce l’ha carica il documento e poi aspetta la validazione. Conta per chi ha fretta? Fino a un certo punto. Ma conta eccome per chi apre il conto la sera prima di una partita.

NetWin: un bonus dichiarato senza cerimonie

L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. La concessione n. 16035 è di Netwin Italia S.p.a. La moderazione della cifra è dichiarata: 50 € di massimo significa che nessuno deve coprire un requisito di giocata costruito su una somma enorme, e il fatto che l’operatore specifichi che il conto deve essere verificato prima mette sul tavolo l’ordine delle operazioni — prima i documenti, poi il deposito, poi il bonus. Il tetto ai bonus utilizzabili su una singola scommessa resta quello che le normative ADM prevedono, 100 € per giocata, e su un’offerta di questa misura non è un problema reale: è più basso il bonus che il tetto.

William Hill: il bonus che cambia forma a seconda di come ti registri

William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale prevede un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La concessione n. 16044 è di William Hill Malta Plc. È il caso più chiaro di un’offerta che premia un comportamento e non una puntata: chi usa SPID incassa il doppio, subito, e senza passare dalla coda delle verifiche. Due condizioni vanno lette prima di contare quei 10 €. I bonus non sono subito prelevabili e vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM; e su ogni singola scommessa si possono utilizzare al massimo 100 € di bonus, un limite che per un’offerta da 10 € non si tocca mai ma che dice come funziona il sistema per gli importi più alti. Il marchio ha un profilo di gioco responsabile dichiarato che include periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale indicato per i residenti in Italia: è il tipo di apparato che serve a un conto destinato a durare.

StarCasinò: due anime sullo stesso conto

L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò; la concessione n. 16026 è di Azzurri Limited, la stessa società dietro Betsson.it. È il profilo di un brand che nasce dal casinò e aggiunge lo sport, non il contrario, e per il giocatore questo cambia il contesto più dello scommettere in sé: un conto dove il casinò è a un tocco di distanza dalla schedina è un conto dove il margine del casinò è a un tocco di distanza dal margine del bookmaker, e i due non si somigliano affatto. Chi cerca solo scommesse trova quello che gli serve; chi cerca un posto da frequentare sappia che il vicinato è quello. Il titolo regge, la compagnia è quella che è.

Goldbet: la schedina classica fatta di abitudini

L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La concessione n. 16009 è di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la stessa società che gestisce Lottomatica. È un’offerta costruita sul gioco di sistema e sulla multipla, cioè su quella parte dell’offerta in cui il palinsesto conta più della singola quota e dove il rapporto tra rischio e ritorno si allarga in fretta. Chi gioca sistemi sa che il costo reale è il numero di combinazioni, non la puntata: è un dato che l’app mette a disposizione e che nessun bonus di benvenuto compensa.

Betsson: il listino dei mercati, non il campionato

Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La concessione n. 16027 è di Azzurri Limited. Qui l’accento non è sul torneo ma sul tipo di mercato: chi cerca il marcatore o la combo trova un catalogo dichiarato, e chi segue solo l’1X2 ha comunque tutto quello che serve. La differenza tra i mercati conta più di quanto si creda, perché il margine non è uguale su tutti: un mercato con pochi esiti e molto volume è tipicamente più stretto di un mercato di nicchia con una manciata di giocatori. Chi punta il marcatore paga quella nicchia, e lo paga in quote.

SNAI: il Cash Out per chi vuole uscire prima

L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La concessione n. 16032 è di Snaitech Spa. Il Cash Out merita una riga in più di quanto gli dedicano le brochure: è uno strumento che permette di uscire da una posizione, non di migliorarla, e il prezzo che l’operatore propone incorpora il proprio margine sulla situazione del momento. Chi lo usa per «salvare» una multipla già compromessa sta pagando per chiudere una scommessa che non avrebbe fatto. Chi lo usa per incassare un vantaggio prima che il campo lo ribalti sta comprando qualcosa che vale il prezzo, se quel prezzo lo ha deciso lui in anticipo.

Lottomatica: streaming e diretta per chi scommette guardando

L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita. La concessione n. 16010 è di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. È il profilo di chi mette la diretta al centro dell’esperienza: video e quota sullo stesso schermo, che è il modo in cui una parte consistente dei giocatori italiani usa il conto oggi. La comodità ha un rovescio, e riguarda il tempo: il live è la modalità in cui si prende più decisioni per minuto, e ogni decisione porta con sé il margine. Chi apre il conto per lo streaming dovrebbe aprire anche un limite di tempo.

Cosa resta fuori da questa lista

Un’ultima cosa, che vale più di mezza classifica. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non comparivano tra le 52 righe dell’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026. Non è un giudizio sul loro prodotto, è un fatto sul loro titolo: senza concessione non possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro a chi gioca dall’Italia, non sono collegati al RUA, non hanno un palinsesto approvato dall’Agenzia e non offrono un foro italiano. Le licenze estere che esibiscono non hanno alcun valore qui. Chi li incontra in un risultato di ricerca sta guardando esattamente la scelta che questa pagina prova a rendere visibile: quella tra due strade, una con la vigilanza e una senza.

Domande frequenti su scommesse e bookmaker sicuri

Come faccio a sapere se un bookmaker ha davvero la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM: ogni riga porta un numero di concessione e il sito .it collegato. La seconda conferma sta nei termini del conto di gioco, dove l’operatore dichiara il proprio titolo e il numero. Se il marchio non compare in elenco, nessuna licenza estera lo rende autorizzato in Italia.

Perché chi ha la concessione ADM apre su un dominio .it?

Perché la concessione è assegnata per sito, non per azienda, e ogni riga dell’elenco dell’ADM è legata a un indirizzo .it: quel dominio è lo strumento con cui il concessionario offre il servizio al pubblico italiano ed è l’unità che l’Agenzia controlla. Un indirizzo diverso da quello dichiarato nei termini non è quel concessionario, anche se il marchio è identico.

Cos’è il RUA e come mi ferma davvero?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche. Durante l’esclusione non si possono fare depositi, giocate o aprire nuovi conti presso concessionari ADM, ma si può prelevare il saldo disponibile. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID o a un concessionario.

Quali limiti di deposito posso impostare?

In registrazione l’operatore chiede di fissare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La legge non fissa un tetto statutario alle puntate sportive: il tetto che conta è quello che il giocatore sceglie per sé.

Che cosa perdo su un sito senza concessione ADM?

Perdo la protezione, non solo la quota. Un sito senza titolo non è collegato al RUA, quindi l’autoesclusione lì non funziona; non ha palinsesto approvato dall’ADM né obblighi di limiti e avvisi; è esposto al blocco DNS e ai mirror che ricompaiono nel giro di ore. L’ADM ricorda che la legge 401/1989, articolo 4, sanziona anche il partecipante.

Le vincite sulle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui siti con concessione ADM l’imposta unica è pagata dal concessionario: il giocatore riceve la somma netta e non la dichiara. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta invece le vincite da siti esteri o non autorizzati come redditi diversi, da dichiarare nel Modello Redditi PF o nel 730. La posizione fiscale personale va verificata con un commercialista.

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