Scommesse Europei 2026: la classifica dei dieci concessionari ADM, e il conto che nessuno ti mostra

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only
Want more predictions?
Join our Telegram channel
Join

Aggiornato al 31 Ottobre 2026 — concessioni e numeri di conto verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Uno smartphone e una carta di pagamento affiancati su un tavolo di legno, con alcune banconote da euro accanto
Il Campionato europeo di calcio 2024 si è disputato dal 14 giugno al 14 luglio 2024 in Germania con 24 squadre.

Nessun Campionato europeo si gioca quest’anno. Il torneo che il calendario UEFA mette davanti a noi è quello del 2028, con partita inaugurale il 9 giugno 2028 a Cardiff e finale il 9 luglio 2028 a Wembley, e prima ancora c’è un sorteggio di qualificazione fissato al 6 dicembre 2026 a Belfast. Chi cerca scommesse europei 2026 sta quindi cercando una cosa diversa da quella che il nome suggerisce: un bookmaker con cui arrivare preparato, oppure semplicemente il ricordo dell’ultima estate, quella del 14 giugno–14 luglio 2024 in Germania, chiusa dalla Spagna sull’Inghilterra per 2-1 a Berlino.

Vale la pena dirlo subito, perché cambia il modo di leggere tutto il resto: quando un torneo manca, l’offerta promozionale si assottiglia e resta il prodotto nudo. E il prodotto nudo è un listino prezzi. Ogni quota che vedi è una quota già decurtata, ogni bonus è un bonus con una condizione attaccata, ogni deposito ha un tetto che qualcuno ha scelto al posto tuo. La domanda utile non è «chi dà di più», ma «chi mi costa meno per arrivare a quella domenica di giugno».

Questa pagina fa esattamente quel conto. Prima le regole che nessun operatore può aggirare, poi gli strumenti con cui ti difendi da te stesso, poi il meccanismo dei bonus — che è dove si perde la maggior parte dei soldi per distrazione — poi il denaro che entra ed esce, e infine i dieci concessionari messi uno accanto all’altro.

La normativa: chi può accettare una scommessa in Italia e chi no

La prima cosa da capire su «normativa» e «vigilanza» è che in Italia non esiste una licenza di bookmaker. Esiste una concessione, assegnata per gara pubblica, e la differenza è tutta lì: non la chiedi, la vinci. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, e l’autorità è ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS per abitudine.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Al Campionato europeo di calcio 2024 sei giocatori hanno segnato tre gol ciascuno: Cody Gakpo, Harry Kane, Georges Mikautadze, Jamal Musiala, Dani Olmo e Ivan Schranz.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi offribili a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati compresi, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. L’art. 6, comma 3 fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Le condizioni richieste comprendono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5), mentre condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it.

Qui c’è il primo punto che sfugge a quasi tutti, e vale la pena fermarcisi perché cambia il senso delle verifiche che farai. La concessione è per sito, non per azienda. Una stessa società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. E soprattutto: l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostra il sito dell’operatore stesso, o la sua app.

Nella classifica che trovi più sotto, ogni operatore dichiara il proprio numero di concessione e la società nelle proprie condizioni. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.

Su cosa si può scommettere, le regole sono più strette di quanto il palinsesto di un bookmaker lasci intendere. L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di gioco predisposto dal concessionario e approvato da ADM: si può giocare solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. A settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di gioco stiano dentro ogni palinsesto non è dato sapere dall’esterno.

Gli eventi simulati hanno una definizione propria: l’art. 2, lett. v) chiama «scommesse su eventi simulati» quelle su eventi sportivi, ippici e altri generati dal computer e mostrati con animazione o con la ripresa di un evento reale già avvenuto, ammesse dentro la concessione per le scommesse sportive. Tutti i grandi operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose distinte nella legge: le scommesse sulle corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili) che richiedono una concessione separata. Se qualche brand prenda il totalizzatore ippico nazionale online, non è dato sapere.

Le scommesse live le offre ogni operatore di una certa dimensione; le regole ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note. Il betting exchange invece è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo resta in capo al concessionario. Quali brand facciano exchange oggi e con quali commissioni non è dato sapere. Esiste una delibera dirigenziale ADM su scommesse e minori che cita il DM 111/2006; il suo contenuto non è noto. Se il palinsesto comprenda gli esport non è noto. Un tetto statutario in euro sulle puntate sportive non risulta: gli strumenti che contano sono i limiti che il giocatore si mette e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Concessione e no: il conto che paghi se il sito non è nell’elenco

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Nella finale degli Europei del 14 luglio 2024 all'Olympiastadion di Berlino la Spagna ha battuto l'Inghilterra per 2-1, conquistando il suo quarto titolo europeo.

Il blocco lavora a livello DNS e qualche fornitore resta indietro. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e le copie speculari ricompaiono nel giro di ore. La parola che riassume il risultato è «oscurati».

C’è un secondo pezzo, che riguarda il giocatore e non l’operatore, e che ADM enuncia con parole sue il 28 febbraio 2024: la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

Ecco il confronto onesto, senza fare sconti a nessuno. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un brand .com senza concessione non porta niente di tutto questo, è soggetto al blocco DNS e, come dice ADM stessa, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore. Quella zona è semplicemente scoperta.

La pubblicità è vietata, e questo ti dice qualcosa sui bonus

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita così, il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità a operatori senza licenza può attirare provvedimenti AGCOM sui mezzi che la ospitano.

Le cronache del 2025–2026 dicono che AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; che il TAR Lazio, ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e che pendono due rinvii alla Corte di giustizia UE (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta, non legge: un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — esito non reperito, divieto in vigore alla data di verifica.

Perché ti interessa una regola sulla pubblicità, in una pagina sul costo delle offerte? Perché spiega la forma che l’offerta prende. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus: «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e non esiste un tetto statutario al bonus né un tetto al requisito di rigioco. Importi, requisiti e quote minime vengono quindi solo dalle condizioni di ciascun operatore, e sono quelli che devi leggere. Un mercato in cui non si può gridare l’offerta è un mercato in cui l’offerta si nasconde nelle condizioni generali. Chi non le apre sta comprando a scatola chiusa.

La tassa la paga il concessionario, non tu — con una riserva

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato) è del 20,5 % se raccolta in rete fisica e del 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite secondo la stampa specializzata. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano 43 % e 47 %); le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Per il giocatore: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non si dichiarano, perché il prelievo grava sul concessionario — «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene chiudere con l’avvertenza di rito: consultare un commercialista.

Le cose cambiano se il sito non ha la concessione. L’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR sull’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va enunciata per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Un ventiquattro e mezzo per cento sulla differenza tra puntate e vincite non è una curiosità da addetti ai lavori. È il motivo per cui la quota che leggi è quella che leggi, e il motivo per cui un exchange, dove il concessionario fa da tramite e non da controparte, ha una struttura di costo diversa da un bookmaker tradizionale. Chi scommette senza sapere dove sta il margine non sta giocando: sta pagando un prezzo senza guardare il cartellino.

Gioco responsabile: gli strumenti che ti costano zero e valgono più del bonus

La legge italiana mette in capo al concessionario una serie di obblighi che, letti dalla parte del giocatore, sono altrettanti strumenti gratuiti. L’art. 15, comma 1 prevede: a) limiti di tempo, di spesa e di perdita che il giocatore si autoimpone; b) limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; c) messaggi automatici su durata e spesa; e) strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Il punto b) è quello che quasi nessuno legge e che pesa più di ogni bonus. Il limite di deposito lo scegli tu in registrazione, su base settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano una scelta già in fase di iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per alzare il limite. Tradotto: puoi rallentarti con un clic, ma per accelerarti serve una settimana. È un’asimmetria voluta, e funziona esattamente perché è scomoda. Chi vuole aumentare il limite dopo una serata storta deve aspettare sette giorni per farlo — sette giorni in cui quella serata è finita e la testa è un’altra.

Sull’identità il quadro è preciso. Un conto di gioco richiede identificazione piena; gli operatori offrono la registrazione con form e copia di un documento e quella con SPID (Goldbet anche con CIE, tramite un provider SPID). Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi sono bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. SPID e CIE sono tra i metodi di identificazione che alcuni operatori mettono a disposizione. Sull’età: il principio della «tutela dei minori di età» è nell’art. 3, comma 1, lett. a), le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

C’è poi un aspetto del gioco responsabile che vale la pena guardare dal lato del costo, e che di solito resta implicito: quei limiti che imposti in registrazione, e che ti sembrano un fastidio, sono l’unica cosa su questa pagina che ti fa risparmiare senza chiederti niente in cambio. Un bonus ti chiede di giocare. Un limite di deposito ti chiede di non farlo.

Il RUA: l’unico blocco che attraversa tutto il mercato legale

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è la parte del sistema che vale la pena capire bene, perché è l’unica che ti protegge davvero e non solo sul singolo sito. L’autoesclusione registrata lì blocca ogni piattaforma online autorizzata in ADM e le sale fisiche, tutte insieme. L’art. 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo stabilito dal giocatore.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un sito di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. Periodi e forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina ADM indicano.

Il lato che non convince è questo, e conviene dirlo chiaro. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si è escluso e poi apre un .com offshore non è protetto da nulla: non dal registro, non dalla vigilanza, non da un limite imposto per protocollo. Il RUA è un blocco a tenuta sul perimetro legale e un colabrodo fuori da quel perimetro. È il costo meno visibile dell’offerta senza concessione, e vale più di qualunque quota più alta.

L’art. 15, comma 2 aggiunge un obbligo informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Un milione di euro come tetto annuo, per un’industria che muove molto di più: non è una cifra che cambia il mercato, ma è la cifra che il legislatore ha ritenuto sufficiente.

Un limite di ricarica lo imposti tu, e lo imposti adesso

Se c’è una pagina delle condizioni generali che vale i cinque minuti spesi a leggerla, è quella dei limiti. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È il meccanismo dell’art. 15, comma 1 visto dall’interno di un operatore, e conferma la regola generale: rallentare è a costo zero, accelerare richiede tempo.

Il consiglio pratico è poco elegante ma onesto: quei campi si compilano una volta sola, in registrazione, e conviene compilarli con un numero che non ti faccia comodo. Un limite scelto per essere rispettato val bene più di un requisito di rigioco letto a metà. E se il limite ti sembra basso, ricorda che alzarlo costa sette giorni — mentre abbassarlo costa un clic. La fretta, in questo mercato, è sempre dalla parte sbagliata.

Il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo, 800 55 88 22, è il canale che bet365 indica per i residenti in Italia tra i propri strumenti di gioco responsabile, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.

Bonus e free bet: quanto costa davvero il denaro che ti regalano

Il bonus di benvenuto è il prodotto più venduto e meno capito del settore. La ragione è semplice: si legge la prima riga e si salta la seconda. La prima riga è sempre un numero grande. La seconda riga è il requisito, ed è lì che sta il prezzo.

Non esiste, in Italia, un tetto statutario al bonus né al rigioco. Come abbiamo visto parlando del Decreto Dignità, il divieto riguarda la pubblicità e non l’esistenza dell’offerta: importi, requisiti di puntata e quote minime vengono solo dalle condizioni di ciascun operatore. Il che significa che non c’è un metro comune, e che confrontare due bonus guardando solo l’importo è come confrontare due mutui guardando solo il capitale.

Un esempio concreto: nel Benvenuto Sport di William Hill il bonus è pari al 100 % fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € entro 7 giorni (via carta o PayPal), erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni (quota minima 5.00) giocate con denaro reale. Condizioni che pesano sul valore dell’offerta.

Un bonus cash del 100 % fino a 50 € suona generoso. Il deposito minimo di 20 € restringe il campo a chi mette almeno quella cifra, la finestra di 7 giorni per il primo versamento con carta o PayPal esclude chi ricarica con altri strumenti, la quota minima di 5.00 per selezione esclude praticamente tutto il pre-match ragionevole — una quota 5.00 su una singola è già un esito improbabile — e l’erogazione in tranche da 10 € significa che non vedi tutto insieme, ma dieci euro per volta, ognuno condizionato alla stessa struttura. Chi guarda solo il «100 %» ha letto un quarto dell’offerta.

Su NetWin l’offerta Sport-50 è un bonus reale del 100 % fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato (deposito minimo 20 €). Il verificato, non l’iscritto: è un requisito identitario, non pubblicitario; in un mercato dove il conto va validato entro 30 giorni, è una condizione che decide se il bonus arriva.

Il terzo modello è quello di Sisal, che non passa da un importo ma da una sequenza: per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app e effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Nessun requisito di rigioco nei termini riportati, il che suona bene fino a quando non si ricorda che «si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto» è una promessa di spesa, non di prelievo. Il bonus è denaro che giri, non denaro che incassi.

E poi c’è la questione che nessun operatore mette in vetrina: cash, free bet o cashback non sono la stessa cosa, e l’etichetta conta più dell’importo. Un bonus cash è denaro che entra nel saldo. Una free bet è una giocata il cui importo non viene restituito in caso di vincita: se punti una free bet da 10 € a quota 2,00 e vinci, non incassi 20 € ma il profitto, cioè 10 €. È una differenza che su dieci free bet fa cento euro di aspettativa, e che nessuna pubblicità chiarisce. Uno stile diverso ancora è la tranche ricorrente di William Hill: dieci euro per volta, ognuno legato alla stessa struttura di multiple e quota minima.

Il modo per non sbagliare è sempre lo stesso: quando leggi l’importo di un bonus, cerca la quota minima, il numero di selezioni richieste e la finestra temporale. Se mancano, il bonus non è senza condizioni — sono scritte altrove. Le condizioni generali di ogni operatore sono il posto dove stanno, e sono pubbliche.

Il conto del rigioco: come si legge un requisito di puntata

Il requisito di puntata, o rigioco, è il numero di volte che l’importo del bonus va giocato prima che diventi prelevabile. Le condizioni degli operatori della classifica non riportano i moltiplicatori nei termini che qui risultano, quindi la cosa utile non è un numero ma il metodo per applicarlo, che è aritmetica elementare e vale la pena vedere su un caso finto.

Prendi un bonus da 50 € con un requisito di rigioco di 5 volte sull’importo del bonus. Il giro d’affari richiesto è di 250 €. Se giochi singole da 5 €, servono 50 puntate. Se il requisito vale solo su giocate con una quota minima — e vale quasi sempre — le puntate che non raggiungono quella quota non contano e vanno rifatte. E il costo vero non è il giro d’affari ma il margine che ci sta dentro: a ogni puntata il bookmaker trattiene la propria parte sul mercato giocato, e su 250 € di giro d’affari quella parte non torna indietro.

Quest’ultimo passaggio è quello che sfugge. Un requisito di rigioco da 5 volte su un bonus da 50 € non costa 250 € — non stai perdendo 250 €, stai muovendo 250 € — ma il margine incorporato in ogni quota sì, quello lo paghi davvero. Più alto il requisito, più margine passi. Ecco perché un bonus più piccolo con requisito basso vale spesso più di un bonus grande con requisito alto, e perché i confronti fatti sull’importo sono quasi sempre sbagliati.

Un’ultima nota su cosa non troverai su questa pagina: il codice promozionale. Le condizioni di NetWin citano l’inserimento di un codice al primo versamento, e alcune offerte girano accompagnate da un token di questo tipo. Il punto è che un codice non è un valore: quello che vale è il bonus dietro il codice, con la sua quota minima, il suo numero di selezioni e la sua finestra. È lì che si decide se l’offerta è buona, non nella stringa che si digita.

Pagamenti: dal deposito al prelievo, e i tempi che nessuno dichiara

Qui la normativa italiana è più utile di quanto sembri, e per una ragione che rovescia il senso comune. Non esiste uno statuto che elenchi i metodi di pagamento approvati. Quali strumenti accetti un operatore, con quale deposito minimo e con quali limiti, viene soltanto dalle sue condizioni. La conseguenza è duplice: nessuno può dirti dall’alto quali metodi sono quelli «giusti», e nessuno può appellarsi a una regola generale quando un deposito non passa. Quello che esiste è un insieme di vincoli che vale la pena conoscere.

Il primo riguarda gli strumenti, che devono essere intestati al cliente. Admiralbet, tra gli altri, specifica per le ricariche online una lista di carte, portafogli elettronici e bonifici senza costi aggiuntivi. Questa regola, che vieta di ricaricare dal conto di un terzo, tutela contro l’antiriciclaggio.

Il secondo sono i punti vendita ricariche dell’art. 13 del D.Lgs. 41/2024: ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie) che ricaricano il conto online solo su richiesta dell’intestatario dopo identificazione, con gli strumenti che l’intestatario ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. I punti vendita non possono pagare vincite né prelevare saldi, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno al punto vendita.

C’è un terzo tassello, ancora da definire: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. L’entrata in vigore non è confermata. Se arrivasse, cambierebbe la vita ai siti offshore più di quanto il blocco DNS abbia mai fatto: non un dominio oscurato, ma il canale che si chiude.

Criptovalute presso i concessionari ADM: la questione resta aperta, e nessuno statuto nomina metodi approvati. Chi promette depositi in crypto su un sito con concessione ADM sta promettendo qualcosa che non è dato riscontrare.

I metodi dei dieci operatori, e il limite di leggerli come un confronto

Le liste dei metodi variano: Admiralbet cita carte, Postepay, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe, Admiral Pay e bonifico; bet365 indica carta di debito, PayPal e Apple Pay. Goldbet e Lottomatica accettano PostePay e PayPal. Sisal abilita il deposito o prelievo nel punto vendita più vicino, mentre Eurobet e Betfair consentono di gestire depositi e prelievi delle vincite direttamente dall’app.

Su SNAI, William Hill, Planetwin365 e NetWin non risultano qui liste di metodi: SNAI indica che il conto si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7; William Hill pone una condizione precisa sul primo deposito, che va fatto con carta o PayPal entro 7 giorni; Planetwin365 e NetWin non hanno metodi nei termini che qui risultano.

C’è una tentazione da evitare, ed è quella di leggere quell’elenco come una classifica di generosità. Non lo è. Il numero di metodi accettati non dice nulla su quanto costa usarli né su quanto tempo impiega un prelievo ad arrivare: un elenco lungo con un prelievo lento vale meno di due metodi che funzionano. E la condizione di William Hill — carta o PayPal entro 7 giorni — è l’esempio perfetto: un metodo non accettato al momento giusto non è un metodo accettato. Se il tuo primo versamento parte da uno strumento diverso, il bonus non matura, e l’elenco di metodi sull’app non ti salva.

La domanda giusta non è «quanti metodi», ma «quali metodi, con quali tempi, e a quali condizioni». E la risposta, per ciascun operatore, sta nelle sue condizioni — non nella descrizione che ne fanno gli app store.

Tempi di accredito: quello che si può dire e quello che no

Sui tempi di prelievo, le fonti disponibili per i dieci operatori non portano numeri: nessuno degli operatori della classifica riporta, nei termini qui consultati, un tempo di accredito dichiarato per il prelievo su carta, su PayPal o su altri canali. Nessuno, per essere chiari, significa nessuno: non ci sono cifre da confrontare, e questa pagina non ne inventa.

Quello che si può dire è dove guardare e perché conta. I tempi di prelievo dipendono da due cose, e solo una delle due sta in mano all’operatore: la lavorazione della richiesta, che dipende dal bookmaker, e il transito sul canale, che dipende dall’emittente della carta o dal wallet. Un operatore veloce con una carta lenta arriva lento. Ecco perché il tempo dichiarato dall’operatore, quando c’è, è una promessa parziale. Le condizioni di gioco dell’operatore sono il posto dove questa informazione sta, se sta da qualche parte.

Nel frattempo, il vincolo che vale per tutti è quello normativo. Il prelievo dall’app o dal sito si può fare, ma se il conto non è validato — ricordiamo i 30 giorni per la validazione senza SPID — i prelievi sono bloccati. È il momento in cui l’identità smette di essere una formalità e diventa un problema di cassa: chi non ha validato il conto scopre il blocco nel momento peggiore, cioè quando vuole incassare. Il modo per non trovarcisi è noioso e funziona: validare subito, prima di vincere, non dopo.

La classifica dei dieci concessionari ADM: come li ho confrontati

Prima di scrivere un nome voglio essere chiaro su cosa distingue questa lista da quelle che trovi in giro. Non è una classifica di generosità e non è una graduatoria di quote. È un elenco di dieci operatori che hanno tre cose in comune, verificate una per una, e tre cose che li differenziano.

Le tre cose in comune. Primo: ognuno di questi dieci è un concessionario ADM su sito .it, con un numero di concessione dichiarato nelle proprie condizioni e un codice che sta nell’intervallo 16000–16051 dell’elenco autorizzato letto il 25 ottobre 2026. Secondo: ognuno ha fatti verificabili sul proprio conto di gioco, cioè una fonte che descrive depositi, prelievi, registrazione o bonus, non un’immagine di marca. Terzo: nessuno di loro è un .com offshore — non ci sono, in questa lista, i brand che accettano giocatori italiani senza concessione.

Le tre cose che li differenziano, e sono quelle che contano. La società concessionaria, che quasi mai coincide con il marchio: Bwin.it è Eurobet Italia, Lottomatica.it è Goldbet Better Organization Italy, e la società si legge dalla riga di concessione di ogni scheda, non dal nome sopra l’insegna. Il prodotto, perché diversi di questi marchi sono casinò-first con un bookmaker dentro, e questo non è un dettaglio da niente per chi cerca una piattaforma dove le scommesse sportive abbiano un palinsesto vero. E i metodi e le condizioni del conto, che sono l’unica parte del confronto in cui i dieci si comportano in modo davvero diverso.

Una cosa che questa classifica non dice e che nessuna classifica può dire: l’elenco ADM non è esaustivo del mercato. Esistono altri concessionari, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione. Un elenco di dieci righe è un elenco di dieci righe.

Una premessa che vale per ogni riga della tabella. La colonna di destra riporta quello che le condizioni di gioco e le schede dei singoli operatori dicono su temi legati al denaro: depositi, prelievi, ricariche, limiti, identità, bonus. Dove un operatore non dice nulla su un punto, la cella resta vuota. Non è una svista e non è una nota di demerito: è la fotografia di che cosa è scritto e che cosa non lo è. E dove le fonti non coprono larga parte delle righe, quella colonna non c’è affatto — un elenco di trattini non è un confronto, è rumore.

Brand Concessione ADM e concessionario Che cosa dicono le condizioni dell’operatore
Goldbet n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Il conto gioco si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi; l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet.it
SNAI n. 16032 — Snaitech Spa Il conto si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità; assistenza a disposizione 7 giorni su 7
William Hill n. 16044 — William Hill Malta Plc Benvenuto Sport: bonus cash del 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale
AdmiralBet n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. Ricariche con carta di credito o debito, Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico, senza costi aggiuntivi e con strumenti intestati al cliente; in registrazione limiti di ricarica, spesa e tempo giornalieri, settimanali e mensili; autoesclusione 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia
Lottomatica n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi accetta PostePay e PayPal, oltre ad altri; accesso dall’app con username e password
Planetwin365 n. 16007 — Pwo S.p.a. L’app copre i principali campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Eurobet n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad
Sisal n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. Con l’app si prenotano le scommesse e si ricarica o preleva nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si scansiona con l’app per sapere subito se è vincente; il bonus di benvenuto richiede conto di gioco, registrazione e prima ricarica
NetWin n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. Sport-50: bonus reale del 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo 20 €
Betfair n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. L’app Exchange Scommesse consente depositi e prelievi delle vincite, il live streaming di eventi di calcio, tennis e basket e grafici per monitorare in tempo reale l’andamento delle quote

La colonna di destra è più disomogenea di quanto una tabella dovrebbe essere, e la disomogeneità è informativa. Su alcuni operatori la fonte parla di soldi — Admiralbet, William Hill, Goldbet, Lottomatica, NetWin. Su altri parla del prodotto o dell’app senza toccare il denaro: Planetwin365 ha la descrizione di palinsesto più ricca del gruppo e la più povera di informazioni sui pagamenti; Eurobet dice che dall’app si depositano e prelevano somme senza dire con quali strumenti; Betfair descrive i prelievi ma non i canali. Chi cerca il bookmaker con i pagamenti più chiari non troverà in questa tabella una risposta per tutti e dieci, e la ragione è che quella risposta, per diversi di loro, è scritta solo nelle condizioni generali sul sito — che è il primo posto in cui guardare prima di aprire un conto.

C’è poi una nota sul confronto in sé, che vale più di qualunque colonna. Sette dei dieci operatori di questa lista sono casinò-first con un bookmaker dentro, e questo ha una conseguenza pratica su cosa aspettarsi dal prodotto scommesse: palinsesti profondi sul calcio e sui grandi campionati europei, meno profondi altrove. Planewin — pardon, Planetwin365 — è l’eccezione dichiarata, con una copertura di campionati e competizioni che nella tabella si vede bene. Per il resto, il metro giusto non è «quanti sport» ma «quanti mercati su una partita che mi interessa davvero».

Gli Europei: cosa c’è in palinsesto quando il torneo manca

Arriviamo alla parte che dà il nome a tutta la pagina, e conviene affrontarla con onestà perché il calendario fa uno scherzo. Nel 2026 non si gioca nessun Campionato europeo. L’ultima edizione è stata quella del 2024 in Germania, dal 14 giugno al 14 luglio, con 24 squadre, sei gironi da quattro e 51 partite in totale; la Spagna ha battuto l’Inghilterra 2-1 in finale il 14 luglio 2024 all’Olympiastadion di Berlino, conquistando il suo quarto titolo europeo. Sei giocatori hanno chiuso a tre gol — Cody Gakpo, Harry Kane, Georges Mikautadze, Jamal Musiala, Dani Olmo e Ivan Schranz — e il pubblico complessivo è stato di 2.681.288 spettatori.

La prossima edizione è il 2028, con 24 nazionali, in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda: partita inaugurale il 9 giugno 2028 a Cardiff, finale il 9 luglio 2028 allo stadio di Wembley a Londra. Il formato prevede sei gironi da quattro squadre e una fase a eliminazione diretta con ottavi dal 24 al 27 giugno, quarti il 30 giugno e il 1° luglio, semifinali il 4 e 5 luglio e finale il 9 luglio; la finale per il terzo posto non è prevista. Le qualificazioni si giocano in dodici gironi da quattro o cinque squadre: le dodici vincitrici e le otto migliori seconde si qualificano direttamente, e il sorteggio è il 6 dicembre 2026 a Belfast.

Chi cerca scommesse europei 2026 sta quindi cercando o l’anticipo di un torneo che arriverà fra due estati, o il ricordo dell’ultimo. In entrambi i casi la sostanza operativa è la stessa, e vale la pena dirla senza girarci intorno: quello che conta non è il torneo, è il palinsesto che l’operatore ci mette dentro. Su questo la norma è netta e l’abbiamo già incontrata — si può giocare solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. L’apertura di un grande torneo non è un evento che l’operatore decide da solo: passa da un’approvazione.

Il resto della storia è aritmetica da bar dello sport. Nel 2024 il torneo è durato un mese e ha prodotto 51 partite su 24 squadre: per un appassionato sono circa tre settimane di offerta piena e una settimana di finali, seguite da un vuoto. Nel 2028 il calendario è più lungo — dal 9 giugno al 9 luglio — e la fase finale comincia il 24 giugno. Chi si organizza il conto su un torneo lo fa sapendo che l’offerta promozionale si concentra nelle prime due settimane dell’evento, come qualsiasi operatore con un reparto marketing che debba scegliere dove mettere il budget.

Il torneo non è nuovo, e la prospettiva aiuta. Il primo Campionato europeo si è disputato nel 1960; dal 2016 giocano 24 squadre, mentre dal 1996 al 2012 erano 16. La nazionale più titolata è la Spagna con quattro titoli, pari al suo 2024; la Germania ne ha vinti tre (1972, 1980, 1996). Il miglior marcatore di sempre è Cristiano Ronaldo con 14 gol. L’organizzatore è la UEFA e il torneo si svolge ogni quattro anni.

C’è una lezione da tutto questo, e riguarda il modo in cui un giocatore italiano dovrebbe leggere l’offerta di un anno senza Europei. Quando c’è un grande torneo, l’operatore compra visibilità — ma la pubblicità è vietata dal Decreto Dignità, quindi la visibilità si compra in altre forme, e l’offerta promozionale si concentra. Quando il torneo manca, come adesso, la differenza tra i bookmaker non la fa più il bonus ma il prodotto: il palinsesto, i mercati, la profondità sul campionato che segui. È un momento meno rumoroso e più leggibile, e per un giocatore attento è il momento migliore per scegliere la piattaforma — senza un torneo che gonfia tutto, si vede chi ha davvero il prodotto.

Il margine, e perché il torneo non lo sposta

Un’ultima cosa sul meccanismo, perché è quella che determina quanto ti costa ogni singola scommessa, con o senza Europei. Il margine del bookmaker è la parte che l’operatore trattiene su ogni unità puntata su un mercato, e si calcola dai prezzi di tutte le uscite di quel mercato: la quota di ritorno è 1 ÷ (1/quota₁ + … + 1/quotaₙ), e il margine è il 100 % meno quella quota.

Facciamo l’esempio più semplice, sul mercato 1X2, con tre quote illustrate. Con 2,00 – 3,40 – 4,00, la somma dei reciproci è 1/2,00 + 1/3,40 + 1/4,00, cioè 0,5000 + 0,2941 + 0,2500, pari a 1,0441. La quota di ritorno è 1 ÷ 1,0441, cioè 95,78 %, e il margine è 4,22 %. Su 100 € di puntate distribuite su quel mercato, il bookmaker trattiene in media poco più di quattro euro.

Lo stesso mercato con quote 1,90 – 3,30 – 3,80 dà invece 1/1,90 + 1/3,30 + 1/3,80, cioè 0,5263 + 0,3030 + 0,2632, pari a 1,0925. La quota di ritorno scende a 91,53 % e il margine sale a 8,47 %. Due prezzi diversi sullo stesso mercato, e la differenza per il giocatore è di oltre quattro punti di ritorno.

Il punto che vale la pena portare a casa è questo: il margine non si vede. Non c’è un cartellino, non c’è una voce nelle condizioni, non c’è una comunicazione. Si vede solo confrontando le quote di un mercato con quello che i prezzi implicano. Ecco perché una piattaforma con un bonus generoso e margini larghi è una piattaforma costosa: il bonus è un evento una volta sola, il margine è un prelievo su ogni giocata per tutta la vita del conto. Il verso giusto per leggere un’offerta è questo — prima quanto mi costa giocare, poi cosa mi danno per giocare.

I dieci operatori, uno per uno

Goldbet, il numero 16009 che sta anche dietro Lottomatica

Goldbet è un concessionario con ADM n. 16009, la cui concessionaria è Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su sito proprio Goldbet.it. Non è un dettaglio da poco, ed è la prima cosa che salta all’occhio leggendo le righe della tabella: la stessa società sta dietro a Lottomatica, che porta il numero 16010. Due concessioni, due siti, un solo concessionario. È l’esempio più chiaro di come funziona la titolarità in Italia: la concessione è per sito, ma il soggetto che la detiene è la società, e una società può averne più di una.

Sul conto, quello che risulta è pratico: il conto gioco si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento, e l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet.it. Nell’identificazione Goldbet offre anche il percorso con CIE, tramite un provider SPID, accanto a SPID stesso e alla registrazione classica: è uno dei pochi della lista a coprire entrambi gli strumenti.

Verdetto. Il pregio di Goldbet è la meccanica del conto: metodi riconoscibili, accesso semplice, un’identificazione più flessibile della media. Il difetto sta in quello che si può dire e in quello che non si può: qui non risultano né un’offerta di benvenuto dettagliata né tempi di prelievo, e in un confronto sul costo questa è una lacuna che pesa più di un metodo in più. Chi apre Goldbet per la comodità del conto difficilmente se ne pente; chi apre Goldbet per il bonus non ha, da questa tabella, nulla su cui decidere.

SNAI, la rete di negozi e l’assistenza sette giorni su sette

SNAI ha concessione ADM n. 16032, concessionaria Snaitech Spa, su Snai.it. Il fatto che lo distingue è di servizio: il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e SNAI indica un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7.

Sette giorni su sette non è una frase di marketing, è una delle poche caratteristiche di questa lista che corrisponda a un bisogno reale e identificabile: quando un prelievo non arriva, quando un conto è sospeso, quando una validazione è scaduta, la differenza tra un’operatore raggiungibile e uno irraggiungibile si misura in giorni di cassa ferma. La rete di negozi sul territorio, che è la ragione per cui il marchio è conosciuto in Italia, aggiunge il canale fisico che gli operatori nati online non hanno.

Verdetto. La struttura di SNAI è quella di chi ha un piede in negozio e uno online, e chi ha un piede in negozio di solito non brilla per trasparenza digitale: qui i metodi di ricarica sono «più modalità», senza elenco. Ma l’assistenza 7 su 7 è la cosa giusta al posto giusto per un operatore con una rete fisica da gestire, e chi ha bisogno di una persona dall’altra parte, non di una pagina di FAQ, trova qui l’unico elemento della lista che risponde davvero a quella necessità.

William Hill, il bonus con quattro condizioni in una riga

William Hill porta la concessione ADM n. 16044, concessionaria William Hill Malta Plc, su William Hill. L’offerta di benvenuto, nel Benvenuto Sport, è un bonus cash pari al 100 % fino a 50 € (deposito minimo 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni), erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni (quota minima 5.00) giocate con denaro reale.

Vale la pena rileggerlo lentamente, perché ognuna delle quattro condizioni taglia un pezzo di pubblico. La finestra di 7 giorni e il vincolo carta o PayPal escludono chi ricarica con altri strumenti o con calma. La quota minima di 5.00 per selezione è la condizione davvero selettiva: una quota 5.00 su una singola è un esito che non capita di rado, ma non capita nemmeno spesso, e chi gioca abitualmente quote basse scopre di non poter usare il bonus come pensava. Le tranche da 10 €, infine, distribuiscono l’erogazione nel tempo e la legano ogni volta alla stessa struttura, cioè a cinque selezioni per volta.

Verdetto. William Hill è il caso di scuola di questa pagina: un’offerta con un numero grande davanti e una quota minima di 5.00 dietro. Chi gioca multiple da cinque selezioni, comunque, la prende e la usa; chi gioca singole sotto quota 2,00 la guarda passare. La differenza tra i due non è fortuna, è il tipo di giocata che uno fa, e leggerla prima è l’unico modo di sapere se il bonus è tuo o no.

AdmiralBet, il più trasparente della lista sul denaro

AdmiralBet ha concessione ADM n. 16048, concessionaria Admiral Bet S.r.l., su Admiralbet.it. È l’operatore più dettagliato nelle proprie condizioni: elenca i metodi di ricarica — carte, Postepay, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe, Admiral Pay e bonifico — specificando l’assenza di costi aggiuntivi e l’obbligo di strumenti intestati al cliente.

Questi tre elementi insieme — lista esplicita, assenza di costi aggiuntivi, intestazione obbligatoria — sono la descrizione più completa dei pagamenti che si trovi tra i dieci. Si aggiungono le due condizioni sul gioco responsabile, entrambe già viste: in registrazione si impostano limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco giornalieri, settimanali e mensili, con limite ridotto efficace subito e aumentato dopo 7 giorni; e l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, con durata da 7 a 270 giorni dal 1° febbraio 2026.

Verdetto. Il pregio è che le condizioni di Admiralbet rispondono alle domande che un giocatore si pone davvero — con cosa ricarico, quanto costa, chi mi ferma se esagero — e le rispondono per iscritto. Il limite è che questa chiarezza si ferma prima del prodotto: sulla profondità del palinsesto sportivo questa scheda non dice nulla, e un conto trasparente su un bookmaker senza mercati resta un conto trasparente su un bookmaker senza mercati.

Lottomatica, il marchio grande con il numero dietro a Goldbet

Lottomatica ha concessione ADM n. 16010, concessionaria Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su Lottomatica.it. Sì: è la stessa società di Goldbet, che sta al 16009. Due numeri vicini, due siti distinti, un concessionario solo. Chi pensa di passare da Lottomatica a Goldbet per cambiare interlocutore sbaglia — cambia il marchio, non la società.

Sul conto: tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi accetta PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password. È una scheda breve, e la brevità qui non è una colpa dell’operatore ma dei termini disponibili: quello che risulta è un conto che funziona con i due strumenti più diffusi in Italia, che per la maggior parte dei giocatori è esattamente la domanda.

Verdetto. Lottomatica è il caso interessante di questa lista dal punto di vista della struttura societaria: un marchio con una notorietà enorme appoggiato a una concessione che appartiene a una società diversa da quella che il nome suggerisce. Per il giocatore cambia poco finché va tutto bene; cambia quando c’è una contestazione, perché l’interlocutore giuridico è la concessionaria, non l’insegna. Chi ha PostePay e vuole un marchio che conosce trova quello che cerca; chi cerca qualcosa di più non ha, qui, molto altro da leggere.

Planetwin365, il palinsesto più ricco del gruppo

Planetwin365 ha concessione ADM n. 16007, concessionaria Pwo S.p.a., su Planetwin365.it. È, nella tabella, l’unico operatore la cui descrizione riguarda il prodotto e non il denaro, e la descrizione è dettagliata: l’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Due cose vanno dette su questa scheda. La prima è che la copertura dichiarata è quella che serve a chi cerca un bookmaker per seguire il calcio europeo: dalla Serie C alla Conference League c’è dentro tutto il percorso, e i risultati in diretta su oltre venti sport dicono qualcosa sulla larghezza del palinsesto. La seconda è che su pagamenti e prelievi, qui, non risulta nulla: nessun metodo, nessun tempo, nessuna condizione sul conto.

Verdetto. Planetwin365 è il contrario di Admiralbet: un operatore di cui si sa tutto sul prodotto e niente sul denaro. Per chi sceglie una piattaforma guardando quanti mercati trova su una partita di Serie C, è probabilmente la scelta migliore della lista. Per chi vuole sapere prima con cosa ricarica e quando incassa, tocca aprire le condizioni generali sul sito e leggerle, perché qui non c’è nulla che lo dica al posto suo.

Eurobet, depositi e prelievi dall’app senza dire con cosa

Eurobet ha concessione ADM n. 16012, concessionaria Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su Eurobet.it. Ed è la società che detiene più di una concessione: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. È il caso più chiaro, insieme alla coppia Goldbet–Lottomatica, del fatto che il numero di concessione identifica un sito e non un’azienda.

Sul conto, quello che risulta è che dall’app si possono consultare le informazioni sul conto di gioco e si possono effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. È una descrizione corretta e incompleta: dice che i prelievi si fanno dall’app, non dice con quali strumenti né in quanto tempo. Chi apre Eurobet sa che il conto si gestisce dal telefono, che nel 2026 è la norma e non la notizia.

Verdetto. Eurobet è un marchio che vive di tre concessioni e di una descrizione del conto che si ferma al «si può fare». La sua forza è la struttura: un operatore che gestisce tre siti ha una macchina alle spalle, e in un mercato di concessioni novennali la dimensione conta sulla continuità del servizio. Il limite è la comunicazione: dei dieci, è uno di quelli su cui le condizioni consultate dicono meno, e in una pagina sul costo questo è il difetto che si nota più degli altri.

Sisal, la ricarica al punto vendita e la schedina scansionata

Sisal ha concessione ADM n. 16020, concessionaria Sisal Italia S.p.a., su Sisal.it. Il suo tratto distintivo è il ponte tra negozio e online: con l’app si prenotano le scommesse e si ricarica o si preleva nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente.

Ci sono due cose da dire, e la seconda è quella che conta per il conto. La prima è che il flusso negozio-app è un prodotto vero, non una trovata: prenotare dall’app e giocare allo sportello risolve il problema di chi vuole la quota vista sul telefono ma preferisce il contante. La seconda è che ricaricare e prelevare al punto vendita significa passare dal contante, e il contante nei punti ricarica ha un tetto che l’abbiamo già incontrato parlando dei punti vendita ricariche: fino a 100 € a settimana in totale, solo su richiesta dell’intestatario, e i punti vendita non pagano vincite né prelevano saldi. Quindi il prelievo in negozio, che è il gesto più semplice del mondo, resta dentro un perimetro preciso che conviene conoscere prima di contare su quel canale.

Sul bonus di benvenuto la sequenza è questa: essere titolare di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.

Verdetto. Sisal è l’operatore giusto per chi non vuole mai mettere i dati di una carta in un’app — e in Italia quella platea è più grande di quanto il settore ammetta. Il punto di attenzione non è l’offerta ma il canale: chi conta sul negozio per ricaricare e prelevare deve fare i conti con il tetto settimanale del contante, che è basso e non si alza.

NetWin, il bonus che chiede un conto verificato

NetWin ha concessione ADM n. 16035, concessionaria Netwin Italia S.p.a., su Netwin.it. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato (deposito minimo di 20 €)..

Il requisito, appunto, non è sull’importo ma sullo stato del conto: verificato, non semplicemente aperto. È una condizione che in un mercato dove il conto va validato entro 30 giorni — altrimenti diventa sospeso e i prelievi restano bloccati — ha un peso maggiore di quanto la parola suggerisca. Chi si registra di fretta e pensa al deposito dopo scopre che il bonus richiede un passaggio in più, e che quel passaggio è esattamente quello che gli consentirà di incassare.

Sulla parte pagamenti, qui non risulta nulla: nessun metodo elencato, nessun tempo. Le condizioni che risultano riguardano il bonus e la sua meccanica.

Verdetto. NetWin è la scheda più corta della lista, e la cortesia è che dice subito cosa vuole: un conto verificato e almeno 20 €. Un’offerta piccola con un requisito chiaro vale più di un’offerta grande con una quota minima nascosta, e in questa tabella NetWin è dalla parte giusta di quella differenza. Chi cerca un bonus senza sorprese trova una sorpresa modesta e dichiarata.

Betfair, l’exchange dove il bookmaker non fa la banca

Betfair ha concessione ADM n. 16028, concessionaria Betfair Italia S.r.l., su Betfair.it. È l’operatore della lista con il modello di gioco più diverso da tutti gli altri, e la differenza è nel diritto applicato, non nel marketing: il betting exchange è un gioco a sé nell’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024, e l’art. 2, lett. u) chiarisce il meccanismo — il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima.

Dal lato del prodotto, l’app Exchange Scommesse consente depositi e prelievi delle vincite, il live streaming di eventi di calcio, tennis e basket e grafici per monitorare in tempo reale l’andamento delle quote. Il live streaming e i grafici non sono decorazioni: su un exchange il prezzo si muove mentre guardi, e vederlo muovere è parte del gioco.

Sulle regole, la documentazione di Betfair riporta condizioni aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo resta in capo al concessionario. Quali brand facciano exchange oggi e con quali commissioni non è dato sapere; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Verdetto. Su un exchange il costo non è un margine incorporato nella quota ma una commissione, e la struttura è diversa da quella di un bookmaker tradizionale: qui non giochi contro la casa, giochi contro un altro giocatore e paghi il servizio. È la ragione per cui Betfair è l’unico operatore di questa lista di cui si possa dire che il modello di costo è un altro. Il prezzo di quella differenza è la complessità: chi non ha mai usato un exchange deve imparare a leggere un book a due lati, e 200 centesimi di puntata minima «back» sono una soglia che qualcuno troverà alta.

Domande frequenti

Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?

Non esiste una lista statutaria di metodi approvati. Ogni operatore indica nelle proprie condizioni quali strumenti accetta: alcuni citano carte e bonifici, altri portafogli come PayPal, Skrill o Neteller, altri ancora il punto vendita fisico. Gli strumenti devono essere intestati al titolare del conto.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il limite lo scegli tu in registrazione, su base settimanale o mensile, e la legge lo prevede all’art. 15, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 41/2024. Admiralbet chiede in registrazione un limite massimo di ricarica, spesa e tempo di gioco giornaliero, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il tetto che ADM fissa nella gara non è noto.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS), che al 25 ottobre 2026 ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi un nome presente non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: lo mostra il sito dell’operatore, che dichiara numero e società nelle proprie condizioni.

Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?

L’età è 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 indica la tutela dei minori tra i principi del settore e la legge italiana fissa la soglia. Un conto di gioco richiede identificazione piena, con form e copia di un documento oppure con SPID, e Goldbet anche con CIE tramite un provider SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi sono bloccati.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

L’imposta unica la paga il concessionario: 20,5 % se raccolta in rete fisica e 24,5 % se a distanza, sulla differenza tra puntate e vincite. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, secondo la stampa specializzata. Sui siti senza concessione l’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi. Sentire un commercialista.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è puntata × quota, e il profitto netto è puntata × (quota − 1). Puntando 10 € a quota 1,85, il ritorno è 18,50 € e il profitto 8,50 €. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico: due quote da 2,00 danno 4,00. La quota è già al netto del margine del bookmaker.

Contenuto creato dal team «Scommesserugby-it.com»